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Rassegna Stampa del 3 marzo 2016 – a cura di Luna.Rossa | NUOVA RESISTENZA antifa’

rassegna stampa donne

Nell’augurarvi un buon giovedí, vi invitiamo a sfogliare con noi le prime pagine dei maggiori quotidiani nazionali.

Da Il Corriere della Sera. Chiamale se vuoi missioni… ma piú realisticamente é guerra: 50 incursori pronti a partire.  Sarà l’Aise, il nostro servizio segreto per la sicurezza esterna, a dirigere le operazioni di unità speciali militari italiane in Libia. La nuova linea di comando è stata decisa con un decreto del presidente del Consiglio dei ministri adottato il 10 febbraio: 5 articoli in tutto, atto secretato, di cui lo stesso Renzi ha discusso con il capo dello Stato pochi giorni fa, durante la riunione del Consiglio supremo di Difesa.

Da La Repubblica: la Siria e Damasco, dove in questi giorni di tregua, nella capitale del Paese dilaniato dalla guerra, con il centro che sembra tornato a vivere, è in periferia che il Califfato fa strage con i kamikaze. Le strade con i segni dei bombardamenti, i checkpoint dei miliziani di Assad e Hezbollah, la paura della gente… qui non esiste tregua.

Il Fatto Quotidiano, ci parla della situazione dei lavoratori dei call center: cinquemila posti di lavoro a rischio nelle prossime settimane, ottomila nei mesi a venire. I sindacati del settore, Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil, lanciano l’allarme sulla crisi del comparto, che in Italia conta circa 80mila operatori. Le sigle sindacali avevano indetto uno sciopero nazionale del settore per il prossimo 11 marzo,poi sospeso quando il ministero dello Sviluppo economico ha convocato le parti sociali il 9 marzo per aprire un tavolo sul tema. La strada però si preannuncia in salita. Le regole per fermare l’emorragia occupazionale e il fenomeno della delocalizzazione ci sono, ma, denunciano i sindacati, sono sistematicamente disattese. Anche da aziende pubbliche come Poste ed Enel.

Il dubbio de L’Unitá: “Ma non é che il Movimento 5 Stelle sia diventato di destra?” insomma, questo dubbio noi lo avevamo da tempo…  Verificata l’impossibilità di “pescare” nell’elettorato Pd, i grillini si starebbero naturaliter voltando dall’altra parte per consolidare i loro consensi. Per molti osservatori, i recenti slalom sulle unioni civili (prima la “libertà di coscienza” proclamata da Grillo, poi il no al “canguro” che avrebbe facilitato l’approvazione del ddl Cirinnà) sarebbero la prova provata di questa “conversione”. Con tanti saluti alla originaria impostazione – sui generis – di sinistra. Questo é il “dubbio” dell’Unitá… e ci sarebbe troppo facile dire che altri si presentato come partito di sinistra, erede del piú grande partito della sinistra…e poi fanno cose di destra… ma sarebbe davvero troppo banale dirlo…

La comoda bugia del governo egiziano sulla morte di Giulio Regeni, ne parla Il Manifesto: “non era un incidente stradale, non era un gioco omosessuale finito male né il linciaggio di un depravato, non era un atto di criminalità comune, non era un omicidio passionale,
né un regolamento di conti tra spacciatori e drogati, l’eliminazione di una spia, il risultato di una faida interna ai sindacati o ai movimenti di sinistra, non era il tradimento di un dirigente della Oxford Analytica e neppure un sabotaggio messo in atto dai Fratelli musulmani. La «verità» sull’omicidio di Giulio Regeni viene ora direttamente dal presidente dell’Egitto: Al-Sisi in persona o chi per lui. Secondo l’ultima tesi, che potrebbe essere la quadratura del cerchio perfetta anche per il governo italiano e gli alleati europei, ad uccidere il giovane dottorando friulano sarebbe stato lo Stato Islamico”.

Il Sole 24 ore ed il petrolio: dove metterlo? nelle piscine, come aveva sarcasticamente previsto Bob Dudley, ceo di Bp? Ancora no, ma…

anche se la produzione sta finalmente iniziando a calare, c’è ancora così tanto greggio – e così poco spazio residuo nei normali serbatoi di stoccaggio – che negli Stati Uniti ora le scorte si conservano anche sui treni, gli stessi che un tempo trasportavano shale oil in giro per il Nord America, dove gli oleodotti non riuscivano ad arrivare.

Altre scorte sono in mare, a bordo di petroliere: non solo per deliberata speculazione, come in passato, ma perché in alcuni porti per riuscire a scaricare oggi è necessario mettersi in coda. Succede in Asia, a Singapore e in alcuni scali cinesi, ma anche in Europa, ad esempio nel terminal petrolifero di Amsterdam-Rotterdam-Anversa (Ara), uno dei più importanti del Vecchio continente, dove i serbatoi di stoccaggio stanno traboccando.

A seguire ulteriori notizie da fonti locali, dai quotidiani esteri e da siti web di informazione, non senza ricordarvi l’appuntamente con la diretta del notiziario di Radio Popolare.

Buona lettura di NUOVA RESISTENZA antifa’ il contenitore quotidiano dell’ informazione e della controinformazione.

 

 

 

 

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