Aggressione fascista a Firenze: i comunicati – Senza Soste

17 Giugno 2015 0 Di macwalt

senzasoste.it – Aggressione fascista a Firenze: i comunicati

IERI_OGGI_DOMANI_SEMPRE_PARTIGIANI__

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Stavolta non hanno contato sulla preponderanza numerica, come spesso fanno, ma sulla verde età dei loro bersagli. Ieri sera a Firenze alcuni giovanissimi, toscani e umbri, appena usciti da un incontro sul lavoro, organizzato dalla CGIL con Susanna Camusso, si sono trovati davanti un energumeno quarantenne che ha ferito una ragazza lanciandole un bicchiere e ha iniziato a picchiare altri ragazzi, contando sulla sorpresa. Immediatamente sono usciti altri cinque aggressori che si sono uniti al primo. Urlavano il solito repertorio, insultando i rossi e la Resistenza. Dopo il blitz sono scappati ma, mentre i ragazzi venivano curati all’Ospedale, la Digos identificava e fermava due dei presunti responsabili, di 21 e 24 anni, riconducibili a movimenti di destra.

Fa rabbia che questo grave fatto non abbia ricevuto la giusta considerazione mediatica, quasi che lo si voglia rubricare alla solita “rissa” tra estremisti. Del resto i media hanno considerato normale che Matteo Salvini si sia fatto scortare nella sua tournée a base di ruspe proprio da persone appartenente a formazioni politiche di area neofascista o, come preferiscono essere definiti, da “fascisti del terzo millennio”. Si è abbassata la soglia di tolleranza, il fascismo e le sue abominevoli pratiche sono completamente sdoganate. Cosa occorre ancora per svegliare dal torpore la brava gente? Un ragazzino di quattordici anni che perde la vita per un’aggressione da parte di un quarantenne skinhead? Per il fascismo non ci deve essere agibilità politica nell’Italia di oggi e, soprattutto, di domani. Istituzioni, forze politiche, media e cittadini: ognuno faccia il suo. Da parte nostra, la massima solidarietà ai ragazzi vittime dell’aggressione fascista.

Ivano Pozzi
Direttivo di Buongiorno Livorno

[Immagine di //www.flickr.com/photos/[email protected]/473375722/“>Pino, licenza CC BY-SA]

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INTERVENTO SULL’AGGRESSIONE FASCISTA DEGLI STUDENTI A FIRENZE 

ALBA Livorno apprende con indignazione quanto è avvenuto a Firenze domenica sera. E’ ancor più intollerabile che ciò accada nel 70 anniversario della Liberazione dal nazifascismo. Ma l’indignazione non basta. Occorre prendere atto che il sistema politico nazionale ha sottovalutato gli effetti perniciosi del lento oblio in cui ha lasciato che si annebbiassero i valori della Resistenza fondamento della Repubblica. Le interviste di studenti delle superiori, anche livornesi, passate nel corso della trasmissione Ballarò nel 2014 rivelano una sconcertante ignoranza della storia patria repubblicana. E’ ignoranza che è frutto anche della riforma Moratti che dal 2003 limita lo studio della Storia nella scuola elementare alle civiltà antiche fino ai Romani.

Nell’età più fertile per l’apprendimento si trascura colpevolmente di radicare i valori fondamentali della democrazia e dell’antifascismo ed oggi se ne raccolgono i frutti nefandi. Occorre ripristinare l’educazione al civismo, alla intercultura, alla storia risorgimentale e resistenziale se vogliamo garantire la tenuta democratica del popolo italiano che spinte alla xenofobia, all’intolleranza, alla competizione individualistica, basata esclusivamente sul denaro, sulla mercificazione di ogni valore, sul consumismo scellerato, trascinano in un vortice incivile di tutti contro tutti verso una nuova barbarie. Occorre un Rinascimento che passi attraverso la scuola, fin da quella primaria, e che si diffonda nel tessuto sociale ad ogni livello con investimenti che puntino a costruire il cittadino e la persona prima che il lavoratore. La Controriforma renziana della scuola va in direzione opposta e proprio per lottare contro di essa gli studenti aggrediti manifestavano domenica a Firenze. Non è dunque casuale quella vile aggressione.

