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Tre islamici “radicali” segnalati dopo il blitz nelle celle |  Il Secolo XIX

Genova – «Dettagli», per dirla con le parole degli inquirenti. Che potrebbero certificare una potenziale “radicalizzazione”, come nulla se non una coincidenza o al più una bravata. «Dettagli» come l’aver indossato una maglia con la scritta “Paris” il giorno successivo ai massacri dell’Isis nella capitale francese, o essere definiti da qualche (ex) compagno di cella testa un po’ calda. «Dettagli» che hanno infine fatto scattare la segnalazione di tre detenuti maghrebini all’Antiterrorismo, esito non scontato delle perquisizioni andate in scena nel carcere di Marassi dopo gli attacchi nella capitale francese.

Ricordiamo: è stato il ministero dell’Interno, nei giorni scorsi, a segnalare le carceri come «possibile luogo di aggregazione in grado di favorire il radicamento dell’estremismo islamico». E la direttiva impartita dal Viminale e dal Dap (Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria) a tutti gli istituti italiani è stata quella di passare al setaccio in primis le celle dei detenuti nordafricani od originari del Medio Oriente.

A Marassi è successo a partire da sabato scorso, e sulle prime l’esito delle ricognizioni era stato definito «non eclatante». Però. A scavare un po’ si scopre che non proprio tutto è sembrato lineare. E che quella maglietta, certo, in altri frangenti sarebbe passata inosservata ma stavolta no; così come qualche parola di troppo pronunciata quando anche dietro le sbarre è arrivata la notizia degli attentati compiuti a gennaio nella redazione di Charlie Hebdo, e poi a Copenaghen, e in Tunisia e nel Sinai, prima della carneficina al Bataclan. Tre nomi di nordafricani attualmente detenuti per reati comuni saranno quindi indicati alla Digos e, di riflesso, al Viminale, sebbene sia troppo presto per capire quali iniziative saranno intraprese nei loro confronti.

A Genova l’allerta resta comunque massima.

Sorgente: Tre islamici “radicali” segnalati dopo il blitz nelle celle | Liguria | Genova | Il Secolo XIX

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