Pages Navigation Menu

il contenitore dell'informazione e della controinformazione

Al Baobab c’è tutta l’ipocrisia di Alfano

Ha detto il ministro Alfano che «i controlli di polizia fatti questa mattina (ndr ieri) al centro di accoglienza Baobab testimoniano che la prevenzione e il controllo sono elementi di efficienza». La cosa è minimale ma interessante: dal punto di vista delle strategie politiche e mediatiche del nostro governo, intendo dire.Quattro blindati sono stati mandati questa mattina al Baobab, un’ex vetreria di Roma dove dalla scorsa primavera decine di volontari – molti dei quali apolitici, altri cattolici etc – offrono un rifugio provvisorio ai cosiddetti transitanti, cioè gli immigrati che non intendono restare in Italia ma sono in viaggio verso il nord Europa.

Svolgono un servizio non solo umano per i migranti ma anche di pubblica utilità per noi, evitando che queste persone vaghino per la città e dormano per strada, finché sono in Italia.

Il Baobab supplisce insomma a una lacuna dello Stato, delle istituzioni: che al Baobab non hanno dato un euro. Tutto lì si tiene in piedi grazie alle donazioni dei cittadini, che ogni giorno portano cibo, medicine e coperte. Qualche cosa è arrivato invece da padre Konrad, l’elemosiniere del Vaticano.

Per sei mesi, le istituzioni italiane non si sono fatte vive in alcun modo con il Baobab.

Lo hanno fatto per la prima volta questa mattina: per mandare dozzine di uomini armati e in tenuta mimetica, all’alba.

Dal punto di vista dell’efficacia antiterroristica l’operazione valeva zero. Infatti non hanno trovato nulla: nemmeno un coltello da cucina, un temperino, un Corano chiosato o un grammo di hasish. Zero.

Tra l’altro gli ospiti del Baobab sono in maggioranza non musulmani (se proprio vogliamo piegarci a ragionare in termini religiosi) ma cristiani copti, provenendo dal Corno d’Africa.

L’unica efficacia dell’azione di Alfano era quindi di tipo mediatico: tutelare la sicurezza percepita dei più facendo sapere sui media che lo Stato c’è e vigila, laddove ci sono concentrazioni di immigrati.

In altre parole, è stata una mossa puramente comunicativa e senza un fondamento oltre la comunicazione: quindi una presa per i fondelli degli italiani più ingenui per far credere che il ministero degli Interni abbia il controllo della situazione.

Uno spreco di energia e risorse a esclusivi fini di pubblicità, che ingenera e accresce la confusione tra migranti e terroristi.

Una confusione artatamente creata non per razzismo, ma perché se i due insiemi sono confusi, per far credere che si abbia sotto controllo i secondi basta far vedere che si tiene sotto controllo i primi.

Ricapitolando: le istituzioni italiane non c’erano quando dovevano fare il loro dovere nella gestione di un’emergenza sociale come l’arrivo a Roma di decine di migliaia di transitanti; hanno quindi ignorato i volontari che svolgevano una funzione di supplenza della loro insipienza; però si sono accorte dell’esistenza di questa supplenza – mandando i blindati – quando hanno ritenuto di poterla usare per mettere in piedi un artificio mediatico destinato a ingannare i cittadini.

Credo che un ministro più decente e meno ipocrita dovrebbe fare il contrario esatto, su tutto: dall’accoglienza al controllo antiterrorismo dei posti giusti, non di quelli sbagliati che però vengono buoni da mostrare in tivù.

E dovrebbe fare il contrario proprio nell’interesse di quella sicurezza dei cittadini che a parole sostiene di difendere.

_____
Sopra: una delle immagini del reportage fotografico sul Baobab realizzato da Francesco Pistilli il mese scorso per l’Espresso, uscito insieme al servizio scritto.

 

Sorgente: Al Baobab c’è tutta l’ipocrisia di Alfano – Piovono Rane – Blog – L’Espresso

Spread the love
  •  
  •   
  •   
  •   
  •   
  •  
  •  
468 ad
< >

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *