Olio tunisino in Europa ok finale da Strasburgo – home – La Gazzetta del Mezzogiorno

11 Marzo 2016 0 Di uboot96

lagazzettadelmezzogiorno.it – Proteste in Italia e in Puglia. Olio tunisino in Europa. ok finale da Strasburgo. Permetterà importazione altre 35. 000 tonnellate-anno senza dazi.

STRASBURGO – La plenaria di Strasburgo ha dato l’ok finale al pacchetto di aiuti d’urgenza alla Tunisia, che comprende il Regolamento che permette l’importazione di 35.000 tonnellate aggiuntive di olio d’oliva senza dazi nell’Unione europea. Il voto era stato sospeso il 25 febbraio, ieri il Coreper ha recepito gli emendamenti tecnici e comunicato che avrebbe adottato il testo che sarebbe passato oggi al Parlamento europeo.

L’aula ha approvato con 500 sì, 107 no, 42 astenuti.

«Oggi ho votato ‘nò per confermare la mia contrarietà ad un provvedimento sbagliato nelle modalità e nei tempi di applicazione». Questo il commento di Paolo De Castro, coordinatore per il gruppo dei socialisti e democratici della commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo. Secondo l’ex ministro dell’agricoltura «è però un dato oggettivo che, con il lavoro compiuto dalla delegazione del Pd, quella approvata oggi è una proposta migliore rispetto alla precedente, mitigata grazie ai due emendamenti ComAgri assimilati nel testo originario».

«L’impegno, poi, del capo della diplomazia Ue, Federica Mogherini, a lavorare per la suddivisione mensile del contingente extra quando l’esecutivo Ue si occuperà del regolamento attuativo è, senza ombra di dubbio, un ulteriore risultato positivo» ricorda De Castro.

«Resto però dell’idea – ha aggiunto l’eurodeputato del Pd – che la Tunisia vada aiutata con provvedimenti diversi, che sostengano davvero le imprese locali non favorendo la diffusione di pratiche fraudolente da parte di alcuni imprenditori del Sud Europa». «In questa giornata, il mio pieno sostegno va agli agricoltori che stanno manifestando a Catania a difesa della qualità, delle pratiche e delle produzioni» ha concluso De Castro.

«La nostra iniziativa continua ad essere al fianco delle organizzazioni degli olivicoltori e delle associazioni degli agricoltori, ritenendo il voto dell’Europarlamento, che ha vanificato il tentativo di mediazione operato nelle scorse settimane, decisione sbagliata». Così i parlamentari pugliesi del Pd Colomba Mongiello e Dario Ginefra.

«L’immissione del nuovo contingente agevolato che andrà ad aggiungersi alle attuali 56.700 tonnellate a dazio zero già previste dall’accordo di associazione Ue-Tunisia, portando il totale degli arrivi ‘agevolatì annuale oltre quota 130mila tonnellate, è un errore che, oltre a determinare una concorrenza sleale nei confronti delle produzioni italiane, rischia di alimentare il pericoloso mercato delle sofisticazioni con la possibile svalutazione del marchio Italia», proseguono i due deputati.

«A questo punto ora pretendiamo l’approvazione finale ad opera della Conferenza Stato-Regioni del Piano Olivicolo Nazionale, maggiori controlli a tutela dei consumatori e dei produttori, nonché la completa attuazione delle norme già’ varate con la legge salva olio ‘Mongiellò, la n. 9 del 2013, dai controlli per la valutazione organolettica ai regimi di importazione per verificare la qualità’ merceologica dei prodotti in entrata, seguendo le stesse sollecitazioni delle organizzazioni degli agricoltori», conclude.

«Olio, latte, agrumi e grano: l’agricoltura italiana è sotto attacco». Lo sottolinea Luca Lazzaro, presidente di Confagricoltura Taranto, partendo dall’ultimo caso in ordine di tempo: l’approvazione da parte del Parlamento Ue di un contingente di importazioni a dazio zero di olio d’oliva dalla Tunisia. «L’agricoltura italiana – afferma – sta attraversando un momento difficile in diversi settori. Dobbiamo subire la caduta dei prezzi del grano pugliese e del latte fresco alla stalla, così come l’ingresso di olio d’oliva tunisino che destabilizzerà il nostro mercato, visto che l’Italia è il maggiore importatore d’Europa e la Puglia il maggior produttore italiano: un accordo fatto sulla nostra pelle».

Tra le cause citate: «il crollo dei prezzi alla produzione, la concorrenza fortissima – aggiunge Lazzaro – e spesso sleale da parte di Paesi terzi, oltre che scelte discutibili a livello di politiche europee. Ma c’è di più, perché ogni giorno si apre un fronte nuovo: assistiamo increduli – conclude il presidente di Confagricoltura – alla decisione dell’UE di proseguire i suoi rapporti con il Marocco, a dispetto della sentenza della Corte di Giustizia Europea che ha giudicato l’accordo tra quel Paese e Unione Europa in violazione della legge internazionale. Con tutte le conseguenze del caso per la nostra agrumicoltura, che sta pagando un dazio pesantissimo sia all’arrivo di merce a basso prezzo proprio dal Nord Africa sia, non dimentichiamolo, all’embargo russo. L’Europa, insomma, non sta per nulla tutelando il made in Italy».

Sorgente: Olio tunisino in Europa ok finale da Strasburgo – home – La Gazzetta del Mezzogiorno

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