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Terrorismo: i postumi di Parigi. Italia, prima settimana. Storie di ordinaria follia – tgmaddalena.it

Quasi una settimana dalla notte che sembra aver cambiato per sempre lo scenario europeo, stravolgendo anche il nostro quotidiano vivere. Al di là delle parole rassicuranti dei nostri governanti, alternate ad una serie di allarmi che puntualmente si rivelano falsi, ci sono storie che viviamo ogni giorno e che lasciano l’amaro in bocca. Gli effetti della diffusione mediatica del terrore, quasi sistematica, sono visibili ormai in scene di ordinaria follia. Ho raccolto alcune di queste storie e lo farò ancora. Sono storie vere, vissute e raccontate sui social network da persone che conosco oppure sono notizie che vi riporto in forma narrata. Sono sintomi di un virus che stanno diffondendo con tutte le armi che hanno a disposizione, un flusso di informazioni che ci priva del contatto con la realtà trasformandola in un incubo fatto di paure, ansie, ed un immotivato stato di depressione.

La sicurezza NON esiste. “Nessun paese è a rischio zero”. Ripercorriamo l’ultima settimana.

14 novembre, #Terrorismo #Giorno1

Parigi‬: evacuato terminal aeroporto Gatwick a Londra come “misura precauzionale” dopo il ritrovamento di un pacchetto sospetto. Lo riferisce la Bbc‬. Il Regno Unito ha rafforzato stamane la sorveglianza in aeroporti e luoghi pubblici in seguito alle stragi di Parigi.

Alfano in conferenza stampa dal #‎Viminale‬ “stiamo vivendo la storia anche della megalomane ambizione di un uomo che si pretende califfo e della folle corsa di migliaia di giovani europei che credono di purificare la propria anima uccidendo in nome di Dio, un dio che mai avrebbe consentito questa barbarie. Come abbiamo sempre detto nessun paese è a rischio zero… oggi abbiamo considerato accresciuta la minaccia e considerata significativa ancorché non sorretta da elementi specifici e concreti di iniziative in corso. (…)
Abbiamo immediatamente elevato il livello di allerta nel nostro paese, l’abbiamo portato al secondo livello che consente l’assetto operativo dei reparti speciali delle forze dell’ordine con la possibilità di intervento immediato e con il coinvolgimento delle forze militari. le questure di Milano e Torino incrementeranno le attività di prevenzione e controllo del territorio. Il Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo è riunito in modo permanente”

Poi snocciola i numeri: “E’ vero che nessun paese è a rischio zero, è altrettanto vero che fin qui il nostro sistema di intelligence ha funzionato. dal 1° gennaio 2015 sono state 540 le perquisizioni effettuate su soggetti che avevano in qualche modo a che fare con il terrorismo. Le persone controllate dall’inizio dell’anno sono 56.426, le persone arrestate sono 147, le persone indagate sono 325, le persone espulse o respinte alla frontiera sono 259. I veicoli che abbiamo perquisito e controllato sono 8493. Poi c’è il capitolo espulsioni di estremisti islamici, siamo arrivati a 55, ancora questa mattina un’altra espulsione si è verificata, i nostri sforzi fin qui sono stati premiati. Quello che è caratteristico e tipico dell’attività di prevenzione è che non c’è la prova contraria, si agisce per evitare, prevenire, giorno e notte a lavoro le nostre donne e gli uomini in divisa e quelli dell’intelligence per far sì che quell’evento non si verifichi, fin qui ce l’abbiamo fatta. E’ bene che noi tutti sappiamo che lo sforzo di prevenzione non è destinato con certezza ad eliminare il rischio ma a diminuire il coefficiente di rischio.”

Nel primo pomeriggio si diffonde la notizia di un passaporto egiziano ed uno siriano trovati vicino ai corpi degli attentatori. Su quasi tutti i canali televisivi ci sono ormai dirette in collegamento con Parigi H24. Mentana, su LA7, la sera prima ha definito l’evento di Parigi come un “11 settembre europeo”. Dopo il passaporto siriano e quello egiziano trovati ACCANTO ai corpi degli attentatori, spunta anche l’identificazione di un francese tra gli attentatori, ma non viene reso noto il suo nome e neanche il suo “background”.

