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Vertice sul clima, a Parigi l’occasione per ritrovare la speranza | Alec Baldwin

huffingtonpost.it/ – Vertice sul clima, a Parigi l’occasione per ritrovare la speranza

Il mio cuore è pesante dopo gli orripilanti attentati di Parigi. La perdita di vite innocenti e le odiose ambizioni di questo gruppo profondamente perverso potrebbero distrarre l’attenzione dai movimenti che vanno in direzione della pace, dell’uguaglianza e della giustizia nel mondo.

Uno di questi appuntamenti è ormai alle porte, ed è importante non perderlo di vista. Fra pochi giorni a Parigi si terrà un meeting delle Nazioni Unite d’importanza fondamentale, noto come Cop21, per discutere delle azioni globali per i cambiamenti climatici. Sul tavolo dei negoziati c’è niente meno che il futuro di tutta la vita del pianeta. I leader mondiali si riuniranno per stabilire i dettagli di un accordo che riporti il riscaldamento globale sotto controllo, e vada gradualmente riducendo la nostra dipendenza da combustibili fossili. Dipendenza che è stata motore di tanta instabilità, insicurezza e violenza nel mondo.

E adesso questo summit sui cambiamenti climatici, cioè una delle più grandi sfide della nostra generazione, dovrà affrontare un’ulteriore complicazione. Il mondo come dovrebbe rispondere al terrore, all’intolleranza e alla violenza? Io andrò a Parigi per unire la mia voce a coloro che chiedono una più giusta ed equa amministrazione del pianeta Terra e delle sue risorse. Personalmente non mi concentrerò sui negoziati dei governi, ma sul riconoscimento di quei gruppi che affrontano le sfide legate al clima, all’ambiente e alla povertà, spesso in circostanze di straordinaria difficoltà.

Qualche anno fa ho deciso di partecipare all’Equator Initiative, una partnership Onu che lavora per far progredire quelle comunità dei Paesi in via di sviluppo che stanno apportando dei cambiamenti positivi di natura sociale, ambientale ed economica. L’obiettivo è quello di elevare il profilo e la visibilità di quelle popolazioni indigene e di quelle comunità locali che collettivamente stanno gestendo le proprie risorse naturali in modo tale da ridurre la povertà e costruire comunità più forti.

Così ho scoperto che le comunità indigene sono i primi amministratori delle foreste del pianeta, e che senza di loro la nostra speranza di raggiungere i nuovi obiettivi climatici è inesistente. Ho scoperto che la negazione del diritto alla terra di queste comunità porta alla deforestazione, al saccheggio tirannico da parte delle industrie estrattive, e alla bancarotta delle economie e dei patrimoni paesaggistici locali. Ho scoperto quale sia il volto del coraggio di fronte alle avversità, e come la speranza e la leadership possano provenire dai luoghi più improbabili.

Io sarò a Parigi per raccontare le storie di alcuni gruppi locali e movimenti di cittadini che portano con sé la speranza di un mondo migliore, perché il loro ruolo guida e il loro coraggio, in questo periodo difficile, risultano consolatori. Uno di questi è il popolo Munduruku in Brasile, che sta proteggendo con coraggio il proprio angolo di foresta pluviale amazzonica, contro il progetto miope e distruttivo di una diga, e gli interessi predatori delle miniere. Loro promuovono la pace e il dialogo in risposta alla violenza dei gruppi paramilitari sponsorizzati dallo stato, che stanno cercando di allontanarli dalla loro terra.

Un altro gruppo è quello della Oromia Pastoralist Association, che opera sul confine fra Etiopia e Kenya, e che è riuscito con successo a porre fine alla violenza fra tribù. Sono riusciti ad ottenere accordi per la condivisione delle risorse e ad avviare meccanismi per la risoluzione del conflitto che offrono maggiore resilienza a questa regione povera d’acqua. Poi c’è il Prey Lang Community Network che in Cambogia, in risposta all’appropriazione delle loro foreste, sta adoperando la resistenza non violenta, nonché una dedizione al dialogo pacifico. Hanno subito minacce di morte da coloro che trarrebbero beneficio dalla deforestazione, e una costante pressione da parte delle compagnie del legname.

Viviamo in una delle epoche più turbolente della storia dell’umanità. Mentre l’attenzione del mondo si concentra su piccoli gruppi di persone determinati a diffondere devastazione e terrore, io sarò a Parigi per rendere omaggio a certi piccoli gruppi di persone che rappresentano l’opposto del terrore. Rappresentano la vita, la cooperazione e la salute del pianeta. Come ospite del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo a Parigi, renderò omaggio a coloro che credono nella pace di fronte alla violenza.

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Sorgente: Vertice sul clima, a Parigi l’occasione per ritrovare la speranza | Alec Baldwin

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