Bruxelles: Salah accetta l’estradizione. Un secondo uomo accompagnava kamikaze in metro – LIVE – Mondo – ANSA.it

24 Marzo 2016 0 Di macwalt

 domenica 27 marzo lancette avanti di un’oraIl cambio di ora alle due di notte: avremo un’ora di luce in più ma un’ora di sonno in meno. Ora legale 2016 domenica 27 marzo a Pasqua „Nella notte fra sabato 26 e domenica 27 marzo 2016 torna l’ora legale.  – Bruxelles: Salah accetta l’estradizione. Un secondo uomo accompagnava kamikaze in metro – LIVEScuole e negozi aperti, metro a singhiozzo. L’italiana Patricia Rizzo risulta tra le persone scomparse

Salah Abdeslam accetta l’estradizione e vuole tornare in Francia “il più presto possibile”. Lo ha detto il suo avvocato Sven Mary, secondo quanto riportano i media internazionali. L’avvocato è stato aggredito da uno sconosciuto, che lo accusava di difendere un terrorista. Lo riferisce Le Soir. Il legale, che ha “avuto la meglio” sullo sconosciuto, ha comunque deciso di chiudere il proprio ufficio per salvaguardare i suoi collaboratori.

Dagli attentati di Bruxelles “Salah è rimasto muto” davanti agli inquirenti: lo ha detto il suo avvocato, Sven Mary, ai media fuori dalla Camera di Consiglio di Bruxelles che oggi deve confermare l’arresto di Salah. “Penso che voleva prima vedermi, perché ha avuto la visita degli inquirenti martedì e voleva prima vedermi”, ha detto l’avvocato.

Salah “non sapeva” degli attentati di Bruxelles, ha inoltre detto ai giornalisti l’avvocato del terrorista, secondo quanto riportato dai media internazionali.

Un secondo uomo si trovava con Khalid El Bakraoui, il kamikaze che si è fatto esplodere nella metropolitana di Bruxelles, causando la morte di 20 persone. Lo riferisce la tv pubblica belga Rtbf. L’uomo, s’apprende, è stato ripreso dalla telecamera di sorveglianza mentre trasportava una grossa borsa. La sua identità, al momento, rimane sconosciuta e non è noto se sia morto nell’attentato o se sia in fuga, precisa la tv belga.

DH, i fratelli kamikaze puntavano ai siti nucleari – I fratelli El Bakraoui, Khalid e Ibrahim, volevano colpire le centrali nucleari del Belgio, ma l’arresto dell’attentatore di Parigi, Salah Abdeslam, ha fatto accelerare e cambiare i piani dei terroristi. Lo rivela, in esclusiva, La Dernière Heure. Secondo quanto scrive il quotidiano, i due fratelli avevano nascosto una macchina fotografica davanti alla casa del direttore del programma di ricerca nucleare. Il video è stato recuperato dai due uomini dopo gli attacchi di Parigi e questo, sottolinea il giornale, mostra il collegamento tra Francia, Belgio e Siria. Il filmato di 12 ore è stato poi recuperato in una successiva perquisizione a dicembre, in occasione dell’arresto di uno dei sospetti attentatori di Parigi, Mohamed Bakkali.

Scuole e negozi aperti ma trasporti, soprattutto la metro, funzioneranno ancora a singhiozzo a Bruxelles, due giorni dopo gli attentati. La società dei trasporti fa sapere che i mezzi in superficie, cioè bus e tram, funzioneranno quasi tutti, mentre la metro eseguirà un orario ridotto (7-18.30) e molte linee e stazioni continuano ad essere chiuse. Anche alcune stazioni ferroviarie, non principali, restano chiuse. Il traffico di auto in città è abbastanza denso, perché in molti hanno rinunciato a usare i trasporti pubblici per spostarsi.

Si aggrava il bilancio delle stragi di Bruxelles. Sale a 32 il numero dei morti dopo il ritrovamento di un altro cadavere all’aeroporto, e 300 feriti, 61 in terapia intnsiva, “in gravi condizioni”, ha dichiarato il ministro della Salute belga Maggie De Block, secondo quanto riportato dai media locali. “Le ferite più gravi sono le ustioni provocate da una forte esplosione e dalle schegge di metallo”, ha spiegato il ministro.

E arriva la notizia che uno degli attentatori, Ibrahim Bakraoui, sarebbe stato già fermato in Turchia e segnalato ma rilasciato dal Belgio. A rivelarlo lo stesso presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Un altro degli attentatori, Naijim Laachraouiè stato invece identificato attraverso il dna e si tratta dell’artificiere della strage di Parigi.

Gli attacchi – secondo l’emittente Vtm – di Bruxelles erano pianificati per il giorno di Pasquetta, ma sono stati anticipati a causa dell’arresto di Salah Abdeslam.

