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Inghilterra Brexit choc: Borse a picco, Cameron si dimette – Speciali – ANSA.it

Contrari all’Ue quasi il 52%. Farage, ora oso sognare Gb indipendente

L’Inghilterra e la Gran Bretagna tutta non faranno più parte dell’Unione Europea. E mentre Bruxelles incalza, con il parlamento europeo che chiede a Londra di formalizzare subito la sua decisione, senza dilazioni, il presidente Usa auspica che ora i negoziati tra Gb e Ue “assicurino stabilità”. Perchè nell’occhio del ciclone, nel giorno dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europa, restano i mercati e l’assetto finanziario, con leBorse del pianeta che continuano la caduta libera con le piazze europee in molti casi con indici in rosso a due cifre.

Per Borse europee peggior calo da Lehman Brothers.

Il G7 finanziario prova comunque a tranquillizzare: “la volatilità dei mercati può avere implicazioni per la stabilità economica e finanziaria” ma “le banche centrali stanno assicurando ai mercati la liquidità necessaria a favorirne il regolare funzionamento”, mettono nero su bianco al termine di una call telefonica. Fonti Ue da Bruxelles intanto precisano che il terzo paragrafo dell’articolo 50 del Trattato Ue sull’uscita di un Paese dall’Unione europea prevede “un ampio margine di discrezionalità” per gli Stati membri riuniti nel Consiglio “per estendere il periodo dei due anni” massimi fissati dall’articolo stesso per concludere l’accordo di ‘addio’.

Il presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, ha però  assicurato che la vittoria del Leave non è l’inizio della fine dell’Europa. Per la cancelliera tedesca Angela Merkel, la Brexit è un taglio netto per l’Europa. Ma avverte che ora serve un’analisi “calma e composta” dell’esito del referendum. Intanto i leader europei si sentono e lunedì è previsto un vertice a Berlino tra Matteo Renzi, Angela Merkel e Francois Hollande. Il premier Renzi in una conferenza stampa a Palazzo Chigi ha usato parole racssicuranti: “Il governo e l’Ue garantiranno la stabilità finanziaria“. Un punto telefonico è stato fatto in una conferenze call tra i ministri delle Finanze del G7.

Canta vittoria invece il leader del partito anti-Ue Ukip, Nigel Farage, principale sostenitore del ‘Leave’. che ha inneggiato all’ ‘Independence Day’ e che, sin dalle prime ore del mattino e ancora prima dei dati ufficiali, chiedeva le dimissioni del premier. Ed esultano insieme a lui i leader dei partiti euroscettici di mezza Europa, da Marine Le Pen del Front National a Geert Wilders dell’olandese Pvv che invocano simili referendum per l’uscita della Francia e dell’Olanda. “Ora tocca a noi”, twitta anche il leader della Lega Matteo Salvini che annuncia che raccoglierà le firme per l’Italexit.

Ma i leader del mondo si preparano. Obama auspica che i prossimi negoziati tra Ue e Gb “assicurino stabilità, sicurezza, prosperità per l’Europa, la Gran Bretagna, l’Irlanda del Nord e per tutto il mondo” e Hillary Clinton evidenzia la “necessità di una leadership salda” alla Casa Bianca. Mentre il presidente russo Vladimir Putin avverte che “il risultato del referendum in Gran Bretagna avrà senz’altro conseguenze per il mondo e per la Russia”. Il papa fa appello alla “responsabilità” di tutti per “garantire il bene del popolo del Regno Unito e anche il bene e la convivenza di tutto il continente europeo”.


A Palazzo Chigi Renzi ha visto, tra gli altri, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco. “Dobbiamo cambiarla per renderla più umana e più giusta. Ma l’Europa è la nostra casa, è il nostro futuro”, ha twittato il presidente del Consiglio. Il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, ha auspicato che, nonostante l’aspettativa di un esito diverso del referendum, “ora bisogna dare seguito” alla decisione degli elettori britannici, con l’attivazione dell’art. 50 del Trattato di Lisbona per l’addio della Gran Bretagna..