No a manifestazioni di solidarietà in piazza Farnese, sede dell’ambasciata di Francia. A quanto fa sapere la prefettura è questa la valutazione che è stata condivisa tra il prefetto di Roma Franco Gabrielli e l’ambasciatrice di Francia, Catherine Colonna. Anche a Milano sono state decise misure di sicurezza rafforzate e massimo livello per la vigilanza degli obiettivi sensibili francesi nel capoluogo lombardo.

Mie riflessioni, ancora a caldo.

E’ necessario e urgente che siamo noi, questa volta, a dare un segnale  forte e chiaro. Se non vogliamo che le barbarie delle guerre vengano  cancellate con questo “atto di guerra” drammatico, sì, ma confezionato  mediaticamente per aumentare la richiesta di “sicurezza”, dobbiamo agire e questa volta dobbiamo fare un appello concreto all’unità dei popoli e  delle persone, al di là degli stati, delle religioni, al di là di  quelle frontiere dove si alzano i muri per respingere improbabili invasori. Decolonizzazione unica soluzione, solidarietà a tutte le vittime di ogni forma di terrorismo, disarmo globale, non facciamo l’errore di schierarci in parate guidate da questi capi di stato responsabili di azioni di guerra con decine di migliaia di vittime tra i civili, responsabili di massacri, di devastazioni e saccheggi di  territori, non è con loro che dobbiamo stare….  Non è contro il nemico che ci stanno mostrando che dobbiamo mobilitarci ma contro il mostro  che tentano di nasconderci e che, purtroppo, è così integrato nel nostro vivere che è parte di noi. Nella loro trappola io non ci cado più.
So chi è il mio nemico.
So a chi serve il terrore.
So chi sta facendo “atti di guerra”. Ovunque. Da un secolo , e oltre.

15 novembre, #Terrorismo #Giorno2

Su Famiglia Cristiana un articolo dai toni finalmente critici: “Abbiamo fatto qualcosa? No. Abbiamo provato a tagliare qualche canale tra l’Isis e i suoi padrini? No. Abbiamo provato a svuotare il Medio Oriente di un po’ di armi? No, al contrario l’abbiamo riempito, con l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti ai primi posti nell’importazione di ARMI vendute (a loro e ad altri) dai cinque Paei che siedono nel Consiglio di Sicurezza (sicurezza?) dell’Onu: Usa, Francia, Gran Bretagna, Cina e Russia.

Solo l’altro giorno, il nostro premier Renzi (che come tutti ora parla di attacco all’umanità) era in Arabia Saudita a celebrare gli appalti raccolti presso il regime islamico più integralista, più legato all’Isis e più dedito al sostegno di tutte le forme di estremismo islamico del mondo. E nessuno, degli odierni balbettatori, ha speso una parola per ricordare (a Renzi come a tutti gli altri) che il denaro, a dispetto dei proverbi, qualche volta puzza.”

Nel primo pomeriggio si diffonde la notizia sull’identificazione di altri due terroristi, francesi . Procura belga, ‘erano residenti a Bruxelles, uno a Molenbeek’. L’identita’ non “verra’ rivelata nell’interesse dell’inchiesta”.Nel tardo pomeriggio è panico a Parigi: folla in fuga dalla Bastiglia, per un’esplosione, da ANSA apprendiamo che qualcuno ha udito un’esplosione nel quartiere del Marais, nei pressi della rue des Rosiers, il cuore del quartiere ebraico. Poi un’altra notizia: spari sono stati sentiti in rue de Rivoli, nel centro di Parigi, poco distante dal museo del Louvre e dal municipio. Lo riferisce su Twitter il sito web IDF Elite, vicino alle forze armate israeliane
Place de la Repubblique a Parigi e’ stata evacuata. Le ragioni dell’evacuazione non sono chiare. Lo riferiscono testimoni.

Intanto sui social viene condivisa un’inchiesta di luglio, “Italia ipocrita, ripudia la guerra ma vende armi per 54 miliardi di euro” ,  che evidenzia come il traffico delle armi dall’Italia sia ormai  totalmente fuori controllo, le autorizzazioni sono spesso difficili da controllare. I ” motivi sono molteplici, tra gli interessi della ricca lobby delle armi italiana fino alle banche che incassano ingenti guadagni dall’intermediazione delle vendite”.

