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Spoleto, 23 novembre: comincia la “Settimana della cultura operaia”

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Domani a distanza di un anno, ci si ritrova insieme, per la venticinquesima volta. Sarà un inizio informale, per fare gruppo, con una cena sociale con i compagni di Spoleto e dell’Umbria e per vederci spezzoni di filmati della nostra storia. Vi aspettiamo perciò domani, lunedì 23 novembre, alla Casa Rossa, dalle 17,30, la cena sociale alle 20.
Poi da martedì iniziano gli incontri. Come abbiamo scritto, faremo precedere ogni incontro da un documento che esprime il nostro punto di vista sull’argomento all’ordine del giorno, con lo scopo di sollecitare il dibattito tra i compagni e di riordinare le ragioni della nostra battaglia, dell’essere comunisti, di come condurre la lotta contro il capitalismo.
Martedì saremo ospiti di noi stessi. Ci siamo riservati uno dei sette giorni per una “LEZIONE DI STORIA “ del XXI secolo. Il tema è quello dell’Imperialismo dei suoi crimini, delle sue guerre, così tragiche in questi anni, come sempre. Vogliamo esporre il nostro punto di vista e vorremmo che si aprisse un contraddittorio sul che fare ?
IL documento che proponiamo è quello che segue e fondamentalmente prende in considerazione le due questioni principali, quale è il volto dell’Imperialismo oggi e quale è la nostra lotta, per cosa e contro chi, cercando di sottolineare un approdo classico del revisionismo di sempre, il “socialismo patriottico”, o come si dice oggi, le posizioni “rosso/brune”.
L’Imperialismo nel XXI° secolo
IL NEMICO DEL MIO NEMICO NON E’ MIO AMICO.
Posso “tifare” affinché abbia la meglio sul mio nemico, perché questo favorirebbe nuovi rapporti di forza, a “me” favorevoli, ma avendo sempre chiaro che se non è un amico è un nemico anche lui.
Un nemico per ora non pericoloso, per ora lontano, ma un nemico, con il quale prima o poi bisognerà fare i conti.
Gli innamoramenti di tanti compagni, per la Russia degli oligarchi che hanno saccheggiato lo Stato Sovietico o per il torturatore di Damasco che ha massacrato il suo popolo, nascondono a volte ingenuità, altre volte un equivoco politico, dove si scambia “il nemico del mio nemico” per un amico o peggio per un simbolo. Con queste logiche c’è anche chi è arrivato a “tifare” Germania contro gli USA.
Non c’è un solo imperialismo nel mondo, ce ne sono molti. Certo quello dominante (lo è sicuramente sul piano militare, e non solo) è quello a stelle e strisce che è anche quello che ci grava sulla testa.
Come muoversi allora tra questi imperialismi?
Come sempre, il che fare sarà determinato dall’analisi concreta della realtà concreta, col metodo scientifico del marxismo rivoluzionario.
L’analisi marxista individua come contraddizione fondamentale quella Capitale/Lavoro. Imperialismo e Lotte di liberazione popolari è contraddizione secondaria. Ci sono poi le contraddizioni interimperialistiche.
La Russia è un paese neocapitalista, in Russia la contraddizione principale è quella tra capitale e lavoro. Il successo di Putin in Russia è dovuto al suo nazionalismo grande russo. Gli attuali dirigenti in Russia hanno concorso ad annientare ciò che rimaneva dell’esperienza sovietica e si sono divisi le spoglie dello Stato, saccheggiando la proprietà pubblica a vantaggio di un manipolo di oligarchi che si fanno la guerra senza esclusione di colpi. Fanno affari con i Berlusconi, sono apprezzati dai Salvini, le politiche sociali hanno premiato pochi ricchi e creato un esercito di poveri, i comunisti russi sono all’opposizione, i diritti civili sono negati.
Ma facciamo un esempio: il Donbass. Schierarsi ? come ? perché ?
Schierarsi ? Sì ! Con chi ? Con il popolo del Donbass ! Perché ? Perché lotta per la sua liberazione nazionale (al pari ad esempio, dei Kurdi o dei Palestinesi) da uno Stato oppressore, l’Ucraina, che in questa fase è anche lo strumento principale dell’offensiva ad est dell’Imperialismo dominante, quello USA.
Il Donbass è appoggiato dai Russi, una loro vittoria favorirebbe le legittime aspirazioni del popolo del Donbas e insieme indebolirebbe l’Imperialismo dominante americano, è per questo che si spera che essi vincano.
Non si tifa però per un imperialismo contro un altro, come si fa nel calcio contro la squadra più antipatica. Il comunismo non è russi contro americani. Il comunismo è uguaglianza, collettivismo, internazionalismo. Può farci comodo che vinca la Russia ma senza dimenticare, mai, che la Russia è una potenza imperialista, non l’esercito rosso di liberazione dei popoli oppressi; lucidità perciò nell’analizzare la realtà e rotta per il comunismo, non per sostituire un imperialismo con un altro.
22 novembre 2015

Sorgente: Spoleto, 23 novembre: comincia la “Settimana della cultura operaia” :: Il pane e le rose – classe capitale e partito

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