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‘a Maronna europea – un colpo di remo – di m@cwalt

Europa1 -‘a Maronna europea – un colpo di remo – di  m@cwalt  per nuovaresistenza.org

Ecco la musica è finita, il leone britannico se n’è andato, è uscito for popular’s voluntatis da un organismo sovranazionale che è stato creato per unire popoli e nazioni.

Purtroppo per loro e per noi l’unica unione che è stata mai raggiunta è stata quella economica, con moneta, banche et altre importanti organi essenzialmente marginali per la vera unione dei Popoli europei.

Da anni questo organismo chiamatosi Unione Europea è fermo al palo della condivisione politico-economica del Continente, mentre si è dichiaratamente eguali per disposizioni di polizia, di ordinanze pubbliche di natura fiscale e finanziaria. Si è differenti in molte altre cose, non concluse quali difesa comune, una ridefinizione di redditi e fiscalità, un vero e comune welfare e la federalizzazione di molti altri ordinamenti quali lingua, capitale, e religione.

Molte delle “cose” che sono necessarie e che sarebbero una solution più importante non sono state affrontate, un po’ perchè la natura stessa di un Ente che dovrebbe essere sovranazionale è spesso nell’impasse di ordinamenti nazionali, che ne bloccano la crescita e che impediscono l’attuazione di quella evoluzione comunitaria e federale che è fondamentalmente politica.

D’altra parte la sua stessa natura democratica non può che riflettersi in scelte che sono più lente di quanto talune disposizioni legislative dichiarino urgenza. E’ del tutto evidente che l’Unione europea rimbalza negli organismi specifici di ogni nazione presente all’interno del suo proprio Parlamento.

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Anche una qualsiasi deliberatio sull’ambiente e per ciò di natura energetica deve passare al vaglio di impedimenti e/o imposizioni nazionali, frenando così ogni “imposizione” comunitaria. Ricordo la querelle sulla natura cristiana che volle essere sottolineata dall’organismo preposto a relazionare e rendere esecutiva una scelta filosofico-culturale dell’Unione Europea.

Scontro tra differenti scelte, laiche o confessionali rivelarono una fragilità di fondo che la stessa Commissione Europea non è ancora riuscita a risolvere.

Siamo un Continente cattolico confessionale o una organizzazione di Nazioni cristiano protestanti con un’animus laico materialista… E’ stato un Dio a creare Europa (come dice la vulgata greca dell’Olimpo) o questa è la scelta di un “popolo” desideroso di riconoscersi in una comune crescita storico culturale?

L’Unione è il risultato di un afflato greco-romano di Democrazia e Diritto o è l’incontro di paure nazionaliste che cercano di darsi una regola etico-morale?

Siamo capaci di creare un organo superiore che canalizzi le istanze di popoli e nazioni differenti, oppure siamo trascinati solamente dalla pancia tribale di genti che affidano certune scelte alla forza e alla determinazione nazionalistica? Che non dimentichiamo è stata causa di due Guerre mondiali e di innumerevoli e giustificate battaglie risorgimentali.

L’uscita della Gran Bretagna dalla UE dimostra almeno che l’input democratico è ancora presente e radicato nelle Istituzioni che sono state create. Ma non può essere sufficiente questo “germoglio” democratico a tenere assieme 28 paesi che si sono dati ordine e leggi dopo battaglie di volontà popolare che sono nate e durate dei secoli.

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Ognuno di questa “manciata di Paesi” vuole essere il primo inter-pares di questo Continente che ha elaborato le sue leggi ed un etica nazional-popolare che rischia da sempre di travolgere l’organismo sovranazionale, ed è in nome di questa “idea chiamata Europa” che dobbiamo essere capaci di unire veramente 28 nazioni e almeno 3 “scelte ideali” nazionaliste.

Ho sotto gli occhi ancora quanto avvenuto in Grecia e alla Grecia negli ultimi due anni. Mi dimostra e dichiara l’incapacità della UE di affrontare i grandi problemi di natura economica comunitaria presenti in questa importante fase storica..

Dalle capitali della UE le problematiche greche sono state “risolte” non tanto come problema comunitario, ma “assolte” come se Atene fosse un separato di casa. La Grecia non come territorio meridionale di Berlino, Londra e Parigi, ma quasi come corpo estraneo che chieda “grazia, denaro e soluzioni”.

Questa incapacità è insita nell’idea di Europa che hanno le differenti capitali del Continente. Una vecchia operazione di pulizia ottocentesca non una variegata serie di soluzioni europee di inizio millennio.

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Atene come Akragas nell’eccezione “comunale” e non come territorio continentale. I greci come una minoranza etnica e non il popolo che ai primordi della sua storia nazionale ha dettato fondamentali indicazioni sovra-cittadine. In questo caso Atene come Sparta e non come nazione belligerante che esce vittoriosa da una “battaglia locale”… In questo caso ancora una volta in veritas dimostrando quanto ognuno di noi abbia perduto qualcosa.

Ecco perchè vivo l’uscita del Regno Unito dalla “famiglia europea” come sconfitta che appartiene a tutti noi e non solamente a una locale “volontà popolare”, libera scelta di una Nazione sulle altre. (dimostrando una fallace volontà che è forza nella distruzione ma debolezza nella proposta).

Il referendum avrebbe dovuto e potuto chiedere una diversa scelta politica continentale; ma naturalmente essendo stato proposto dal Conservator’s Party è diventato solo una a-scelta nazionalista.

Ma qui in gioco non c’era l’antica supremazia nazionalistica, ma la sopravvivenza del Continente che è Paese e Nazione di tutte le altre.

Dentro o fuori, leave o remain che comporta lo scioglimento entro due anni di ogni formalità europea attuata in GB… penso ai tanti miglioramenti che la UE ha apportato nel campo dell’istruzione, della circolazione di merci & genti, nel coordinamento sovra-nazionale dei Diritti e delle pene, alle migliorie agricole, navali, scolastiche e della ricerca medica e spaziale.

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Chiediamoci allora se riusciranno le “altre 27 nazioni” a lottare insieme per trovare una soluzione continentale che restauri dall’originale scelta presente nelle “carte di Ventotene” ideate ed elaborate da Arterio Spinelli ed Ernesto Rossi per far si che ogni ente ed istituzione che si chiama Unione Europea e che la rappresenta sia maggiormente vicina all’idea originaria di unire il Continente come Stati Uniti d’Europa. Federale, popolare, socialista libertaria.

Un idea d’Europa che è scelta romantica, culturale e politica, che è “visione” futuribile, pratica e umana di Musica e Poesia, di pace e progresso, di incontro e sviluppo.

E noi Donne e Uomini riusciremo a determinare le scelte che ricostruiscano l’Europa quale federazione di stati, riconoscimento di popoli, determinazione di Gens che vuole unirsi e crescere assieme e non combattersi divisi l’una contro l’altra?

Riusciremo!                                                                                                                                         m@cwalt

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