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L’Ue dice sì all’assistenza militare alla Francia, ecco cosa significa

Bruxelles, 17 nov. (askanews) – “Qualora uno Stato membro subisca un’aggressione armata nel suo territorio, gli altri Stati membri sono tenuti a prestargli aiuto e assistenza con tutti i mezzi in loro possesso, in conformità dell’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite. Ciò non pregiudica il carattere specifico della politica di sicurezza e di difesa di taluni Stati membri”. E’ il testo dell’Articolo 42.7 del Trattato sull’Unione europea, che il presidente francese François Hollande aveva invocato ieri, a seguito degli attentati di Parigi, e che i ministri della Difesa dell’Ue hanno deciso di attivare, oggi a Bruxelles, per dare assistenza militare alla Francia. Un articolo che ricalca abbastanza da vicino quello sull’impegno alla difesa collettiva e assistenza reciproca fra i membri della Nato, iscritto nell’art. 5 del Trattato del Nord Atlantico. Significa, in pratica, che Parigi potrà ora chiedere a ciascuno Stato membro di contribuire, in vari modi (e non necessariamente con azioni armate), alle operazioni militari nelle quali è impegnata la Francia. E gli Stati membri si sono impegnati a rispondere, anche se non sono obbligati a farlo esattamente nei termini in cui viene posta la richiesta. Ma non ci sono meccanismi né obblighi “comunitari”, non ci sono missioni militari dell’Ue né ulteriori decisioni da prendere a livello di Consiglio dei ministri o di Consiglio europeo. Sarà un processo basato soprattutto sui rapporti bilaterali fra Parigi e le altre capitali, al livello dei ministri della Difesa e dei loro ministeri e Stati maggiori. L’attivazione dell’art. 42.7 non richiede alcun altro passo procedurale, nessuna decisione formale del Consiglio Ue né proposte della Commissione. “Non c’è nessun’altra formalità: adesso tutto procederà a livello bilaterale, fra la Francia e gli altri Stati membri, se necessario con l’assistenza del Servizio esterno Ue”, ha spiegato oggi a Bruxelles l’Alto rappresentante per la Politica estera Ue, Federica Mogherini, durante una conferenza stampa congiunta con il ministro della Difesa francese, Jean-Yves Le Drian. Secondo fonti del Consiglio Ue, sarebbe proprio questa la ragione per cui la Francia ha deciso di invocare l’art.42.7 sulla difesa collettiva, e non la “clausola di solidarietà” prevista dall’articolo 222 del Trattato sui Funzionamento dell’Ue, che riguarda specificamente l’assistenza reciproca in caso di atti di terrorismo (e catastrofi naturali). L’art. 222, in effetti, è molto più lungo e complicato da attivare, e richiede diversi passaggi formali, anche da parte della Commissione europea. “Non si tratta solo di una solidarietà generica, ma della volontà di fornire aiuto e assistenza secondo un articolo del Trattato Ue”, attraverso “contributi differenziati” che daranno tutti gli Stati membri, ha precisato Federica Mogherini. “Vedremo – ha detto il ministro Le Drian – come si declinerà quest’impegno (all’assistenza militare reciproca, ndr), se riguarderà gli interventi della Francia in Siria e in Iraq, oppure in altri teatri operativi”, dove gli altri Stati membri potrebbero compensare un eventuale alleggerimento della presenza francese. “La Francia non può fare tutto, nel Sahel, in Centrafrica, in Libano, continuando in più ad assicurare la sicurezza del territorio nazionale”, ha osservato il ministro. “Cominceremo subito a organizzare le riunioni bilaterali e il coordinamento necessario per tradurre in atti concreti quest’impegno preso dai ministri della Difesa” dei Ventotto, ha annunciato le Drian. E ha concluso: “Vedremo che cosa ciascun paese potrà fare su quale teatro”. Int5

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