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L’Arabia Saudita sta per eseguire decine di condanne a morte – Internazionale

Il re saudita Salman a Riyadh, il 22 gennaio 2013. (Fahad Shadeed, Reuters/Contrasto)

internazionale.it – L’Arabia Saudita sta per eseguire decine di condanne a morte.

Più di cinquanta persone saranno presto giustiziate in Arabia Saudita, secondo diversi organi di informazione locali. Si tratterebbe soprattutto di condannati per terrorismo, ma anche di oppositori al governo appartenenti alla minoranza sciita, come ha denunciato l’organizzazione per la difesa dei diritti umani Amnesty international. Nel paese gli sciiti sono circa il 10-15 per cento della popolazione e da tempo sostengono di essere oggetto di discriminazione da parte della maggioranza sunnita.

Arabia Saudita: esecuzioni per almeno 50 condannati a morte http://j.mp/1PQUyLB 

Amnesty international ha diffuso il testo di una lettera scritta dalle madri di cinque attivisti sciiti condannati: non è sicuro che siano tra i prigionieri prossimi a essere giustiziati, ma il fatto che siano stati sottoposti a un controllo medico inaspettato ha convinto le famiglie dell’imminenza della decapitazione. Nel loro appello, indirizzato al re saudita Salman e al principe Mohammed, le donne chiedono il rilascio dei figli e un nuovo processo da condurre secondo gli standard internazionali e in presenza di osservatori indipendenti.

Le sentenze con cui sono stati condannati i nostri figli sono le prime del loro genere nella storia della giustizia saudita. Sono basate su confessioni estorte con la tortura e processi a cui non sono stati ammessi i legali della difesa. I giudici hanno mostrato di essere dalla parte dell’accusa.

Tra i cinque attivisti ci sono Ali al Nimr, Abdullah al Zaher e Dawood Hussein al Marhoon che erano minorenni al momento dell’arresto. La Convenzione dell’Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza proibisce la pena di morte per persone minori di 18 anni. Secondo Amnesty international, i tre sono stati spinti a confessare con la tortura e hanno subito processi sommari.

Ali al Nimr è stato arrestato nel febbraio 2012, quando aveva 17 anni, ed è stato condannato a morte nel 2014 da un tribunale di sicurezza e lotta al terrorismo. I capi d’accusa della sua sentenza sono dodici e includono aver manifestato contro il governo, aver aggredito le forze di sicurezza, essere in possesso di una mitragliatrice e aver compiuto una rapina a mano armata. Un gruppo di esperti delle Nazioni Unite e il parlamento europeo hanno chiesto all’Arabia Saudita di sospendere la condanna di al Nimr. Dawood Hussein al Marhoon e Abdullah Hasan al Zaher sono stati arrestati il 22 maggio e il 3 marzo 2012, all’età di 17 e 16 anni. Sono stati condannati a morte nell’ottobre 2014 sulla base di accuse simili, tra cui aver partecipato a proteste antigovernative, effettuato una rapina a mano armata e partecipato all’uccisione di agenti di polizia.

Sorgente: L’Arabia Saudita sta per eseguire decine di condanne a morte – Internazionale

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