Raqqa: l’Isis chiude le cliniche ginecologiche – Il Journal

30 Ottobre 2015 0 Di macwalt

iljournal.today/ – Raqqa: l’Isis chiude le cliniche ginecologiche. Sono sempre di più le donne che vivono nei territori conquistati dall’Isis che hanno bisogno di cure mediche…

Non è la prima notizia che ci arriva dai ‘fuedi’ dello Stato Islamico che riguarda il maltrattamento delle donne,  il soffocamento delle loro libertà oltre che dei loro diritti.

A Raqqa, roccaforte dell’Isis in Siria ormai dal 2013, i miliziani hanno ordinato la chiusura di tutte le cliniche ginecologiche gestite da medici di sesso maschile. Un ennesimo provvedimento che va ad unirsi alle pratiche degli stupri arbitrari, dei matrimoni combinati con i soldati del Califfo, dei matrimoni con le spose bambine: una vera cultura di odio e maltrattamento della donna.

Secondo gli attivisti dell’Osservatorio siriano per i diritti umani con sede a Londra, a molti ginecologi è stato vietato di curare le pazienti e molti di essi sono stati persino minacciati di morte. Secondo il gruppo di giornalisti-attivisti per i diritti umani di Raqqa Raqqa is being slauthered silently, che quest’anno ha vinto il Premio alla Libertà di Stampa CPJ, il lavoro dei pochi ginecologi ancora attivi è confinato a pochissimi interventi, lasciando così molte donne bisognose di cure senza un aiuto, visto che sono pochissime le donne che esercitano il mestiere di medico.

Stessa situazione, nei territori occupati dal Califfo in Libia. Qui i medici devono affrontare un incredibile aumento di aborti spontanei e di malattie sessualmente trasmissibili tra le giovanissime donne, molte delle quali sono costrette ad unirsi ai combattenti dell’Isis.

Solo a febbraio scorso un think-tank che lotta contro il terrorismo islamico con sede a Londra, il Quilliam, ha diffuso una sorta di manifesto su “La donna nello Stato Islamico”. Tra le tante altre cose, nel manifesto c’è scritto che “è legittimo per una donna sposarsi all’età di 9 anni”.

Sorgente: Raqqa: l’Isis chiude le cliniche ginecologiche – Il Journal

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