16 novembre, #Terrorismo #Giorno3

A Torino scatta il panico per l’allarme “Seat nera”, con tanto di numero di targa e tutti a condividere.. intanto a Roma‬ trovano kalashnikov dentro SUV in pieno centro, altro panico ma era un giocattolo. “Armi da guerra esattamente uguali a quella utilizzata negli attentati di Parigi, solo che dopo un’attenta analisi è emerso che le armi erano dei giocattoli”. Un’attenta analisi, beh, non ci vuole così tanto a sgamare un giocattolo…”Il Suv è stato bonificato dagli artificieri e ora è sotto sequestro e verrà analizzato dalla scientifica così come le copie giocattolo dei fucili mitragliatori”. Ecco, il terrorismo.  Più ancora del pericolo reale sarà la percezione che ne abbiamo a cambiare totalmente le condizioni che saremo disposti ad accettare: meno diritti per un’apparente maggiore sicurezza. Mentre i signori della guerra ridono, le borse sono tutte in positivo per le azioni dei produttori di morte.

Mestre, supermercato Auchan. Una donna che sta facendo la spesa crede di riconoscere tra i clienti uno degli attentatori di Parigi in fuga dalla polizia, il fantomatico presunto terrorista, Salah Abdelsalam, la cui foto viene diffusa su tutti i media, a tutte le ore del giorno e della notte. La donna avvisa la guardia, che si avvicina al “sospetto”, l’uomo non ci mette molto a capire che marca male e preferisce darsela a gambe, cosa che probabilmente viene letta come ammissione di colpa e scatta l’intervento dei Carabinieri, a quanto pare già presenti nel parcheggio e in assetto da guerra. Scortato in caserma, l’uomo viene identificato come un trentenne ucraino con qualche precedente sulla fedina penale, ma senza alcun collegamento con gli autori degli attacchi nella capitale francese. Un altro caso di psicosi collettiva.

17 novembre, #Terrorismo #Giorno4

Aerei francesi continuano a sganciare bombe su Raqqa, centinaia di civili morti nelle ultime 48 ore. Continua la tensione e la diffusione della paura.
I francesi a qualsiasi titolo ritornati dalla Siria saranno sottoposti ad un regime temporaneo di “arresti domiciliari” in attesa che la loro posizione sia attentamente verificata e sara’ anche chiesto loro di ottenere prima del ritorno a casa una sorta di “visto di rientro” in patria. Insomma, quel “bentornato” dovrà essere meritato. E sottoposto ad attenta verifica. Come dire che se sei tornato dalla Siria sei colpevole di qualcosa, fino a prova contraria. Nella notte sono state condotte altre 128 perquisizioni sul territorio francese, nell’ambito delle ricerche di responsabili o complici degli attentati, così spiega il ministro dell’interno Bernard Cazeneuve che precisa che fra gendarmi, polizia e militari sono stati schierati altri 115.000 uomini.
Intanto il governo israeliano ha dichiarato “illegale” il Movimento Islamico dello sceicco Raed Salah, vietandone ogni attività perché, secondo il ministro della sicurezza interna Ghilad Erdan, avrebbe “fomentato violenze e atti di terrorismo”.  In Italia prosegue il panico. in mattinata un allarme bomba a Firenze ha visto in azione artificieri per far brillare una scatola “dalla quale fuoriuscivano dei fili elettrici”. Polizia, artificieri, vigili del fuoco, ora l’allarme è rientrato, mentre la paura continua a diffondersi.
A Torino, Lingotto, si è aperto  il 5th International Business Convention for the Aerospace Industry, oltre 25 paesi e più di 200 aziende si incontreranno per fare “affari” , su quella che loro chiamano “sicurezza”.

