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Scattano le ritorsioni di Putin contro Erdogan: stop ai voli charter, vietato assumere lavoratori turchi in Russia – Il Sole 24 ORE

Arriva la risposta russa all’abbattimento del jet da parte degli F-16 turchi. Ed è una risposta durissima. Vladimir Putin ha firmato infatti un decreto, dall’effetto immediato, per introdurre rigide sanzioni economiche contro la Turchia. È vietata l’importazione in Russia di alcuni tipi di prodotti turchi (che verranno specificati in un’apposita lista del governo) e si introducono divieti e limitazioni alle attività delle organizzazioni turche. Dal primo gennaio i datori di lavoro delle imprese russe non potranno inoltre assumere cittadini turchi che non siano già sotto contratto alla data del 31 dicembre (si stima che in Russia risiedano circa 200mila cittadini turchi). Previsti controlli rafforzati nei porti russi sulle aziende di trasporto turche.

Il provvedimento s’intitola significativamente «Misure per garantire la sicurezza nazionale e per proteggere i cittadini della Federazione Russa da azioni criminose e altre azioni illegali, e l’applicazione di misure economiche speciali nei confronti della Repubblica Turca». Le sanzioni di Mosca colpiscono pesantemente anche il settore turistico turco: nel decreto si ordina ad agenzie e operatori turistici di «astenersi» dal vendere pacchetti di viaggi con destinazione Turchia. Vengono sospesi anche i voli charter tra i due Paesi. Un colpo durissimo per la Turchia, prima destinazione turistica dei russi, con 3,3 milioni di arrivi nei primi nove mesi di quest’anno.

Inoltre, come anticipato ieri, si ripristina il regime dei visti tra Russia e Turchia a partire dal primo gennaio: una misura adottata dopo aver raccomandato ai cittadini russi di non visitare la Turchia e a quelli che si trovano là di rientrare a causa della «minaccia terroristica». Putin ha inoltre ordinato di rafforzare «per motivi di sicurezza» i controlli nei porti e sulle attività degli autotrasportatori turchi. Le sanzioni hanno una durata «provvisoria» ma indeterminata: entrano in vigore con la pubblicazione del decreto e restano valide finché non saranno cancellate dal governo russo.

Putin è «completamente mobilitato» per fronteggiare la minaccia turca, che è «senza precedenti», aveva detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov poco prima della firma del decreto, definendo l’azione delle forze aeree turche alla frontiera con la Siria «assolutamente folle». «Nessuno ha il diritto di abbattere un aereo russo a tradimento alle spalle», ha detto il portavoce in un’intervista televisiva. Nei giorni scorsi il governo russo aveva invitato i suoi concittadini a non recarsi in Turchia, una meta turistica molto frequentata dalla classe media del Paese.

Oggi il presidente turco Erdogan si era detto «rattristato» per l’abbattimento del caccia russo ma le sue parole – non ha mai usato il termine «scuse» – non sono bastate a impedire la ritorsione russa, che è scattata poche ore dopo ed è andata a colpire settori nevralgici dell’economia turca come il turismo e l’export (la Turchia esporta in Russia soprattutto prodotti agroalimentari e tessile-abbigliamento). Ora la palla passa proprio a Erdogan, che dovrà in qualche modo rispondere alle sanzioni russe: la Turchia controlla lo stretto del Bosforo, snodo fondamentale per il commercio marittimo russo, ma usare un’arma del genere sarebbe davvero una dichiarazione di guerra economica a Mosca.

Per la Russia, questa decisione apre un nuovo fronte di tensioni economiche dopo quello con l’Unione Europea, che nel marzo 2014 ha adottato sanzioni economiche contro la Russia, poi prorogate nel giugno scorso, per punirla dell’annessione della Crimea. Sanzioni cui Mosca ha risposto con contro-sanzioni che hanno preso di mira soprattutto l’export europeo di prodotti alimentari.

Sorgente: Scattano le ritorsioni di Putin contro Erdogan: stop ai voli charter, vietato assumere lavoratori turchi in Russia – Il Sole 24 ORE

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