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Lucia Del Grosso » ECCOVI 500 EURO E FATE UN PO’ VOI

ACHILLE-LAURO

Molti hanno rievocato a proposito della colossale assurdità del bonus dei 500 euro ai diciottenni da spendere in libri ed attività culturali la scarpa destra e la scarpa sinistra di Achille Lauro.L’unica differenza è che con il Comandante, come mi pare di ricordare fosse chiamato, l’elettore riceveva la caparra prima del voto e il saldo dopo. Ma non ricordiamolo a Renzi perché potrebbe accogliere il suggerimento e consegnare mezzo libro prima delle elezioni e mezzo libro dopo. Oppure far vedere il primo tempo di un film nell’ultima settimana di campagna elettorale e il secondo tempo a urne chiuse. E immaginate che schifezza di ricatto elettorale sarebbe se si trattasse di gialli.Ma il confronto tra l’epoca delle scarpe destre e sinistre e delle mancette di compleanno non è del tutto congruo. Infatti Achille Lauro, benché non fosse il solo esponente politico a ricorrere a questi mezzucci infami per procacciarsi il voto, specialmente nel Mezzogiorno, tuttavia era coevo di una classe politica che provava a governare. Cioè era presente una classe politica che si assumeva la responsabilità di dare un indirizzo alla società, di organizzare la vita dei cittadini e che era convinta che la politica avesse una propria autonoma ragione distinta da quella del mercato. Insomma era una classe politica che in molti casi si sviliva nella semplificazione dell’azione politica e nella rincorsa alle istanze populistiche, ma in generale si metteva alla guida della Nazione e le dava forma. Altrimenti da Paese straccione distrutto dalla guerra non saremmo diventati una Stato moderno.Oggi invece la semplificazione e le scorciatoie pur di non governare sono la regola.A partire dal governo Berlusconi fino al governo Renzi: eccovi 500 euro da spendere, andateci al cinema, compratevi i libri, fateci quello che vi pare, basta che non chiedete ai politici di spremersi le meningi per organizzare la produzione e la fruizione della cultura, consumate al mercato.Immaginate un sindaco che dice: vi do 500 euro e le buche delle strade ve le riempite voi, ciascuno davanti casa sua. Il principio è lo stesso: il cittadino fai-da-te come lo studente fai-da-te, con il suo budget da autodidatta invece di momenti collettivi di approccio alla cultura organizzati da chi ha il compito di farlo, cioè dagli eletti dal popolo.E 500 euro a tutti indistintamente, al figlio del notaio come al figlio del cassintegrato, senza che il governo si prenda la briga di scegliere secondo opportunità.E scegliendo una classe di età opportunisticamente in base a calcoli elettorali, ma a caso secondo i criteri del buon senso, a meno che non sussista qualche ragione che consiglia di istruire i diciottenni e non i quindicenni (a parte, appunto, che a 15 anni non si vota).Facciamo i complimenti a questo governo fancazzista nonostante la retorica del fare.

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