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Autogoverno e cultura – Comune-info

Dopo l’azione al Teatro Valle abbandonato, verso un’assemblea cittadina .

Articolo di Teatro Valle Occupato

“Voi che sapete che cosa è l’amor”.

Mentre fuori le forze dell’ordine caricavano la porta, all’interno del teatro (sabato 11 giugno il Teatro Valle di Roma era stato di nuovo aperto da un gruppo di cittadini, artisti e lavoratori precari dello spettacolo per un’assemblea, ma la violenza della polizia ha impedito l’iniziativa, leggi Luci in sala ndr), a tutto volume, andava l’aria delle “Nozze di Figaro” di Mozart. In loop, per quattro volte, a scandire il tempo.

Un tempo scaduto rispetto alle promesse disattese che hanno indotto l’uscita dallo spazio nell’agosto 2014. Tempo scaduto sull’accordo tra Mibact (Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo) e Comune di Roma, annunciato dal luglio 2011 e mai avvenuto. La denuncia delle condizioni di abbandono del Teatro Valle è denuncia del deserto culturale in cui versa Roma: nessuna prospettiva, nessuna visione!

È semplicistico, nonché riduttivo rispetto alle questioni poste, scaricare sulla burocrazia le responsabilità politiche di chi ha governato la città in questi anni. La recente storia della nostra città, del resto, mostra che la retorica dei bandi, escludente e clientelare – vedi Estate Romana – non può essere una soluzione. Esistono altri modelli virtuosi di gestione comune del patrimonio pubblico e tante sperimentazioni sono in corso.

L’azione dell’11 giugno vuole aprire un dibattito pubblico che ponga al centro la necessità di autogoverno delle comunità che vivificano i territori, anche sul piano culturale. Volevamo fare un’assemblea pubblica in teatro ed è stato impedito. Eravamo disposti a farla in strada ed anche questo non è stato permesso. Invitiamo pertanto tutte/i a partecipare il 1° luglio a un’assemblea cittadina che si interroghi sulle seguenti questioni.

Come coinvolgere davvero le forze vive della città nella gestione del patrimonio comune? Come riscrivere collettivamente nuove regole per la convivenza civile, giuste perché condivise, legali perché legittimamente prodotte interrogando le collettività e i loro attuali bisogni? Quali alternative allo strumento del bando? Quali politiche culturali costruire che corrispondano ai bisogni degli operatori e degli spazi di produzione e alla vocazione di una capitale europea?

Per discutere e articolare insieme questi punti di costruzione dell’assemblea cittadina, incontriamoci giovedì 16 giugno alle 19 (a Sparwasser, via del Pigneto 215).

Alla classica musica, preferiamo una musica classica all’altezza del tempo che viviamo.

“Ricerco un bene / Fuori di me, / Non so chi ’l tiene, / Non so cos’è. / Sospiro e gemo / Senza voler, / Palpito e tremo / Senza saper”.

Lavorat* del Sublime

.

Sorgente: Autogoverno e cultura – Comune-info

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