Pages Navigation Menu

il contenitore dell'informazione e della controinformazione

La “piccola Africa” lucana: Boreano

boreano

Spesso abbiamo sentito che la Basilicata è una terra inesplorata. Inesplorata non solo per la bellezza che la natura offre (Dolomiti e cascate su tutte). La Basilicata è “inesplorata” anche da chi forse avrebbe il dovere di farlo: le istituzioni. Infatti in una piccola porzione di una già piccola regione, c’è una “città-fantasma”: Boreano.
Da qualche anno questo centro pullula di ragazzi africani che ivi arrivano per la raccolta del pomodoro. Ragazzi abbandonati e dunque fortemente legati al fenomeno dello sfruttamento e del caporalato. Sono pagati a cottimo, con un prezzo che varia dai 3 ai 4 euro per ogni cassone raccolto. Vivono in casolari deturpati, che risalgono al tempo della Riforma Agraria (1953, ndr), dormono su materassi sporchi molto spesso con animali e sono costretti a lavarsi con acqua gelida. Da qui l’appellativo di “piccola Africa”.
I ragazzi che ci vivono,ogni estate, loro malgrado, alimentano un giro di oltre 1 miliardo di euro considerato l’intera filiera del pomodoro.
C’è chi da anni denuncia tali condizioni di vita, ovvero associazioni umanitarie(fino al 2012 anche i due “bus-ambulatori” di Emergency) che portano il loro sostegno. Hanno messo in piedi una scuola di italiano e una di teatro, in una chiesa abbandonata a poche centinaia di metri dai casolari. Inoltre ai ragazzi è stata offerta la possibilità di usufruire gratuitamente di biciclette, in modo tale da “sfuggire” ai caporali, i quali per un semplice passaggio in macchina al centro abitato più vicino chiedono cifre esorbitanti.
E allora mi viene in mente Carlo Levi, il quale ne “Cristo si è fermato a Eboli” diceva che :”il vero nemico quello che impedisce ogni libertà e ogni possibilità di esistenza civile ai contadini è la piccola borghesia dei paesi. E’ una classe degenerata, fisicamente e moralmente: incapace di adempiere la sua funzione, e che solo vive di piccole rapine e delle tradizione imbastardita di un diritto feudale.”
Sembra che niente sia cambiato, nonostante siano passati 70 anni dalla pubblicazione di questo libro.
A Boreano c’è una classe disagiata, vittima di un sistema corrotto e corruttibile, e la piccola borghesia di cui parlava Levi non è cambiata nel tempo. Finchè questa classe sociale non denuncerà, Boreano rimarrà un centro intatto ove il tempo sembra non passare mai e le condizioni di vita saranno considerate sempre “normali”.

Spread the love
  •  
  •   
  •   
  •   
  •   
  •  
  •  
468 ad
< >

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

.