Livorno 16 giugno 2015 

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L’ ANPI di Livorno esprime profondo sdegno e condanna per il vile attentato fascista compiuto da soggetti di Casa Pound a Firenze nei confronti di alcuni ragazzi livornesi della Rete degli studenti, che tornavano da una manifestazione della CGIL . Alla squallida simbologia delle teste rasate , delle svastiche e dei teschi , si è accompagnata la vigliaccheria tipica di questi figuri, che hanno preso di mira un piccolo gruppo di ragazzi e ragazze che tranquillamente andavano alla stazione e non si aspettavano certo di essere aggrediti nella civilissima Firenze. Questo episodio è il frutto del clima di odio e di violenza che si sta tentando di alimentare e che crea una miscela esplosiva in personalità psichicamente labili e culturalmente inesistenti, che cercano l’ affermazione di sé nei richiami ad un passato funesto di distruzione e di morte.

Siamo vicini ai nostri ragazzi e alle loro famiglie e confermiamo il nostro impegno quotidiano per la difesa della democrazia, della libertà e della pace, che sono le uniche e vere risposte ai drammi che ogni giorno gli uomini vivono.

ANPI – Comitato Provinciale Livorno

Livorno li.16/06/2015

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COMUNICATO SULL’AGGRESSIONE DEGLI STUDENTI DA PARTE DI FASCISTI AVVENUTA A FIRENZE

Come Sinistra Anticapitalista esprimiamo la massima solidarietà ai compagni e alle compagne della “rete degli Studenti”, fra questi anche giovani di 15 anni, che ieri sera sono stai aggrediti nel centro di Firenze.Quello che è accaduto è il segno che il fascismo in Italia sta rialzando la testa.Lega, Casapound, Forza Nuova, sono tutte formazioni politiche che fanno dell’odio razziale e contro le organizzazioni del movimento operaio il loro fondamento.E’ necessario quindi che l’antifascismo torni ad essere punto fondamentale della sinistra e un valore ed una pratica quotidiana, contro chi alimenta le spinte reazionarie e razziste come fanno i partiti della destra con Salvini in testa.Ma questo non può bastare: contro le paure dei ceti popolari e della piccola borghesia di fronte ai percoli di regressione sociale di fronte ad una crisi economica devastante, è necessario rilanciare le lotte per la difesa delle condizioni di vita e di lavoro di tutti e tutte, autoctoni e migranti, a partire dal rifiuto del Jobs Act e delle politiche di austerità del Governo Renzi e del PD.Riteniamo preoccupante che anche qui in Toscana partiti xenofobi come la Lega abbiano ottenuto ampi consensi alle ultime elezioni, per questo dobbiamo tornare nelle piazze, nei quartieri portando le nostre idee contro le menzogne della Lega e dei fascisti.

ANTIFASCISTI SEMPRE, SINISTRA ANTICAPITALISTA LIVORNO

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La federazione livornese del partito della Rifondazione Comunista esprime la propria solidarietà ai ragazzi che il 14 giugno, dopo aver partecipato ad uniniziativa sindacale a Firenze, sono stati vittime di unaggressione fascista.
E’ un evento che addolora ma purtroppo non stupisce: la presenza in diverse città toscane di sedi di movimenti che si richiamano al fascismo, una ideologia basata su violenza e sopraffazione, e la tolleranza nei loro confronti da parte delle istituzioni, non può che produrre questi frutti avvelenati. Di fronte allevidenza dellinsostenibilità globale del capitalismo, forse tra chi vuole mantenere lo status quo cè chi pensa che la presenza di gruppetti di picchiatori fascisti possa tornare utile per intralciare e minacciare chi vuole costruire un sistema basato su uguaglianza, solidarietà e giustizia sociale; da parte nostra non ci stancheremo mai di mettere in luce il ruolo di “utili idioti” del capitale svolto da fascisti e razzisti di ogni risma.

