Torino: Amianto anche nelle aule di Palazzo Nuovo – La Stampa

24 Aprile 2015 0 Di luna_rossa

La relazione dell’Asl: non valutati i rischi, ma non era necessario chiudere tutto

Lezioni sospese: da una settimana Palazzo Nuovo è chiuso e le lezioni sono sospese, da lunedì riprenderanno ma gli studenti saranno dirottati in altre sedi

24/04/2015

fabrizio assandri, andrea rossi

torino

«Si rileva la totale assenza di valutazione dei rischi da amianto nei materiali presenti nelle pavimentazioni viniliche, nei mastici dei serramenti, nel coibente cementizio di alcune travature e in altri manufatti». Poche righe e un aggettivo – «totale» -, un macigno che sembra inchiodare l’Università.

La relazione che gli ispettori del Servizio prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro hanno depositato alla procura è un concentrato di tutto quel che non ha funzionato negli ultimi anni: analisi commissionate ma poi ignorate, obblighi di legge non rispettati, decisioni che suonano azzardate. L’ultima è di una settimana fa: l’Asl impone la chiusura di tre scale e di alcuni locali, il sostituto procuratore Raffaele Guariniello mette sotto indagine il rettore Ajani, il quale decide di blindare l’intero palazzo. Nel documento, che l’Asl ha trasmesso anche all’ateneo, non viene mai evocata la necessità di vietare l’accesso a Palazzo Nuovo. Viene invece evocata una lunga catena di omissioni, che ha indotto Guariniello a contestare altri due reati ad Ajani, già indagato per omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro: la violazione degli articoli 249 e 251 del Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro. Il rettore, come datore di lavoro, sarebbe venuto meno a due obblighi: la valutazione del rischio e l’adozione di misure di prevenzione e protezione. Per ciascuna infrazione è prevista una multa tra 2 e 7 mila euro.

Due mesi per i lavori

Entro venti giorni l’ateneo dovrà adeguare il documento per la valutazione del rischio derivante dalla polvere d’amianto. Entro sessanta, invece, deve mettersi in regola, eliminando le fibre pericolose dalle zone indicate dall’Asl. Se due mesi non fossero sufficienti, potrà concordare una proroga.

L’Università dovrà mettere in sicurezza – e vietarne l’accesso, finché le bonifiche non saranno completate – le tre scale che collegano i sei piani e quella che scende al Dams, dove la pavimentazione ha amianto in cattivo stato; due uffici di docenti al quarto piano, due al quinto e uno al sesto dove è stato trovato materiale con mastice negli impianti di condizionamento; una quindicina di magazzini e i laboratori di informatica del piano interrato. Ma, soprattutto, le aule dove si fa lezione: amianto sotto una fila di sedie in una e nella pavimentazione di tre grandi aule. Tutte al primo piano.

L’indagine si estende

In questi locali ci sono tracce di crisotilo e crocidolite: amianto bianco e amianto blu, pericolosissimi entrambi. Il guaio è che queste fibre erano già state trovate nel 2013 dal Servizio di Tossicologia ed epidemiologia industriale dell’Università. Di fronte a quel documento l’ateneo, se ha agito, l’ha fatto senza informare l’autorità giudiziaria come invece avrebbe dovuto. Ecco spiegata l’indagine a carico di Ajani, che potrebbe estendersi nei prossimi giorni ad altri funzionari (o ex funzionari) dell’ateneo: è vero che il rettore, in quanto datore di lavoro, ha l’obbligo «non delegabile» di valutare tutti i rischi, ma in questa funzione è assistito da un Responsabile del servizio di prevenzione e protezione e da un medico. L’inchiesta coordinata da Guariniello, attraverso l’esame dei documenti sequestrati (mail comprese), dovrà verificare se queste figure – e anche i dirigenti attuali e passati dell’Area tecnica – hanno responsabilità. Senza contare gli eventuali ritardi nelle comunicazioni all’Asl da parte dell’Arpa e la gestione delle bonifiche eseguite non proprio a regola d’arte. A gettare una luce sinistra sulla gestione dell’amianto a Palazzo Nuovo sono infatti, paradossalmente, anche i lavori fatti in alcuni punti del pavimento: secondo l’Asl si è trattato solo di rattoppi, in ogni caso incompleti e pericolosi dato che chi li eseguiva non aveva un quadro preciso della situazione. L’Asl avrebbe potuto monitorarli se l’Università, come prevede la legge, l’avesse informata.

viaAmianto anche nelle aule di Palazzo Nuovo – La Stampa.

Spread the love
  •  
  •   
  •   
  •   
  •  
  •