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Anziani a scuola – Di Riccardo Frattini

++ PENSIONI: INPS, EFFETTO FINESTRE, ASSEGNI 2011 -27,4% ++

Dal settimanale “Il Venerdì” di questa settimana, si legge un articolo dove spiega che gli anziani raddoppiano all’università. Non si tratta solo di università della terza età ma a Genova si è interessato del fenomeno anche il Rettore dell’università – quella ufficiale – dove ha riscontrato un incremento pari al doppio di età media ai 62 anni.

“Così – si legge nell’articolo – a Genova 1.087 anziani andranno a lezione nelle stesse aule dove studiano i ragazzi e a tenere le lezioni saranno gli stessi docenti che insegnano agli studenti”.

Oltre all’esperienza di Genova, accordi di collaborazione tra le università della terza età (Unite) e gli atenei si confrontano anche Milano e Udine  dove sperimentano anche convenzioni quinquennali per la formazione online degli adulti  coinvolgendo docenti dell’ateneo; queste le prime risultanze dell’accordo quadro siglato il 10 luglio 2014 tra Governo, Regioni, autonomie locale e sindacati per promuovere l’apprendimento permanente.

Il Governo finora – si legge nell’articolo – non ha messo un euro lasciando tutto all’iniziativa delle Regioni e delle Università. L’Italia non è al passo con l’Europa.

L’Italia non si ritrova al passo con l’Europa ma nemmeno per iniziative di carattere sociale. In particolare quando si tratta dell’istruzione. Le riforme riguardanti la scuola di ogni grado hanno proceduto sempre con lentezza e quasi mai hanno trovato l’assenso di studenti e insegnanti.

Il calo di iscrizioni nelle università da parte dei giovani negli ultimi anni sta aumentando e questo resta un dato preoccupante che non può essere sottovalutato. Anche in considerazione dei costi elevati per il loro mantenimento.

Questa iniziativa che vede gli anziani maggiormente stimolati all’apprendimento certo non può essere consolatoria rispetto al calo dei giovani ma dovrebbe comunque essere valutata dagli esperti con maggiore considerazione soprattutto se si pensa che nell’agosto del 2010, fu messo in crisi dalla legislatura del governo Berlusconi ma con la consapevolezza anche della controparte, l’intero sistema delle scuole serali comunali cancellandone in buona parte la loro integrità.

L’istruzione resta un diritto-dovere che riguarda tutti: l’adulto e l’anziano per progredire nelle proprie conoscenze  ma è in particolar modo fondamentale per i giovani per avere tutti gli strumenti per un futuro di migliore  gestione della propria vita e per tutto ciò che li riguarda nel loro avvenire.

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