La segreteria della federazione livornese di Rifondazione Comunista

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SEL Livorno esprime una decisa condanna per il grave episodio di violenza e la massima solidarietà agli studenti, a Firenze per assistere alla conclusione delle “Giornate del lavoro”, aggrediti, insultati e picchiati e feriti da un gruppetto di militanti fascisti. Si tratta di un atto gravissimo che ferisce la coscienza e le tradizioni democratiche ed antifasciste della nostra Regione e che rappresenta un segnale importante di un clima di intolleranza che ci preoccupa notevolmente.
Quanto accade è frutto di una politica nazionale governativa di “disattenzione” verso lantifascismo inaugurata da Berlusconi attraverso la collusione con i neo fascisti , poi proseguita da gli altri governi con “riforme” con il Governo Renzi del PD come per esempio quella della scuola, che ignorano e così distruggono, lidentità storica e antifascista del nostro Paese.
SEL  augura pronta guarigione ai giovani aggrediti e chiede che con fermezza e al più presto siano individuati  e consegnati alla giustizia i responsabili della violenta aggressione fascista e che vengano attuate misure preventive al fine che tali episodi non debbano ripetersi.

Sinistra Ecologia Libertà Federazione Provinciale di Livorno

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Aggressione fascista in centro: il comunicato della Rete dei Collettivi Fiorentini

Poche sere fa, in pieno centro, un gruppo di ragazzi appartenenti alla rete degli studenti medi è stato aggredito da alcuni nostalgici del ventennio. I ragazzi si stavano dirigendo da Palazzo Vecchio, dove avevano assistito ad una conferenza, in Piazza Santissima Annunziata, quando da un bar cominciavano ad arrivare grida di offese e lanci di bicchieri. In men che non si dica, un gruppo di teste rasate, tutti uomini adulti, gli si avventava contro sottraendo ai ragazzi le loro bandiere e aggredendoli con le stesse.

Controprova della natura dell’aggressione, oltre a una svastica tatuata sul corpo di uno degli aggressori, sono elementi come alcune offese quali “merde rosse” o “il 68 è finito”. Si parla, ricordiamoci, degli stessi soggetti che hanno aperto nuove sedi nella nostra città negli ultimi tempi (http://www.inventati.org/…/la-questura-blinda-coverciano-p…/ & http://www.inventati.org/…/05/08/altra-sede-fascista-nel-q2/ ).

Sono gli stessi che hanno mandato in coma un compagno a Cremona in seguito ad un’aggressione al CSA Dordoni pochi mesi fa (http://www.infoaut.org/…/13707-aggressione-fascista-al-csa-…) , la stessa feccia che due anni fa proprio nella nostra città, con la codardia che li contraddistingue, aggrediva 8 contro 2, ragazzi riconosciuti come antifascisti, sempre in pieno centro davanti ad una polizia ignava se non complice (http://www.inventati.org/…/aggressione-neofascista-sabato-…/). Gli stessi che nelle loro schiere avevano Gianluca Casseri, autore della strage di piazza Dalmazia.

Però ricordiamoci che sono anche gli stessi che quando si presentano davanti alle scuole e, come di consuetudine vengono cacciati, sono difesi/ignorati da una parte di quegli studenti che per le “giornate del lavoro” sono scesi in piazza con la CGIL e si trovavano, appena prima dell’aggressione, ad assistere ad un’intervista a Susanna Camusso.
Come studenti antifascisti vogliamo esprimere la nostra totale solidarietà agli studenti aggrediti, ribadendo però quello che per noi è antifascismo: non una targa di cui fregiarsi un giorno l’anno, non un ricordare nostalgicamente e idealmente la resistenza; è una militanza quotidiana, un impegno concreto che non può emergere solo quando avvengono episodi di questo genere.

Dalle nostre scuole alle piazze alle strade, in ogni momento e con ogni mezzo necessario.

ANTIFASCISTI OGNI GIORNO

Rete dei Collettivi Fiorentini

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Aggressione fascista: alcune precisazioni su antifascismo e ipocrisie della sinistra

Mentre Susanna Camusso si faceva intervistare dal direttore del quotidiano di Confindustria Il Sole24Ore, quattro studenti tra i 15 e i 21 anni, militanti della Rete degli Studenti Medi e dell’Unione degli Universitari, venivano aggrediti in pieno centro da un gruppo di fascisti.

Non possiamo non esprimere piena solidarietà agli studenti vittime di questo ennesimo episodio di violenza squadrista nella nostra città, che non solo testimonia la vigliaccheria dei suoi autori ma, mai come in questo caso, evidenzia almeno due questioni politiche sulle quali, al netto di polemiche e strumentalizzazioni, è bene prendere chiaramente posizione.

1. L’antifascismo non si delega.
Questa aggressione, come le altre che l’hanno preceduta, è il risultato diretto della presenza di ben tre covi fascisti a Firenze: il sedicente “centro sociale di destra” Casaggì, la sede politica dei “fascisti del terzo millennio” di Casapound, camuffata da innocua libreria di quartiere e, infine, la sede del gruppo neonazista La Fenice, anch’essa mascherata da circolo culturale. 
Una presenza evidentemente più che tollerata dalle istituzioni – democraticamente impegnate a garantire il diritto di espressione anche a gruppi dichiaratamente fascisti – ma accettata anche da una certa “sinistra democratica” che ha abbandonato, ormai da tempo, il terreno dell’antifascismo. Emblematico è il commento di uno dei ragazzi aggrediti, stupito perché a Firenze «di solito queste cose non accadono», dimenticando forse che nel 2011, proprio nella nostra città, il militante di Casapound Gianluca Casseri sparava e uccideva Samb Modou e Diop Mor, ferendo altri due lavoratori senegalesi. Una strage ricca di interrogativi ancora irrisolti a causa del pronto insabbiamento dell’inchiesta giudiziaria e del rifiuto da parte delle autorità di riconoscere la chiara e diretta responsabilità politica di Casapound. Forse non ci accorgiamo che gesta di questo tenore sono all’ordine del giorno a Firenze come in tutta Italia. Probabilmente ce ne accorgeremmo, se solo si avesse il coraggio di guardare oltre le anguste mura di certezze illusorie dentro cui ci rinchiudono i media ufficiali. Si pensi, inoltre, a quanto accaduto il 9 maggio 2013 quando un gruppo di compagni fu aggredito in piazza della Repubblica dai partecipanti a un’iniziativa indetta sempre da Casapound.
Ai fascisti viene garantita protezione, impunità ed un’ampia agibilità politica; come è emerso dalle inchieste romane, questo avviene spesso oltrepassando anche i canoni, già disgustosi, del sodalizio meramente politico con le forze parlamentari, arrivando a creare un substrato mafioso – l’ormai famoso “mondo di sotto” – capace di ritagliarsi spazi di profitto pilotando gli appalti pubblici e orchestrando la gestione dei migranti/carne-da-macello in campagna elettorale, incassando cifre a parecchi zeri nei conti correnti grazie alla speculazione sull’accoglienza. La “sinistra” istituzionale si limita a vuote celebrazioni di facciata, asserragliandosi dietro la retorica degli opposti estremismi e della difesa della legalità pur di non prendere posizione, mentre alcuni suoi esponenti di spicco partecipano al luculliano banchetto a base di mazzette, favori e promesse. 
Invece, chi pensa alla lotta contro il fascismo come una pratica militante quotidiana, mobilitandosi concretamente per la chiusura dei loro covi, subisce la gogna della criminalizzazione, le denunce, i processi e le cariche della polizia. Non è un caso che proprio in occasione della contestazione da parte dei collettivi studenteschi autorganizzati all’ex magistrato Giancarlo Caselli – ospite di un’iniziativa elettorale di Udu-Sinistra Universitaria al Polo di Novoli – il Direttore della Scuola di Giurisprudenza prof. Paolo Cappellini abbia dichiarato che in democrazia anche il capo di Casapound deve avere la possibilità di esprimersi in un’aula universitaria (vedi:http://video.corrierefiorentino.corriere.it/caselli-novoli-proteste-bavagli/89ba9f8a-c801-11e4-b977-76e0ff11fc6e). Ecco, la violenza squadrista per le strade è anche responsabilità di chi intende tollerare gli intolleranti in virtù di un illuminismo del tutto fuori luogo. Noi non ascoltiamo questi cattivi maestri e crediamo che sia necessario negare con ogni mezzo necessario qualsiasi agibilità politica a chi predica violenza, razzismo e odio contro il diverso.

2. Antifascismo è anticapitalismo.
Il ruolo storico del fascismo, oggi come ieri, è quello di braccio armato della classe dominante. A maggior ragione in un contesto di crisi come quello attuale, concedere agibilità politica ai fascisti risulta particolarmente utile per aggredire i movimenti sociali e per depistare la rabbia delle classi popolari contro il falso nemico del lavoratore immigrato, trascinandole in una guerra tra poveri a tutto vantaggio delle politiche di macelleria sociale volute dai padroni. Pertanto, non è pensabile combattere il fascismo senza fare una netta scelta di campo anticapitalista. Ed è proprio su questo terreno che le contraddizioni, le ambiguità e i nodi della “sinistra” istituzionale vengono al pettine. Proprio mentre i suoi militanti di base subivano la vile aggressione, la Camusso strizzava l’occhio a Confindustria, mostrandosi disponibile a trattare un nuovo modello contrattuale basato sul famigerato “Modello Marchionne” (vedi:http://sindacatounaltracosa.org/2015/06/15/la-cgil-dice-si-a-squinzi/). Non bastavano i due precedenti Accordi di Rappresentanza, con cui le dirigenze dei sindacati confederali già avallavano nella sostanza tale modello, impedendo ai lavoratori di scegliere i propri rappresentanti sul posto di lavoro, limitando il diritto di sciopero ed emarginando il sindacalismo di base con la sua alternativa conflittuale. Non bastava la totale assenza di un’opposizione reale, nonostante le pressioni dal basso degli iscritti al sindacato, contro le riforme del lavoro e la macelleria sociale in questi lunghi anni di crisi, austerità, disoccupazione e precarizzazione. Né bastava, evidentemente, l’avallo sindacale della vergogna del contratto di lavoro gratuito ad Expo 2015.
Infine, come si può non ricollegare l’aggressione di domenica con un altro episodio di squadrismo ben più grave, avvenuto il 19 maggio, quando il picchetto dei facchini iscritti al S.I. Cobas, in sciopero davanti ai cancelli dell’SDA di Roma, è stato attaccato a colpi di spranghe, caschi e bottiglie da una squadraccia capeggiata da alcuni caporali e dirigenti aziendali, con la complicità delle forze di polizia presenti. La reazione dei dirigenti confederali (FILT-CGIL, FIT-CISL e UIL Trasporti) di giustificare l’accaduto, bollando come «atto squadrista» non l’aggressione a mano armata ma il picchetto degli iscritti ad un sindacato “rivale”, è paradossale solo in apparenza (vedi:http://clashcityworkers.org/documenti/analisi/2009-sda-roma-fascismo-sindacato.html).
Infatti, dopo decenni di concertazione, le burocrazie dei sindacati confederali hanno preferito barattare la difesa dei diritti del lavoro e dei propri iscritti con la gestione di sacche residue di potere burocratico, ritagliandosi un ruolo di cinghia di trasmissione delle politiche padronali. Non stupisce, allora, che gli ospiti d’onore delle “Giornate del Lavoro” fiorentine fossero personaggi del calibro di Oscar Farinetti e del ministro Poletti… Un altro passo in avanti verso la costruzione di un sindacato autoritario e neo-corporativo, che trova proprio nel ventennio fascista il suo precedente storico.

Appaiono, allora, sterili e vuoti gli accorati appelli a «mantenere alta la bandiera dell’antifascismo» da parte di chi, nei fatti, opera per dividere la classe lavoratrice e per avallare l’autoritarismo e il fascismo che avanza nei luoghi di lavoro, nelle istituzioni e nella società tutta. Al contrario, nel ribadire la nostra solidarietà agli studenti aggrediti domenica, così come a tutte le vittime della violenza squadrista, invitiamo tutti a mantenere alta la vigilanza su questi problemi, con la consapevolezza che per sconfiggere il fascismo è necessario lottare contro il sistema economico e sociale che lo ha generato.

COLLETTIVO POLITICO SCIENZE POLITICHE

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Atene è sola?

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Sorgente: Aggressione fascista a Firenze: i comunicati – Senza Soste

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