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Elezioni Spagna, rebus governo. Vince il Pp ma senza maggioranza. Psoe tiene, delude Podemos

Dalle urne lo stesso quadro uscito dal voto di dicembre. Mariano Rajoy è il vincitore relativo delle politiche spagnole. Per la guida del Paese crescono probabilità di larghe intese Popolari-Socialisti
di GIOVANNI GAGLIARDI
26 giugno 2016

Elezioni Spagna, Iglesias: ”Per Podemos i risultati non sono soddisfacenti”
MADRID – Nessuna certezza dalle urne in Spagna: le elezioni hanno riproposto i risultati del voto di dicembre 2015 con il Pp primo partito ma senza maggioranza assoluta (anche se rafforzato con 14 deputati in più), davanti a Psoe, Podemos e Ciudadanos. Un voto che ha visto tramontare il ‘sogno’ di Podemos di diventare il primo partito della sinistra, superando i socialisti, e candidarsi alla guida del governo.

Dopo la pubblicazione di un disastroso exit-poll che dava il partito post-indignados davanti allo Psoe e il suo leader Pablo Iglesias in buona posizione per candidarsi a premier di un governo di sinistra, i risultati reali mano a mano hanno rovesciato il quadro politico. Così l’inaffondabile Mariano Rajoy sopravvive ad un’altra elezione e, anzi, è il vincitore relativo delle politiche spagnole.

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Il partito ‘viola’ registra una forte delusione, dopo che le inchieste demoscopiche per settimane gli hanno fatto “toccare il cielo”, dando a un’ipotetica coalizione Podemos-Psoe guidata da Iglesias quasi la maggioranza assoluta. Il partito, alleato con Izquierda Unida, si ferma a 71 seggi, lo stesso risultato delle elezioni dello scorso 20 dicembre, che hanno segnato la fine del tradizionale bipartitismo spagnolo e portato allo stallo il Parlamento.

Il Pp di Rajoy si rafforza rispetto a dicembre: cresce di 13 deputati, a quota 137 su 350, con il 33% dei voti. Gli elettori hanno votato la ‘sicurezza’ contro l’avventura di Podemos. Così i popolari hanno vampirizzato anche il partito moderato emergente Ciudadanos, che è sceso da 40 a 32 seggi e al 12,9%. I socialisti, in leggera flessione a 85 deputati contro i 90 del Congresso uscente – con il 22,8% – si sono salvati però dal disastro annunciato dai sondaggi, che unanimi prevedevano il sorpasso di Podemos.

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Questi risultati del ‘secondo turno’, provocato dalla paralisi del parlamento dopo le politiche di dicembre, senza maggioranze chiare e fra veti incrociati dei partiti, rischiano però di non risolvere il problema della governabilità del Paese. Rajoy ha continuato a proporre durante la campagna elettorale quanto ha sostenuto negli ultimi sei mesi, cioè una gran coalicion con socialisti e Ciudadanos che garantisca per quattro anni la stabilità del paese in un quadro ‘europeo’. Il leader socialista Pedro Sanchez però finora ha risposto ‘no’. E da soli, popolari e Ciudadanos non arrivano alla maggioranza assoluta di 176 seggi del Congresso.

Ancora più difficile, come scrive El Pais, un’alleanza tra Psoe e Podemos, che di sicuro non arrivano insieme alla maggioranza assoluta senza i voti delle minoranze, come i nazionalisti baschi del Pnv (5 seggi) o gli indipendentisti catalani di Cdc e Erc (17 deputati). Il premier uscente si presenta però ora alle trattative con gli altri partiti con una maggiore autorevolezza: quella del solo leader che ha vinto, e non poco, in queste politiche.

“Ho scritto un messaggio a Pedro Sanchez per parlare alla luce di questo risultato e non ho ancora ricevuto risposta – ha detto il leader di Podemos, Pablo Iglesias, commentando il risultato delle elezioni – Rimango convinto che sia sensato riuscire a dialogare e lavorare insieme a partire dal terreno comune, condividiamo infatti un modello sociale opposto a quello attuato dal governo dei popolari”.

Iglesias ha ammesso che il risultato del suo partito “non è stato soddisfacente” e si è detto anche preoccupato dalla “perdita di consenso per il blocco progressista”. Anche lo Psoe, che pure conserva il secondo gradino del podio, non sorride: il partito socialista spagnolo ha infatti ottenuto il suo peggiore risultato storico in seggi nel Congresso dei deputati. Sanchez ha parlato a tarda sera, dicendo di “non essere soddisfatto del risultato del suo partito”, ma ha sottolineato che lo Psoe rimane “il primo partito della sinistra spagnola

Sorgente: Elezioni Spagna, rebus governo. Vince il Pp ma senza maggioranza. Psoe tiene, delude Podemos

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