Fassino rilascia un’intervista al Mattino, “Contro il terrorismo non c’e’ indugio che tenga. Dunque non va escluso che accanto ai tentativi politici e diplomatici si possa immaginare o  sia addirittura auspicabile un intervento militare, ovviamente  autorizzato e coordinato dall’Onu, che e’ l’organismo internazionale nel quale tutte le nazioni si riconoscono”. Salvo poi ignorare alcune  risoluzioni…. “non si tratta di scatenare  una guerra, ma di compiere un’azione di legittima difesa  internazionale“.  “Questo – spiega Fassino – e’ lo scontro fra “la  civilta’, la civilta’ tutta, non quella occidentale da una parte e  l’islamica dall’altra ma tutte e due insieme, vicine, affiancate, e chi  questa civilta’ vuole distruggere: la nega, la calpesta, la cancella. Ci deve essere chiaro che di fronte non abbiamo un’altra civilta’ ma una  non-civilta’. Non sono soltanto i raid sanguinari di Parigi – aggiunge – Chi sgozza i propri simili, chi violenta sistematicamente le donne, chi impedisce alle ragazze di andare a scuola e sacrifica generazioni di  bambini trasformandoli in kamikaze e’ gente che calpesta i diritti  umani piu’ elementari. E va messa nelle condizioni di non nuocere. Non  si chiama guerra, e’ legittima difesa”.
“Non si puo’ dire come negli anni 70 ne’ con lo Stato, ne’ con le Br: si favorisce il terrorismo”. Non è guerra, ma legittima difesa. Con l’immancabile quanto inopportuna citazione degli anni ’70.
In tarda mattinata la notizia da Bruxelles:
tutti i 28 Stati della Ue hanno risposto si’ alla richiesta di “aiuto ed assistenza” della Francia dopo gli attentati di Parigi. A Bruxelles sono riuniti i ministri della Difesa della Ue. Per la prima volta viene applicata la clausola di difesa comune della UE, che possiamo tradurre in “se attaccano uno, attaccano tutti”.  Mogherini: “Gli aiuti alla Francia in base all’articolo 42.7 del Trattato di Lisbona saranno su base bilaterale, non con una missione di difesa e sicurezza dell’Unione europea, che avra’ il coordinamento degli aiuti.” Com’è meschino quel linguaggio che trasforma una GUERRA in azione SOLIDALE.
In serata i dati delle borse:
  • Parigi chiude in netto rialzo, +2,77%
  • Francoforte chiude in rialzo, +2,41%
  • Londra‬ chiude in rialzo, +1,99%
  • Milano‬ in netto rialzo (+2,28%) spinta da Finmeccanica‬ che chiude “con un rialzo del 5,43% in vista di ulteriori investimenti in sicurezza dopo gli attacchi terroristici di venerdi’ scorso a Parigi.” (fonte AGI).

I Maledetti Assassini‬ se la ridono. La nostra paura è il loro massimo profitto.

Una storia di paura e pregiudizio, la racconta Sue Ellen.

Mia figlia oggi esce da scuola dicendomi che alcuni suoi compagni avevano fatto piangere una compagna, poichè marocchina e musulmana. Le hanno dato della terrorista, le hanno detto che sarebbe dovuta tornare al suo paese.
Una bambina di 10 anni… vittima di altri bambini di 10 anni, che hanno solo la colpa di assorbire le stronzate dette dagli adulti che hanno in casa.
Mi sono sentita male, per quella bimba,per i suoi genitori che a casa avrebbero dovuto spiegarle il perchè.  Ho aggredito mia figlia, lo ammetto. La sua colpa è stata quella di limitarsi a consolare la compagna.  Tutto di un fiato le ho detto che chi rimane in silenzio davanti alle ingiustizie, diventa complice. Che non si può rimanere a guardare mentre si fa del male gratuito ad un altro essere umano.
Ho esagerato, lo so.  Lei sale in macchina e mi dice : ” hai ragione mamma, dimmi cosa posso fare domani per difenderla” ( mi sono salite le lacrime). Ma vi posso anche parlare di una signora musulmana, in italia da una vita, che con le lacrime agli occhi, mi dice che si “vergogna” ad uscire di casa, ha paura degli sguardi della gente.
“mi sembra di essere tornata al post 11 settembre”, mi dice.
“noi non siamo terroristi, come possiamo spiegarlo?”

