Gli anni 70 – da PPP di Carlo Lucarelli

1 Novembre 2015 0 Di luna_rossa

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Bologna 2 agosto 1980
1977 Milano
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I diritti delle donne
Gli anni ’70.
Sono anche gli anni dello Statuto dei lavoratori, del referendum sul divorzio e sull’interruzione di gravidanza, la legge Basaglia e sull’obiezione di coscienza.
Gaber che canta “vorrei essere libero come un uomo”.
E anche i jeans scampanati, le camicie aperte, gli stivaletti con la punta.
Ma anche tanta violenza. Politica. Per le strade.

“Sono quegli anni lì, in cui succedono anche tante cose belle, ma dove è facile ammazzare chi non la pensa come te, chi ritieni un nemico da eliminare e punire, o anche solo chi ti sta antipatico e non ti piace. Per come parla o scrive, per come vota, per quello che fa o quello che è”.

La violenza degli anni ’70: i numeri di una guerra

Solo di violenza politica, di terrorismo, di bombe, di atti di guerra segreta o di ragazzi che si spaccavano la testa con altri ragazzi che la pensavano diversamente , dal 1969 al 1984 (ho preso un periodo di tempo – quindici anni – per certi versi ancora abbastanza omogeneo) in Italia muoiono 553 persone.Me li sono contati uno per uno su Le date del terrore, uno degli almanacchi che cercano di elencare (quasi) tutti i crimini politici avvenuti nel nostro paese.Per scendere nel dettaglio, in quegli anni vengono uccise 138 persone di destra, di sinistra di centro o di niente; vengono ammazzati 108 appartenenti alle forze dell’ordine o a vari organi dello Stato; saltano per aria nelle stragi 252 persone e 43 vengono uccise a vario titolo o per sbaglio dalle forze dell’ordine.I feriti sono incalcolabili, anche se spesso stanno peggio di quelli che ci hanno lasciato la pelle. Impossibile segnarseli tutti, ma ci ho provato lo stesso, tanto per averne un’idea, e ho contato solo quelli gravi, colpiti da una violenza diretta: sono 1150.[..]
Ancora più incalcolabili sono quelli che le ferite se le portano nell’anima: i parenti e gli amici delle vittime, per esempio.(Nella strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, tra gli 85 morti c’è Angela Fresu, che aveva tre anni quando la bomba l’ha uccisa. Io ho una figlia che ha poco più di lei, si chiama – pensa un po’ – Angelica, e ogni tanto in casa la chiamiamo Angelina, come immagino succedesse anche alla piccola Fresu. Che nelle fotografie più note, con quel faccino rotondo e la bocca un po’ imbronciata, è identica – ma davvero – alla nostra Angelina. Ecco, questo mi permette di identificarmi quanto basta per pensare che se fosse successo a me, una cosa così, avrei preferito mille volte essere morto anch’io).[..] le organizzazioni che praticano la lotta armata tra gli anni Settanta e Ottanta sono 92.Insomma, solo di violenza politica, grave e diretta, in Italia vengono colpite 1535 persone.Si, lo so, sto dando i numeri.Però a volte, per quanto freddi e imprecisi siano, i numeri servono a stabilire delle proporzioni. E io, davvero, mica me lo ricordavo quanto fosse facile morire ammazzati nel nostro paese, in quegli anni, per cui sì, sto dando i numeri.E non ho finito.
A morire in modo organizzato, in Italia, non erano soltanto le vittime della politica. C’erano anche quelle della mafia.Cosa Nostra, Camorra, ‘ndrangheta, Casalesi, Sacra Corona Unita, Banda della Magliana, Mafia del Brenta, al sud come al nord le mafie uccidono in quegli anni 207 persone tra magistrati (7), forze dell’ordine (65), giornalisti (5), politici, amministratori e sindacalisti (21), imprenditori, esercenti, professionisti, dipendenti, agricoltori, artigiani o semplici cittadini (93), bambini (16).Anche questi me li sono andati a contare uno per uno sul sito di Libera e sul portale delle vittime di mafia, ma sono sicuro che se ho sbagliato è per difetto.
Poi ci sono le guerre.A parte l’ordinaria amministrazione di affiliati che si ammazzano tra di loro (e sono tanti), in Sicilia scoppia la seconda guerra di mafia, la cosidetta “Mattanza” dei Corleonesi, che ammazza più di mille persone.In Calabria c’è la prima guerra di ‘ndrangheta che ne ammazza trecento e in Campania quella di Camorra, tra la Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo e la Nuova Famiglia, che ne fa settecento.Totale: 2207 morti.
E poi i morti di Gheddafi, i morti del mostro di Firenze, i femminicidi, la criminalità comune, le strane morti di quanti sapevano qualcosa sui cosiddetti misteri italiani ..

Eravamo un paese violento.
In quell’Italia così violenta, la notte tra il 1 e il 2 novembre del 1975, muore all’idroscalo di Ostia Pier Paolo Pasolini.
 
 
Di lui, del mistero della sua morte, dell’istinto del mestiere di scrittore, delle sue parole scritte sui rotocalchi e lette da un ragazzino a pancia in giù sollevato sui gomiti, ci parla Carlo Lucarelli nel suo ultimo saggio “PPP Pasolini, un segreto italiano” (Rizzoli).

Sorgente: unoenessuno: Gli anni 70 – da PPP di Carlo Lucarelli

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