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“E’ l’occasione che fa l’evasione” – Report: nero a metá

Tre idee per l’evasione: i voucher, i money transfer e un’azienda che investe in oro.
Partiamo dai lavori a ore che prima erano pagati in nero e ora coi voucher. L’inchiesta mostrerà come di fatto legalizza il nero e magari si tira fuori giusto quando serve, per esempio quando c’è l’infortunio. Che succederà alle casse dell’Inail, se va avanti così?
I money transfer: per legge c’è un limite di 1000 euro al trasferimento. Ma c’è sempre l’inghippo: nel 2014 sono usciti 5 miliardi di euro, dove sono andati?
Gli investimenti in oro: 100mila risparmiatori hanno investito in una società che investe in oro. Ma l’oro c’è o no?
Nel paese del lavoro nero cronico, ogni governo ci ha messo del suo per rendere sempre più facile l’erogazione del voucher, che troviamo non solo per i lavori domestici ma anche in una pizzeria, in un ristorante, nell’edilizia.
Prendi un voucher in una tabaccheria, paghi e basta.
Un voucher = 1 ora di lavoro, vale 10 euro di cui 7,5 vanno al lavoratore.
Erano nati per lavori a ore per studenti e baby sitter, come lavori accessori di poche ore, ma oggi si usano molto anche per lavori svolti tutti i giorni, per più ore, usati al posto dei contratti veri.
Perché conviene al datore di lavoro, che ha meno costi e meno burocrazia, il massimo della flessibilità.
Ma così i ristoratori onesti vengono danneggiati, perché pagano molto di più i loro dipendenti, rispetto a quelli che usano il nero o il voucher.
Oppure anche la formula “un po’ un po’”, cioè qualche voucher e il resto in nero, come hanno testimoniato molti dei ragazzi che lavorano nei bar e nei ristoranti della riviera. Non avendo un contratto di lavoro stagionale non hanno nemmeno i giorni di riposo.
Il voucher semplifica la vita ai datori di lavoro ma da meno diritti a chi lavora: gli albergatori lo ritengono uno strumento così fondamentale che pensano di aprire l’attività tutto l’anno.
A chi facciamo male, dicono? Ai lavoratori è la risposta.
Che se segnalano problemi e abusi, vengono lasciati a casa.
Anche nell’edilizia si registrano degli abusi: Gashi ci ha rimesso un orecchio, dopo un infortunio. Scoprì, uscito dall’ospedale, di essere stato assunto coi voucher, mentre pensava di essere assunto in nero, infatti ha ritirato i voucher solo dopo l’infortunio.
L’infortunio è stato pagato dall’Inail, l’azienda se l’è cavata con poco, con tre voucher.

BERNARDO IOVENE FUORI CAMPOÈ andata così. Lavori a nero. Se ti fai male, spunta che proprio in quel momento, eri coperto dal voucher. Eppure sui voucher c’è scritto che il committente deve comunicare preventivamente l’inizio della prestazione all’Inail e all’Inps. E da giugno di quest’anno anche alle Direzioni Territoriali del Lavoro.BERNARDO IOVENESe io leggo sul buono che sono obbligato a comunicare, cosa faccio?ALESSANDRO MILLO – DIREZIONE TERRITORIALE DEL LAVORO BOLOGNAForse avete visto dei buoni già predisposti con la nuova predisposizione in realtà nonattuata. Per ora stiamo proseguendo con le stesse modalità precedenti.