Oppure posso parlarvi del mio amico sudanese,musulmano, conosciuto a Ventimiglia, che è riuscito ad arrivare in inghilterra, e dopo l’attentato di Parigi mi scrive chiedendomi se gli volessi ancora bene. potrei raccontare ancora… ancora,ancora. come molti di voi. Mi chiedo quanto poco valga per certe persone, la vita umana.
Quanto sia ignorante pensare che i musulmani siano terroristi, responsabili delle guerre attive in tutto il mondo. Quanto siano idioti quelli che pensano di chiudere le frontiere. Quanto siano indegni della vita, quelli che affonderebbero barconi,fucilerebbero gli immigrati, aprirebbero i forni, pensano al duce.

E poi quanto piccoli siano quelli che credono che il loro dio sia più giusto, più misericordioso.
Quelli che pensano che le altre religioni siano pacifiche e non abbiano mai fatto morti.

Quanto siano dementi quelli che ritornano al problema del crocefisso nelle scuole, la carne di maiale nelle macellerie.

Quelli che, “quelli non hanno cultura” invece la mia … quando una capra ha più cultura.

Quelli che, non hanno mai letto un cazzo di libro di storia, e pensano che il mondo sia nato con i link di facebook, che si ergono tuttologi, e che non sanno nemmeno mettere una cazzo di h, accento, punto,virgola,etc…

Quelli che, l’America ci salverà sganciando una bomba atomica…quelli che, le guerre in africa e medio oriente, la fanno i puffi e non noi occidentali per fottere le loro ricchezze. Quelli che, le armi i terroristi le trovano nelle uova kinder, e non vengono fornite dall’occidente. Quelli che, continuano a dirle, scriverle tutte queste cose, senza vergogna. Facilitati dal nostro silenzio, dal nostro.”ma si, ognuno è libero di pensarla come vuole”E qui mi ricollego a ciò che ho detto a mia figlia oggi,
” CHI RIMANE A GUARDARE IN SILENZIO, DIVENTA COMPLICE”

18 novembre, #Terrorismo #Giorno5

keep-calm-and-don-t-panic-996Un signore di 50 anni smonta un pezzo di un motorino per portarlo a riparare, sale sull’autobus e, quando scende, dimentica lo zaino sul sedile. Pochi minuti bastano a far scattare il panico, “lo zaino puzza di benzina”, dicono i passeggeri, mentre l’autista ferma l’automezzo e fa scattare l’allarme. Artificieri sul posto e pure il 118, “in prevenzione” , vengono diramati i primi lanci d’agenzia. Nello zaino viene trovato solo il pezzo di un motorino, il povero cinquantenne, che era sceso alla fermata successiva, si è poi recato dai Carabinieri per spiegare quel semplice errore di distrazione. Succede a Milano, ma può succedere ovunque.

A Foligno, altra storia. Sul treno Ancona-Roma una donna in viaggio nota un passeggero che, secondo lei, somiglia ad uno dei sospettati per la strage di Parigi. Il treno viene quindi sottoposto a controlli da parte della polizia alla stazione di Foligno, l’uomo viene fatto scendere dalla Polfer e condotto in commissariato per essere identificato, con l’intervento della DIGOS. Il treno riparte, la signora sarà anche convinta di aver fatto il suo dovere, ma la povera vittima, poi rivelatasi del tutto estranea ad altre vicende, ha perso la sua giornata. E lui sì, che ha avuto paura.

Nel pomeriggio L’Unione Sarda diffonde on line la notizia di un carico di “bombe” in partenza per l’Arabia Saudita dall’aeroporto di Cagliari, “Le bombe della Rwm di Domusnovas verranno caricate su un aereo cargo della Silkways atterrato in tarda serata a Elmas”.

