Due modi di trattare le bufale, e una scelta da fare – Wittgenstein

16 Novembre 2015 0 Di luna_rossa

bufala-francia

immagine tratta da: Le foto false sugli attentati di Parigi

Per il giornalismo ai tempi delle bufale, questi giorni dopo gli attentati di Parigi stanno mostrando un notevole salto di consapevolezza rispetto a una cosa che aveva spiegato molto bene nel suo libro Craig Silverman: l’importanza del ruolo dei giornalisti nello smentire e correggere le notizie false, fondamentale ormai quanto quello del diffondere notizie vere.

Gli sforzi di dimostrazione di falsità nella stampa sono in qualche modo una strategia virale contro i contenuti virali, una manovra per inserirsi nei flussi di condivisione attraverso l’esame e la verifica delle storie. Questo porta traffico a chi mette in atto il debunking, ma aiuta anche a diffondere la verità su una storia virale.

È un approccio che finora era stato fatto proprio solo da siti di news specializzati o da rari maniaci dell’accuratezza, e che nei giornali tradizionali viveva solo in alcune rubriche marginali di alcuni siti internazionali (quelli dei giornali italiani continuano a essere molto più promotori di bufale che censori di bufale: anche oggi, anche su Parigi): ma un grande e illustre quotidiano come Le Monde ha sulla sua homepage in questo momento ben tre articoli di “debunking” delle false notizie sugli attentati affidati alla sua sezione di giornalismo esplicativo e pubblicati nelle ultime 48 ore, e uno di questi è primo nella classifica dei più letti.
Altri articoli del genere sono su Libération o Le Figaro.

Certo, per essere convincenti nel loro nuovo e contemporaneo ruolo di affidabili smentitori di false notizie, bisogna che i grandi siti di news non si rendano al tempo stesso complici della loro diffusione: per questo il lavoro di debunking non si improvvisa e ha bisogno di un’impostazione culturale sull’accuratezza che in molte redazioni si è del tutto persa, e che molte direzioni di giornali non promuovono. Ma magari la classifica dei più letti di Le Monde insegna qualcosa (se non altro, che i lettori di Le Monde non sono del tutto diseducati).

Le foto false sugli attentati di Parigi

Sorgente: Due modi di trattare le bufale, e una scelta da fare – Wittgenstein

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