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La Germania va alla guerra, forse – L’Indro

lindro.it – L’Europa in fase di risveglio. La Germania va alla guerra, forse. Tornado pronti a partire, ma a quale scopo?

L’improvviso risveglio dal letargo sembra partito in grande stile per la cancelleria tedesca. La Germania, attraverso la voce di Angela Merkel, ha annunciato l’invio dei Cacciabombardieri Tornado in Siria con l’incarico di partecipare alle missioni alleate contro lo Stato Islamico. Una decisione a cui la Germania ci ha già abituati, durante la missione in Afghanistan, e di cui l’alleanza poteva francamente fare a meno, visto la pochissima incisività dell’iniziativa.

Dopo l’incontro bilaterale tra la Cancelliera tedesca e il Presidente Hollande, le posizioni sembravano essersi chiarite. La Francia chiedeva immediato supporto militare per combattere il terrorismo in Siria, senza dare garanzia sul futuro di Assad e del suo Governo, richiesta che la Germania aveva già fatto alla Russia di Putin come condizione non negoziabile per entrare nei giochi. Il governo tedesco finora non aveva dato sintomo di voler partecipare attivamente alle operazioni militari prima di un accordo politico multilaterale in seno ai Paesi europei, accordo di cui non si vede l’arrivo imminente. Tra il faccia a faccia franco-tedesco e la decisione dell’invio dei Tornado sono passate 12 ore, lasso di tempo in cui la Merkel ha discusso con le altre forze politiche l’appoggio militare.

Il Tornado è un velivolo da combattimento che è stato acquistato da gran parte delle aviazioni occidentali, la stessa Italia li utilizza dal 1982. E’ considerato uno dei principali attori che hanno solcato le scene dei conflitti contemporanei e moderni. Tuttavia, il Tornado, nasce per ben altri tipo di confronto militare, si rifà alla strategia dello scontro globale, di cui oggi non vi è traccia all’orizzonte. La forza di questa tecnologia è proprio quella di essersi saputa adattare al momento storico, di aver cambiato volto ed essere diventato un elemento di grande importanza strategica e tattica nei moderni scenari operativi.

L’acquisizione di nuovi e più sofisticati sistemi d’arma gli permettono di essere impiegato nelle fasi più virulente di un confronto militare, con lo scopo di stabilizzare la Regione, per poi coinvolgere progressivamente le altre forze militari di terra. La deterrenza che il Tornado effettua dai cieli dei teatri operativi permette di garantire quella sicurezza essenziale alle forze di superficie, per operare in zone ad alto rischio. La Siria attuale, rappresenta sicuramente al meglio, questa situazione geopolitica.

Il Tornado, è stato prodotto con diverse sfumature di utilizzo, ognuna utile ad una particolare condizione militare. La Germania ha annunciato che invierà solo velivoli con funzione di ricognitore, in sostanza non sarà sganciata una sola bomba.

Ma allora cosa faranno questi velivoli? Agli analisti militari, appare sufficientemente chiaro, che la mossa della Merkel è prettamente politica, sul piano militare siamo a zero.
I Tornado che saranno inviati sono la versione più ‘elementare’ se così si può definire, sono utilizzati principalmente per ‘scattare’ una fotografia della zona di operazione. Considerato il già grande affollamento di agenzie d’Intelligence sul suolo siriano, viene da domandarsi se quella tedesca non sia un’azione palliativa, per tenere buoni i colleghi europei.

Alla luce della piuttosto scarsa utilità dei Tornado, fanno riflettere le parole della Cancelliera tedesca, quando annuncia la possibilità, in un futuro non troppo lontano, di aumentare il supporto alle operazioni francesi in Siria. Dichiarazione che sinceramente lascia poco spazio alla fantasia, una volta dato il supporto navale (alla nave da guerra francese Charles De Gaulle, già a pieno regime) e quello aereo, rimane solo l’utilizzo delle forze di terra.

L’invio di personale sul territorio siriano, sarebbe sicuramente da considerarsi come l’inizio di un conflitto che coinvolgerebbe almeno altre quattro super Potenze, oltre quella tedesca, Francia, Russia, Stati Uniti (anche se la riluttanza di Obama è evidentissima) e Gran Bretagna. Un intricato groviglio di forze alleate da un filo debolissimo, la vendetta unisce solo quei Paesi che hanno una guida per il futuro piuttosto chiara, cosa che questa coalizione non ha e nemmeno pensa di avere.

La Russia, non ha pensato di chiarire alle altre forze alleate, quale sarebbe il futuro di Assad in caso di vittoria sullo Stato Islamico. Gli Stati Uniti, hanno creato l’alleanza militare, senza chiarire quali sono gli obbiettivi e gli scopi della coalizione. La Francia bombarda ciecamente Raqqa da due settimane, giustificata dai suoi quasi duecento morti, ma che materialmente non ha dichiarato con chi intende schierarsi per iniziare l’avanzata di terra. La Gran Bretagna, vicina militarmente più che mai alla sua vicina francese, sta lottando con spinte pacifiste mai viste prima nel paese e di cui il Governo dovrà assolutamente tenere conto.

Un mix che più che minacciare lo Stato Islamico, rischia di farlo irritare, temporeggiando come mai prima d’ora una coalizione militare ha fatto. Quello che alla grande maggioranza della popolazione sembra essere il preludio di una guerra mondiale è invece l’inizio di un’armata Brancaleone che finché non si darà uno scopo, sarà poco più che un gruppo di volenterosi combattenti ai ferri corti.

Dall’altro canto il nemico che devono combattere è preparato al peggio, istruisce migliaia di persone a ritenere più importante la causa che la loro stessa vita, lo Stato Islamico, in caso d’invasione terreste metterà in pratica tutto il potenziale militare asimmetrico di cui può disporre. L’Occidente, Germania compresa, deve solo decidere se giocare alla guerra facendo politica, perdendo a priori la sfida in Medio Oriente, oppure iniziare a pensare davvero a cosa bisogna chiedere alla componente militare coalizzata. L’ora delle parole è passata: più che ricognitori, in Siria, serve un piano.

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Sorgente: La Germania va alla guerra, forse – L’Indro

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