Il committente dovrebbe comunicare all’Inps e all’Inail l’inizio del lavoro: in realtà nessuno avvisa quando si iniziano ad usare, né ora né il giorno.
Chi sono i ministri che hanno fatto questa norma?
Sacconi, Prodi, Poletti, Fornero.
L’unico che parla con Report è Pennesi, segretario del ministero del Lavoro, che giustifica la norma spiegando che è stata pensata per consentire la massima flessibilità.
La senzazione è che si voglia legittimare il nero, alla fine…
C’è un ma, però. Abbiamo visto che tutti questi infortuni non sono sempre coperti dai contributi: l’Inail ha ragionato sul fatto che potrebbe liquidare degli infortuni senza che ci sia stata l’adeguata copertura?
Inail risponde che sta monitorando gli effetti: non hanno ancora incassato nulla ma solo erogato i soldi.
A Rimini un edile racconta come lavorare coi voucher, otto ore al giorno a 38 euro al giorno, sia la norma:
Non si potrebbe perché non è un lavoro accessorio: all’ispettorato del lavoro non si sono accorti dell’abuso, hanno solo un sospetto: senza denunce del lavoratore è difficile, si giustificano.
Le persone hanno paura, però: e siamo nella riviera romagnola.
A Jesolo l’ispettorato ha denunciato 130 albergatori per abuso dei voucher, ma questi hanno fatto ricorso e hanno pure vinto.
Per superare il vincolo dei 2000 euro (l’anno) da uno stesso committente, si usano voucher pagati da diverse aziende nello stesso ambito.
Tito Boeri ha lanciato l’allarme contro i casi dove il voucher è usato per pagare l’unico lavoro e non quello accessorio. Avremmo un problema serio nel futuro previdenziale di queste persone, non avranno nemmeno una pensione dignitosa, ma solo simbolica.
Parliamo di lavoratori che non hanno ferie, malattia né indennità.
E nemmeno i contributi si trovano. Devono ancora essere caricati nel sistema: parliamo di 1,5 milioni di persone, nel settore del commercio, turismo e servizi.
I voucher stanno sostituendo molti contratti e spesso sono usati per nascondere il nero: a questo si è arrivato grazie alle norme sfornate dagli ex ministri del lavoro, che hanno esteso gli ambiti di applicazione di questi buoni.
L’unico che ne parla è l’ex ministro Damiano, che li aveva pensati per gli studenti che lavoravano nelle vigne, sono quelli che sono venuti dopo ne hanno esteso negli altri lavori produttivi.
Peccato che nel settore agricolo, dove tutto nasce, i vincoli sono rimasti: le casalinghe non possono lavorare nelle vigne.
Ma nelle vigne del bresciano trovi gli immigrati pagati in nero e con qualche voucher. E per gli imprenditori agricoli è tutto normale, si sentono anche dei benefattori. Fanno lavorare delle persone.
Ma se una signora vuole pagare la colf coi voucher per un lavoro di tre quattro ore alla settimana si sente dire che non può, deve fare un contratto a 120 euro a settimana.
Ma la colf si può retribuire coi voucher o no? Fino a 7000 euro si, dicono all’Inps.
Peccato che i sindacati e i giudici abbiano idee diverse.
Gli albergatori possono usare i voucher, mentre le colf no?
Nel mercato del lavoro domestico si stima che ci siano 800mila persone in nero: in Francia i voucher sono partiti proprio per il lavoro domestico, dove sono serviti a ridurre in modo drastico il nero.
I camerieri in Francia sono pagati coi contratti, anche quelli a chiamata, per una sola giornata. I voucher sono vietati, si possono usare solo nei lavori domestici.
Un sistema semplice, veloce, dove si possono detrarre le spese dalle tasse (lo stato rimborsa al 50%) e dove tutto è tracciato telematicamente.
Il nero, per i lavori domestici è stato ridotto al 25%.
Perché in Europa non si fa dappertutto così? Si creerebbero posti di lavoro.
In Inghilterra ci sono contratti a zero ore: la massima flessibilità è favorevole anche al lavoratore e non solo al datore. Il contratto non garantisce un numero minimo di ore: ci sono degli abusi e i sindacati sono preoccupati del fatto che molti lavoratori non hanno mai un contratto, pur lavorando nello stesso posto per anni.
Anche in Inghilterra la flessibilità si sta estenndendo, ma non si usano contanti, solo bonifici in banca: qui l’economia sommersa rimane stabile.
Tanti e subito – Giorgio Mottola (il pdf con la trascrizione)