A Torino la procura dispone l’arresto immediato per un ventenne di origine marocchina accusato di aver diffuso sul web un documento in difesa dello “Stato islamico” dell’Isis. Il pm Antonio Rinaudo procede per apologia di reato con l’aggravante del terrorismo. Il documento, che risale al dicembre del 2014, parla delle strutture dello “Stato”, dei suoi “servizi ai cittadini” e contiene inviti ad “accorrere al supporto del Califfato”. Il quotidiano torinese La Stampa rivela una delle ultime scoperte degli investigatori parigini, Sarebbe il Captagon  “Quella droga che rende i terroristi freddi e spietati come macchine “. Per La Stampa il Captagon è un’ “anfetamina, quasi sconosciuta sul mercato occidentale“, davvero? In realtà fu inventata nel 1961 dalla stessa azienda tedesca che produceva lo Zyklon B, utilizzato nei campi di sterminio nazisti. Quindi nel cuore dell’Europa, se di cuore si può parlare. Nei rapporti che troviamo on line viene spesso evidenziato come quCaptagonesta nuova droga, i cui effetti dipendono dal dosaggio e dall’abbinamento con altre droghe, sia prodotta per lo più nell’Europa sudorientale. Altro che quasi sconosciuta…..
Ma a noi europei piace fare le vittime innocenti. Forniamo le droghe e poi gridiamo “drogati!”, forniamo le armi e poi li accusiamo di te
rrorismo. Evidentemente le forniamo per collezione. O sport. Il Captagon, stando all’articolo su LA STAMPA, renderebbe i terroristi “Freddi, efficienti come macchine, spietati“. Insomma, disumani. “Non sono umani” è quanto, se non erro, ha detto anche il Papa riferendosi all’attacco a Parigi.
Non sono umani, lo pensiamo tutti. Ma davvero è colpa del Captagon? Perché se così fosse allora ci sarebbe davvero da avere paura, molta paura.
Perché, come potete constatare da soli facendo una rapida ricerca su GOOGLE, con le parole “captagon buy” non sembra essere così difficile acquistarla on line, e con prezzi speciali per grandi quantità.

 

Il governo intanto è all’opera per rafforzare le contromisure, ed il cerchio si chiude. “I militari si trasformeranno in ‘007 a tempo’ per la durata dell’operazione e avranno le garanzie funzionali previste per gli agenti dei servizi, con la possibilità – ad esempio – di opporre il segreto di Stato davanti alla richiesta di un giudice, oppure di compiere ALCUNI REATI”. Dopo le modifiche di febbraio, introdotte con un dl contro il terrorismo internazionale a seguito dell’attacco parigino a Charlie Hebdo, con questa ulteriore svolta le garanzie funzionali aprono scenari inquietanti.

A Torino la Clown Army, radunatasi alla Cavallerizza, effettua una prina uscita in mattinata ma viene fermata da un massiccio numero di forze dell’ordine che provvede all’identificazione. Spiega Roberto Bertiond: “3 giorni di meeting delle Clown Army alla Cavallerizza Reale (il portone accanto al Commissariato di via Verdi) e gli sono servite una decina di pattuglie e parecchi agenti in borghese per capire(?) la differenza tra la “frivolezza tattica” della Clown Army (irriverenti antimilitaristi) ed un gruppo di terroristi. Se mai durante l’identificazione (una volta successe a me) alla richiesta dei tuoi dati rispondi (da Clowvn) dicendo “Sono Stanislao Mulinsky” e l’agente lo trascrive… beh dopo non ti stupire più di nulla ti potresti ritrovare trascinato in un processo da un pool di magistrati impegnati a cogliere nuove sfumature del 270 sexies…”

Nel pomeriggio la Clown Army si sposta in zona Lingotto, dove si sta svolgendo il 5th International Business Convention for the Aerospace Industry e, per La Stampa, “I clown contro le armi mandano il traffico in tilt.  “Il Clandestine Insurgent Rebel Clown Army (Esercito Clown Clandestino Ribelle Insurrezionalista), meglio noto come C.I.R.C.A., da qualche giorno manifesta in città contro gli affari delle multinazionali degli armamenti, e questa sera ha deciso di puntare verso la sede del meeting stesso. Le forze dell’ordine hanno chiuso il tratto che da via Nizza va al Lingotto, fornendo poche spiegazioni ai passanti, ai pendolari che cercavano di rientrare a casa e ai residenti inferociti in cerca di parcheggio. I manifestanti si sono posizionati più volte davanti alle camionette della polizia, mimando scene di guerra, facendo girotondi e cantando canzoni.” Chapeau.

