Il Pd. la sua mutazione genetica, l’arte di accettare tutto. Una storia vera (e un caso di scuola) – Alessandro Robecchi

10 Maggio 2015 0 Di luna_rossa

Ora un po’ di pazienza. Perché quella che racconto qui è tante cose insieme. E’ una polemichetta da social network (certo), ma anche una lezione su come vanno le cose e, per così dire, sullo stato della nazione. E’ un piccolo esempio di cosa è diventata la politica (uff) e la sinistra (ri-uff). Insomma, una cosa abbastanza istruttiva.

L’antefatto è semplice e noto. Da giorni si polemizza sulle liste del Pd alle elezioni regionali in Campania. Dico liste perché il Pd vanta di aver severamente verificato i suoi candidati (anche se candida presidente un candidato ineleggibile per la legge Severino, Vincenzo De Luca), ma nelle liste alleate e parallele è clamorosa l’infiltrazione di candidati che con Pd (la sinistra in generale, la voglia di pulizia dei suoi elettori e qualche valore non negoziabile) non c’entrano nulla. E’ il caso di un fascista conclamato nostalgico di Mussolini non pentito e omofobo dichiarato (“Io i gay li schifo”) che si chiama Carlo Aveta. Oppure di una signora che promette il condono sul bollo auto (alla faccia della legalità), tale Gina Fusco, anche se il caso più grave riguarda i molti “cosentiniani” alla ricerca di un seggio, alcuni addirittura in odore di camorra. Un allarme che ha suscitato anche una clamorosa (ma inspiegabilmente tenuta sotto traccia dai media) dichiarazione di Roberto Saviano, uno che di Campania e camorra se ne intende, che ha rilasciato una lunga intervista all’Huffington Post con parole come pietre: “La lotta alla mafia non è una priorità del governo Renzi”

viaALESSANDRO ROBECCHI – Il Pd. la sua mutazione genetica, l’arte di accettare tutto. Una storia vera (e un caso di scuola) » LA PAGINA DEI BLOG – MicroMega.

Spread the love
  •  
  •   
  •   
  •   
  •  
  •