L’Isis ha addestrato e inviato in Europa centinaia di combattenti per attacchi nel Continente
. Si tratta di cellule interconnesse come quelle di Parigi e Bruxelles con l’ordine di scegliere i luoghi, i tempi e i metodi di attacco. Lo apprende l’Associated Press da fonti delle sicurezza europee ed irachene. E – rivela sempre l’Ap – sarebbero sparsi tra Germania, Gran Bretagna, Italia, Danimarca e Svezia gli elementi della cellula dell’Isis che ha “compiuto gli attacchi di Parigi”, che fa parte dell’esercito di 400 jihadisti che lo Stato islamico ha inviato in Europa per compiere attacchi.

Gli Stati Uniti invitano l’Europa ad accelerare gli sforzi contro l’Isis: “l’Europa deve accelerare, come hanno fatto gli Usa, i suoi sforzi contro l’Isis e unirsi agli Stati Uniti in questa battaglia“, ha detto il capo del Pentagono Ash Carter alla Cnn. Stati Uniti che hanno lanciato anche un alert sui viaggi nel Vecchio Continente.

Tra i morti con ogni probabilità c’è anche un’italiana, come ha reso noto la Farnesina. Potrebbe trattarsi di Patricia Rizzo, un’impiegata presso un’agenzia della Commissione Ue. I familiari sono assistiti dall’ambasciata per il riconoscimento.

Tutte le vittime sono state ricordate stamane in Place de la Bourse, con un minuto di silenzio che ha avvolto le centinaia di persone raccolte nella centralissima piazza.

Samen sterk Ensemble plus fort @STIBMIVB @PolFed_presse @VilleBruxelles @BrusselsAirport @SNCB

All’aeroporto di Charleroi, il secondo scalo della città, c’è stato un falso allarme bomba, con le forze di sicurezza che hanno circondato un’auto sospetta. A Bruxelles le scuole hanno aperto regolarmente, la maggior parte dei trasporti pubblici funziona mentre l’aeroporto è ancora chiuso e lo sarà anche domani. La presidenza di turno olandese dell’Unione europea sta lavorando ad una possibile convocazione venerdì di una riunione straordinaria dei ministri dell’Interno dedicata all’emergenza terrorismo, mentre il Dipartimento di stato americano ha emesso un ‘travel warning’, invitando i cittadini americani a non viaggiare verso e attraverso l’Europa dopo gli attacchi di Bruxelles, e indicando l’esistenza di una minaccia “a breve termine” di possibili nuovi attentati

LE INDAGINI – Sono quattro i terroristi coinvolti negli attentati di ieri a Bruxelles: tre sono morti da kamikaze, il quarto – l’uomo con il cappello nella foto diffusa dalla polizia – è in fuga. Il procuratore federale belga Frederic Van Leuw oggi ha aggiunto altri tasselli per ricostruire gli attentati che hanno colpito Bruxelles. Dei tre kamikaze, solo due sono stati identificati. Si tratta dei fratelli Bakraoui: Ibrahim, che si è fatto esplodere all’aeroporto Zaventem, e Khalid, che invece si è ucciso nella metropolitana a Maelbeek. Né il secondo kamikaze dell’aeroporto (quello a sinistra nella foto), né l’uomo in fuga sono stati identificati. Khalid, nato a Bruxelles e di nazionalità belga, si è fatto esplodere nel secondo vagone di un treno che proveniva dalla stazione di Schuman (che serve le sedi della Commissione e del Consiglio europei, nonché di altre grandi istituzioni e media) in direzione della stazione di Arts-Loi. Il ruolo del tassista . Secondo la tv francese Tf1in un pc trovato nel covo dei terroristi ci sarebbe stato un testamento audio con cui i due fratelli kamikaze Khalid e Ibrahim Bakraoui annunciano di voler agire “per vendicare l’arresto di Salah Abdeslam. Il secondo kamikaze dell’aeroporto di Zaventem, a Bruxelles, sarebbe stato identificato come Naijim Laachraoui, noto come l’artificiere dell’Isis. Lo scrive il sito del quotidiano belga De Standaard, citando “fonti affidabili”. Secondo la tv francese sarebbe stato identificato tramite il dna.

Minuto di silenzio in città LE FOTO – Un lungo emozionato minuto di silenzio ha avvolto tutta la città. Tantissime le persone raccolte a Place de la Bourse, la piazza centrale diventata il luogo dell’omaggio alle vittime, con candele, palloncini e scritte con gessetti.

Ma tanti anche per strada, attorno alle Istituzioni europee, a pochi passi dalla stazione della metro di Maelbek dove è esploso uno dei due ordigni delle stragi di ieri.

IL GIORNO PIU’ LUNGO DI BRUXELLES – LO SPECIALE

 

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