19 novembre, #Terrorismo #Giorno6

La giornata si apre con una buona notizia: pare sia rimasta INESPLOSA una delle BOMBE sganciate dagli aerei francesi durante i tre raid lanciati negli ultimi giorni a Raqqa, il feudo dei terroristi dell’Isis in Siria, e potrebbe quindi essere recuperata dai jihadisti: e’ quanto ha annunciato lo Stato maggiore dell’esercito transalpino.
Ma gli episodi di panico nella vita quotidiana degli italiani si moltiplicano, come è successo a Sofia T. :

“Ore 10,30, ricevo una telefonata , stò guidando quindi mi accosto a un lato della strada per poter parlare ( strada provinciale in prossimità di una casa)
Si avvicina un signore e mi chiede cosa stò facendo e se ho bisogno di qualcosa,lo ringrazio e gli dico che stò parlando al telefono.
Il signore se ne và e io mi trattengo ancora al telefono.
Passano pochi minuti e il signore si riavvicina e con aria minacciosa mi chiede che cosa faccio ancora là e chi sono.
Gli ridico che stò parlando al telefono e il signore insiste nel voler vedere i miei documenti…poi presa da uno scatto di rabbia esco fuori e gli apro il cofano della macchina , gli dico guardi dentro , ma lei mi ha visto in faccia? Le sembra che porti una maschera o che abbia occhi da delinguente?
Mi girano talmente tanto i coglioni quando il signore mi richiede i documenti che gli dico se vuole i miei documenti chiami i carabinieri ….alla fine li ho dovuti chiamare io.
Perchè vi racconto questa storia?
Perchè ero arrabbiata , poi la rabbia si è trasformata in schifo verso il genere umano e alla fine in malinconia perchè non voglio credere che il genere umano sia ridotto a questo.
Ho bisogno di essere abbracciata ma forte e da chi è come me, da chi non si arrende e ancora crede nella bellezza delle persone ….. nonostante tutto.
Ecco cosa stanno costruendo , un clima di diffidenza, un clima di terrore, un mondo dove non solo si ha paura del diverso ma si ha paura di chiunque.
QUESTO E’ IL VOSTRO MONDO MA IO NON CI STO
“.

C’è chi alla paura dice no. Ma non  è facile.

A Milano viene chiusa la fermata Duomo della metropolitana, per pacco sospetto. Due falsi allarmi anche a Roma, alle fermate Lepanto e Cornelia , per un pezzo di un narghilè trovato nell’immondizia e un portavivande abbandonato. La psicosi cresce, come i falsi allarmi.
Spostiamoci a Catania. Ahmed ha 23 anni, da cinque anni vive a Catania dove si è imbattuto nella troupe di “L’aria che tira”, la trasmissione su LA7. Intervistato, avrebbe dichiarato di “essere d’accordo con i terroristi che hanno colpito a Parigi”, aggiungendo poi che “il prossimo 8 dicembre potrebbe succedere qualcosa anche a Roma. I francesi hanno ucciso i nostri popoli e io sono d’accordo con chi ha ucciso i francesi”, avrebbe detto, “E giuro che l’8 dicembre c’è qualcosa anche a Roma. Tu non puoi fare la guerra a Dio”. Sull’8 dicembre, giorno di apertura del Giubileo a Roma, sono già stati lanciati molti allarmi quindi Ahmed potrebbe anche aver sentito uno di questi…
Ahmed credeva di poter dire quello che pensava, per quanto non condivisibile, forse gli avevano detto che in Italia c’era libertà d’espressione e lui credeva fosse vero. Magari era anche per questo che si era trasferito nel nostro paese. Ma a qualcuno le sue dichiarazioni non sono piaciute, così è scattata quella che, da lancio di agenzia AGI, è stata definita come “caccia a musulmano a Catania”. Una caccia all’uomo, con agenti con in mano la foto segnaletica che oggi hanno fatto perquisizioni nei quartieri storici di San Berillo e dell’Antico corso nei pressi dell’ospedale Garibaldi, con decine di pattuglie. Perché dopo aver creato il mostro, bisogna anche trionfare per averlo catturato. O no?

NapoliGennaroC

 

 

Chiudiamo il sesto giorno con l’ironia napoletana. Perché una risata, prima o poi, li seppellirà.

