Bombe e kamikaze a Bruxelles, caccia all’uomo con il cappello – La Stampa

23 Marzo 2016 0 Di macwalt

La foto degli attentatori diffusa dalla polizia: i due kamikaze sono i fratelli Khalid e Brahim el-Bakraoui, il ricercato è Najim Laachraoui, turco.

lastampa.it – Bombe e kamikaze a Bruxelles, caccia all’uomo con il cappello. I due attentatori suicidi sono i fratelli Khalid e Brahim el-Bakraoui. Il terzo un turco che era stato in Arabia Saudita. Il tassista che li ha portati in aeroporto: “Non volevano che toccassi le loro valigie”

marco bresolin e marco zatterin
da BRUXELLES

Sembra ormai sempre più chiaro il legame tra gli attentati del 13 novembre scorso a Parigi e quelli del 22 marzo a Bruxelles. I due kamikaze dell’aeroporto di Zaventem sarebbero infatti i fratelli Khalid e Ibrahim el-Bakraoui, ricercati dal blitz di Forest della scorsa settimana. Uno dei due Khalid, è infatti sospettato di aver affittato un appartamento a Charleroi, usato come base dai commando entrati in azione nella capitale francese. E anche l’appartamento nel quartiere bruxellese di Schaerbeek, perquisito ieri fino a notte fonda, sarebbe stato affittato da loro.

 

È qui che il commando dell’aeroporto ha preparato l’attacco di ieri: a rivelarlo è stato un taxista, lo stesso che li ha accompagnati da quella casa allo scalo di Bruxelles. «Non volevano che toccassi le loro valigie», ha raccontato. (e perchè non ha subito fermato una guardia e non lo ha fatto notare?  ndr )

E ci sono nuovi elementi anche in merito all’identità del terzo uomo, quello che non si è fatto esplodere e che è tuttora ricercato in tutto il Belgio. Secondo l’emittente Rtl si tratterebbe di un 22enne di origine turca, Najim Laachraoui e già noto alle forze dell’ordine che avevano registrato un suo recente viaggio in Arabia Saudita.

Le sue impronte sono state ritrovate in tutti i covi del Belgio e anche sulle cinture esplose a Parigi. È l’artificiere del gruppo, a ogni evidenza. In settembre era in Austria con Salah Abdeslam, col falso nome di Soufiane Kayal. La notte del Bataclan potrebbe essere stato lui uno dei coordinatori dei kamikaze, insieme con Mohamed Belkaïd, l’algerino morto nel conflitto a fuoco bruxellese della scorsa settimana. Non ha ancora venticinque anni. Laachraoui, inoltre, secondo le autorità francesi, era stato in Ungheria nel mese di settembre con Salah Abdeslam.

Khalid e Brahim erano già ricercati, il primo per terrorismo, il secondo per una condanna del 2010: aveva sparato con un kalashnikov contro alcuni poliziotti.

Oggi continua l’inchiesta federale e sono attesi altri blitz della polizia. Najim potrebbe non essere lontano. Più tardi cominceranno ad uscire i nomi delle vittime. Facile immaginare che saranno di molte nazionalità diverse. L’attacco voleva essere, ed è stato, una sfida globale al mondo occidentale e al suo stile di vita.

Strage a Bruxelles, la città simbolo dell’Ue, ora listata a lutto e sotto choc. Prima due kamikaze all’aeroporto, poi una bomba nella metropolitana all’ora di punta hanno seminato morte e paura colpendo il cuore dell’Europa. Il bilancio provvisorio degli attacchi, di cui l’Isis ha rivendicato la paternità, è di 31 morti e oltre 250 feriti, ma probabilmente è destinato a crescere per le condizioni gravi in cui versano alcune delle persone ricoverate in ben 25 ospedali della capitale.

