Tunisia, il restyling governativo – nigrizia.it

7 Gennaio 2016 0 Di macwalt

Nella foto il primo ministro tunisino Habib Essid.

nigrizia.it -Tredici nuove nomine. Tunisia, il restyling governativo. Importanti cambiamenti, soprattutto ai ministeri dell’interno e degli esteri. La risposta inefficace alla minaccia terroristica e il rischio di oscurare la figura del presidente Caïd Essebsi le motivazioni che hanno dettato questa mini rivoluzione. Pesano sulla sorte del paese anche le forti divisioni interne al partito al potere.  –  di Luciano Ardesi

Atteso da tempo, un aggiustamento nella composizione del governo sembrava dover slittare ormai a dopo il congresso del partito al potere, Nidaa Tounès, che si tiene questo week-end.In preda a forti divisioni che minacciavano la stabilità della compagine governativa, il partito sembra prossimo alla scissione e questo appuntamento dovrebbe rappresentare l’ultima possibilità di ricucitura. Il primo ministro Habib Essid, invece, ha annunciato ieri sera un ampio rimpasto che tocca alcuni dei principali ministeri, e che è lo specchio delle difficoltà politiche del paese e della sua direzione.

Non oscurare il presidente
Sulle 13 nuove nomine, le maggiori novità riguardano il ministro dell’interno e degli esteri. Hédi Majdoub sostituisce Najem Gharsalli all’interno, il ministero dove, dopo l’ultimo attentato terroristico del 24 novembre a un bus della guardia presidenziale (12 morti), si erano già avuti degli importanti cambiamenti. La motivazione vera è la necessità di rendere più efficace questo ministero dopo i 3 attentati del 2015, che avevano evidenziato delle falle nel sistema di sicurezza e uno scarso coordinamento tra ministeri. Il nuovo ministro è una persona di fiducia del premier, che lo aveva avuto anni fa come capo di gabinetto, quando era diventato lui stesso ministro dell’interno nel periodo successivo alla fuga di Ben Ali. Hédi Majdoub faceva già parte del governo come segretario di stato alle collettività locali (struttura del ministero dell’interno).

L’altro importante cambiamento investe il ministero degli esteri, dove Khemaies Jhinaoui succede a Taïeb Baccouche. Diplomatico da molti anni, la sua nomina è dovuta soprattutto alle frizioni che avevano segnato i rapporti tra il suo predecessore e il presidente Caïd Essebsi. Taïeb Baccouche, già segretario generale del sindacato tunisino (Ugtt) negli anni ’80, metteva a rischio, proprio con la sua personalità e la forte caratura politica, la visibilità del presidente sulla scena internazionale.
Il ministro uscente agli affari religiosi, Othman Battikh, era da tempo al centro del contrasto con i predicatori salafisti, ma lui stesso si era trovato implicato in uno scandalo relativo al pellegrinaggio alla Mecca dello scorso anno; lo rimpiazza Mohamed Khalil.

Ministro fondamentalista
Rimane al suo posto l’unico ministro del partito fondamentalista Ennahda, Zied Laadhari, responsabile della formazione professionale e del lavoro. Ciò significa che premier e presidente intendono mantenere l’equilibrio in seno al governo ed escludere l’opzione, sostenuta dall’ala sinistra di Nidaa Tounès, della necessità di rompere la coalizione di governo con Ennahda. Al partito fondamentalista sarebbero del resto vicini alcuni nuovi ministri o, comunque, in buoni rapporti. Significativa soprattutto la nomina a portavoce del governo di Khaled Chouket, vicino al presidente Essebsi, che appartiene all’ala di Nidaa Tounès favorevole al dialogo con i fondamentalisti. Il Congresso del partito che si apre dopodomani viene dunque messo di fronte al fatto compiuto.

Nel tentativo di serrare le fila del governo sono stati soppressi tutti i posti di sottosegretario, che in alcuni casi avevano dato origine a rivalità all’interno di uno stesso ministero. Se il nuovo governo supererà lo scoglio delle tempeste politiche, rimangono sul tavolo i problemi di sempre di questa difficile transizione: non solo il terrorismo ma la crisi economica e le inquietudini sociali.

Sorgente: Tunisia, il restyling governativo – nigrizia.it

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