20 novembre, #Terrorismo #Giorno7

minority-reportUn sondaggio IXE per Agorà (Rai3) rivela che il 52% degli italiani non si sente al sicuro dal rischio attentati anche in Italia, mentre il 47% non ha paura. Il dato più allarmante è che 8 italiani su 10 sarebbero disposti a rinunciare parzialmente alla propria libertà individuale, in caso di misure d’emergenza, pur di avere maggiore sicurezza. Non è finita, perché uno su quattro sarebbe favorevole alla chiusura delle frontiere, uno su cinque ad essere maggiormente controllato e, fortunatamente, solo il 16% sembra essere favorevole all’introduzione di LEGGI SPECIALI. C’è poi una piccola minoranza, il 14%, che ribadisce la sacralità e l’inviolabilità della libertà personale che non può essere sacrificata in nome della sicurezza. Ma in democrazia, purtroppo, vincono le maggioranze. Adesso sì che ho paura.

 

 

 

IsisAlBlacksLo chiameremo John, è un appassionato di rugby , tifoso della leggenda All Blacks e sconvolto dalla recente notizia della scomparsa di Jonah Lomu, a soli 40 anni. In segno di lutto decide di appendere al balcone la bandiera degli All Blacks, nel suo appartamento a Fidenza. Ma non tutti riconoscono lo stemma degli All Blacks, quello che colpisce è lo sfondo nero della bandiera, ed ecco che scatta la denuncia e in casa di John arrivano i Carabinieri. Tutto si  è risolto, ma ancora una volta la psicosi collettiva miete vittime.

 

 

A Roma momenti di panico all’ospedale San Giovanni. Un dottore ha visto una persona con un fucile entrare nella struttura e poi allontanarsi. Nuovo falso allarme bomba sulla metro A, trovata una scatola vuota: linea riattivata.

Pinotti: “Inviamo armi in Medio Oriente nel rispetto della legge”

Su Repubblica.it un video interessante, l’Ad di Finmeccanica Mauro Moretti ed il ministro Pinotti, sollecitati dalle domande del reporter, spiegano perché inviamo armi in Medio Oriente, a Paesi come Arabia Saudita, Kuwait, Qatar, dal cui interno provengono – secondo molti analisti – finanziamenti e supporto all’ISIS. Moretti, l’ad di Finmeccanica, spiega: “Sono paesi legittimati dagli Stati Uniti d’America e noi facciamo parte semplicemente di gruppi, di consorzi, che a paesi del fronte occidentale danno sostegno per potersi difendere”. “Dal palco dello stesso convegno, il ministro della Difesa Pinotti sottolinea che: “All’interno dei Paesi Arabi ci sono fondazioni private che finanziano i terroristi e vanno estirpate, ma dire di non fare più affari con quei Paesi è come dire che non bisognava più avere rapporti con l’Italia perchè c’era la mafia”. Pinotti replica anche alle critiche per l’autorizzazione concessa alle recenti spedizioni da Cagliari verso l’Arabia Saudita di carichi di bombe assemblate in Italia, nonostante le evidenze che ordigni dello stesso tipo siano stati usati dai sauditi nei bombardamenti dello Yemen.”E’ una fabbrica che fa componenti per un prodotto tedesco e evidentemente la produzione può essere svolta e l’esportazione può essere fatta, anche se la costruzione avviene in una fabbrica tedesca in Italia è tutto regolare per quel che sono le autorizzazioni, altrimenti non potrebbero partire, se ci fosse un traffico di armi da nascondere non verrebbe fatto in visibilità.. quindi opera nel rispetto della legge.” Alla domanda posta a Moretti, ricordandogli che tempo fa aveva detto che “il pacifismo è bello ma ha un costo”, se questo più 30% di export in medio oriente e in nord africa in questi 5 anni ci abbia reso più ricchi ma anche più insicuri, l’Ad di Finmeccanica  risponde “noi siamo un’impresa che lavora in base alle leggi italiane e le rispettiamo tutte, e abbiamo 50.000 lavoratori da mantenere”.

 

Simonetta Zandiri.

Sorgente: Terrorismo: i postumi di Parigi. Italia, prima settimana. Storie di ordinaria follia.

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