Tre gli italiani feriti a BXL ma nessuno “secondo le
nostre informazioni, è nell’elenco dei feriti gravi”. Dice amb Grassi@la_stampa

CACCIA ALL’UOMO

Le prime indagini condotte dagli inquirenti hanno portato all’individuazione di tre sospetti grazie a un fermo immagine preso dalle telecamere dell’aeroporto che li riprende mentre spingono dei carrelli-bagaglio con sopra dei grossi borsoni: due si sarebbero fatti saltare in aria, il terzo, con occhiali e cappello calato sulla testa, è oggetto di una caccia all’uomo per la quale la polizia ha chiesto l’aiuto della cittadinanza. «Ha messo anche lui la valigia su un carrello ma deve aver avuto paura, la bomba non è esplosa», ha detto il sindaco di Zavantem. I due presunti kamikaze, identificati come i fratelli Khalid e Brahim el-Bakraoui, indossano entrambi un solo guanto sulla mano sinistra: secondo i media, sarebbero serviti a nascondere i detonatori degli ordigni.

LE VITTIME

È una donna peruviana la prima vittima degli attentati di Bruxelles ad essere stata identificata. Lo scrive il sito del Guardian, precisando che il su nome è Adelma Tapia Ruiz. Secondo informazioni ottenute dal ministero degli Esteri del Perù, la donna, 37 anni, si trovava all’aeroporto di Zaventem con il marito belga, Christophe Delcambe, e le loro due figlie gemelle di quattro anni, Maureen e Alondra, di nazionalità belga. Lo avrebbe rivelato il fratello della donna, Fernando Tapia, alla stazione radio RPP. Sembra – riferisce ancora il Guardian – che una delle bambine sia rimasta ferita. Fernando Tapia ha detto che la sorella stava per partire per New York, dove sarebbe andata a trovare altre due loro sorelle.

LA RIVENDICAZIONE DELL’ISIS

Il Site conferma l’autenticità della rivendicazione Isis degli attacchi a Bruxelles: il Belgio è stato colpito «per la sua partecipazione alla coalizione internazionale» contro lo Stato islamico.

Il testo della rivendicazione dell’Isis

«Combattenti dello Stato islamico hanno condotto martedì una serie di attacchi con cinture esplosive e bombe mirati agli aeroporti e alle principali stazioni nella città di Bruxelles, Belgio, come ritorsione alla partecipazione agli attacchi della coalizione internazionale contro centri dello Stato islamico. I combattenti hanno aperto il fuoco all’interno dell’aeroporto Zaventen prima di far esplodere numerose cinture esplosive, mentre un combattente suicida ha fatto detonare la sua cintura esplosiva alla stazione del metrò Malbec. Gli attacchi hanno ucciso e ferito più 230 persone».

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A LLARME USA SUI VIAGGI IN EUROPA

Gli Usa lanciano l’allarme sui viaggi in Europa per possibili nuovi attentati, dopo la strage di Bruxelles rivendicata dall’Isis. «Il Dipartimento di stato allerta i cittadini americani sui potenziali rischi collegati ai viaggi in Europa dopo i diversi attacchi terroristici, compreso quello del 22 marzo a Bruxelles», avverte Foggy Bottom. «Gruppi terroristici continuano a pianificare attacchi a breve in tutta l’Europa, prendendo di mira eventi sportivi, siti turistici, ristoranti e mezzi di trasporto», si legge nell’allarme che resta in vigore fino al 20 giugno prossimo. I cittadini americani «devono usare cautela – insiste il Dipartimento di stato – quando si trovano in luoghi pubblici o usano mezzi di trasporto di massa. Occorre fare attenzione alla situazione nelle immediate vicinanze ed evitare posti affollati, con particolare attenzione durante le festività religiose o durante grossi festival ed eventi». Nel comunicato si sottolinea come anche i governi del Vecchio Continente siano in allerta e stiano conducendo raid per sventare attentati. «Lavoriamo a stretto contatto con i nostri alleati – conclude il Dipartimento di stato – per condividere informazioni con i nostri partner europei che contribuiranno ad identificare e a costrastare minacce».

Le lacrime di Federica Mogherini dopo gli attentati di Bruxelles

 

Sorgente: Bombe e kamikaze a Bruxelles, caccia all’uomo con il cappello – La Stampa

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