I Money transfer servivano per aiutare gli immigrati per trasferire i soldi all’estero.
Cina, Filippine, Pakistan .. si tratta di oltre 5 miliardi di euro.
C’è un limite nel trasferimento contanti: mille euro a settimana (ma quale immigrato guadagna 1000 euro alla settimana?).
Purtroppo nel sistema si rilevano delle incongruenze, nonostante le rassicurazioni del vicepresidente dei MT: nel 2014 sono partiti 280mila euro verso gli Emirati Arabi da Parma. E 448mila euro da Reggio Emila, sempre verso gli Emirati Arabi.
Ma non ci sono cittadini originari da quelle zone.
Dovremmo preoccuparci: l’ipotesi riciclaggio è quella più attendibile.
Il servizio di Giorgio Mottola dimostra che c’è sempre il modo per bypassare i limiti.
Dal 2010 al 2015 la GDF ha riscontrato violazioni nel 43% dei MT controllari: non è vero che è tutto regolare.
In una intercettazione il responsabile commerciale della Sigue Global Servicespiegava ad un responsabile di uno sportello come superare i limiti: attribuire date di nascita inventate allo stesso nominativo (e superare i limiti dei 1000 euro a trasferimento).
Oppure usare nomi di defunti e documenti falsi: con questo stratagemma una organizzazione criminale cinese ha spostato in Cina centinaia di milioni.
Su 260 MT in Italia, solo 10 hanno sede qui: gli altri devono sottostare ai controlli del paese d’origine, come il Delaware, patria di Western, Moneygram o Sigue Global Service (e non ai controlli di Bankitalia).
Solo 13 MT su 250 hanno aperto un punto di contatto in Italia: è difficile fare un controllo sugli agenti per Banca d’Italia.
Non sappiamo quanti soldi circolano attraverso Mt, dove vanno né da dove sono partiti.
Diverse le cifre, tra quanto riportato da Bankitalia e la Banca mondiale, anche per le rimesse (non solo i MT): si parla di 15 miliardi (la stima di World bank) e non 5, come dice Banca d’Italia.
Quest’ultima si fida dei dati dei MT (che poi sono dati su base volontaria) a differenza della Banca Mondiale.
È tutto un sistema che è fuori controllo: sempre più MT aprono qui in Italia, usando le regole della sede operativa all’estero e non quelle italiane.
Il governo ha chiesto di rafforzare la vigilanza su queste strutture, perché a rischio terrorismo.
Dobbiamo sempre arrivare all’emergenza per accorgerci di un problema.
Le società che ti propongono investimenti in oro da dove lo prendono? E dove lo depositano?
Ranucci ha incontrato, prima in forma anonima e poi presentandosi come giornalista, i responsabili della GSG Evolution, che propone ai clienti un piano di investimento nell’oro di Auvesta, che finisce nei loro caveau, al riparo dal fisco.
Ti spiegano anche di come sia facile diventare promoter, ma devi prima aderire al loro piano di investimento.
I tuoi soldi sono trasferiti alla Auvesta che ha un conto a Bolzano: Auvesta trasforma il risparmio in lingottini tenuti in un cavou a Monaco: quando voi prendere i soldi ti mandano i lingottini.
Ma al deposito doganale di Embrach non c’è alcun deposito della società.
Ma che cosa fa esattamente la GSG? Raccolta di risparmio, no. Trasferimento d’oro, forse.
Il responsabile unico di GSG sarebbe un carpentiere che contattato da Ranucci, rivela un certo nervosismo nel rispondere a delle domande.

ANDREA FILIPPOZZI AL TELEFONOLei sta rompendo le scatole. Io le prometto che entro stasera la richiamo e facciamo questo appuntamento.MILENA GABANELLI IN STUDIOMai più visto né sentito, il carpentiere, e tantomeno quelli della casa madre tedescache ci avevano promesso di mostrare il deposito. Ma questi esattamente che cosafanno visto che ci sono in ballo decine di milioni di euro che sono già usciti? Se sitratta di raccolta di risparmio sarebbe abusiva. E’ forse una variante del noto schema Ponzi, dove il promoter che arriva per dimostrare fiducia deve cominciare a metterci i suoi di risparmi, poi la storia insegna che alla fine l’ultimo che arriva resta con il cerino in mano. Oppure siamo di fronte a una grande truffa ai danni dei risparmiatori?Insomma state attenti, e chi vuole investire in oro lo faccia solo con chi è iscritto aBanca d’Italia.  

Sorgente: Report – nero a metà | Triskel182

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