A Londra si consuma il dramma delle dimissioni per il premier David Cameron, comunicate ora anche alla Regina dopo l’annuncio davanti al portone di Downing Street, e delle mozioni di sfiducia per il leader dei laburisti, Jeremy Corbyn, mentre l’ex sindaco di Londra, tra i principali promotori del Leave, Boris Johnson, viene fischiato davanti a casa sua. In Scozia, dove ha prevalso il Remain, torna “sul tavolo” l’opzione del referendum per l’indipendenza. Lo ha detto il premier scozzese e leader degli indipendentisti dell’Snp, Nicola Sturgeon, riservandosi “passi” per ora imprecisati a tutela dell’appartenenza all’Ue dopo il voto per la Brexit. Al contrario nel resto d’Europa l’esito del referendum ha galvanizzato gli euroscettici che vorrebbero seguire l’esempio dei britannici. A partire dal Front National di Marine Le Pen che, in vista delle elezioni presidenziali nella primavera del 2017, ha annunciato “un referendum entro sei mesi” in caso di vittoria nella corsa all’Eliseo.

Intanto i sondaggisti sono già di nuovo al lavoro e comunicano che il 64% dei francesi si dice contrario a un’ipotetica uscita della Francia dall’Unione europea dopo che la leader del Front National, Marine Le Pen, ha invocato la ‘Frexit’. Dal canto suo il parlamento europeo, con una risoluzione, ha chiesto al presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker – che ha avuto anche un colloquio telefonico con Matteo Renzi – di riassegnare “il portafoglio del Commissario del Regno Unito (Jonathan Hill alla stabilita’ finanziaria, ndr) con effetto immediato”.

Gli effetti della Brexit intanto sui mercati proseguono: il petrolio a New York scende a 47,54 dollari al barile (-5,13%) e Wall Street che cade in apertura con il Dow Jones a -2,33%. Nel vecchio continente, prima della chiusura, Milano perde oltre il 10% mentre il londinese Ftse limita il danno al 2,5% mentre una banca d’affari come Morgan Stanley sembra pronta a trasferire 2mila dipendenti da Londra in un altro Paese.

Dalle istituzioni finanziarie internazionali giungono le prime indicazioni concrete. “Chiediamo alle autorita’ nel Regno Unito e in Europa di lavorare in maniera collaborativa per assicurare una transizione morbida verso nuove relazioni economiche”, afferma la numero uno del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde. La Fed avverte che sta monitorando gli sviluppi sui mercati finanziari globali ed è “pronta a fornire liquidità in dollari” per “affrontare le pressioni sui mercati globali” esercitate dalla Brexit.

 

LA MAPPA DEL VOTO

Nove delle 12 macroaree che compongono il Regno Unito hanno votato in favore di Leave e contro l’Ue. Lo certifica un prospetto della Bbc secondo il quale Remain e’ prevalso soltanto in Scozia, a Londra e in Irlanda del Nord. Le aree piu’ euroscettiche sono state le Midlands, regioni che comprendono grandi centri urbani come Birmingham e vecchi distretti industriali, con le West Midlands contro l’Ue al 59,3% e le East Midlands al 58,8. A ruota il North East e poi lo Yorkshire, proprio la regione in cui giovedi’ 16 l’estremista di destra Tommy Mair ha ucciso la deputata laburista Jo Cox, paladina di migranti e integrazione europea. Da notare pure l’inattesa vittoria di Leave, di misura, in Galles La vera roccaforte europeista resta invece la Scozia, pur con un’affluenza inferiore alla media nazionale, che si conferma una realta’ a parte nel regno e che ha votato Remain al 62%. Segue Londra, filo-Ue al 59,9% e l’Irlanda del Nord, un po’ meno anti-Brexit delle previsioni con il 55,8%

Sorgente: Inghilterra Brexit choc: Borse a picco, Cameron si dimette – Speciali – ANSA.it

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