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Inchiesta per disastro ambientale l’llva vuole il patteggiamento Chiesto il permesso al Ministero | La Gazzetta del Mezzogiorno.it

TARANTO – L’Ilva in amministrazione straordinaria riconosce le colpe dei Riva e chiede al Ministero dello Sviluppo Economico il permesso per patteggiare la pena. La decisione, per nulla scontata, è stata comunicata dai legali dell’azienda, gli avvocati Filippo Sgubbi e Angelo Loreto, nel corso dell’udienza preliminare legata all’inchiesta sul disastro ambientale provocato dal Siderurgico.

In caso di via libera da parte del ministro Federica Guidi, i legali nominati dai commissari governativi (che hanno ottenuto il rinvio della discussione) potranno concordare con i pubblici ministeri l’entità della sanzione amministrativa e pecuniaria da proporre al gup Vilma Gilli.

L’Ilva in amministrazione straordinaria è una delle tre società (escluse peraltro dalla responsabilità civile) imputate ai sensi della legge 231 del 2001 che disciplina, e punisce, la responsabilità delle imprese. Le altre due sono Riva Forni elettrici (il cui legale ha discusso oggi) e Riva Fire. Secondo il leader dei Verdi Angelo Bonelli la richiesta di patteggiamento dell’Ilva “può essere considerata una vittoria nel processo Ambiente Svenduto perchè presuppone un’ammissione di colpevolezza” ma “rappresenta un’astuta mossa tattica per consentire allo Stato di acquisire lo stabilimento senza incorrere in eventuali procedure per aiuti di Stato da parte dell’Unione europea”.

Intanto, il sostituto procuratore Mariano Buccoliero ha chiesto la condanna a otto anni di reclusione (con attenuanti generiche prevalenti) per Roberto Primerano, funzionario di Arpa Puglia, già consulente della Procura, accusato di falso ideologico, concorso in disastro doloso e avvelenamento di acque o sostanze alimentari, che viene giudicato con il rito abbreviato. Subito dopo la requisitoria hanno discusso i due legali dell’imputato, gli avvocati Michele Laforgia e Antonio Raffo.

Il gup Gilli ha acquisito, su richiesta della Procura, la trascrizione integrale di una intercettazione ambientale che riguarda l’ex presidente della Provincia di Taranto Gianni Florido (Pd), accusato di concussione, in concorso con l’ex assessore provinciale all’Ambiente Michele Conserva, per aver fatto pressioni su due dirigenti per facilitare il rilascio dell’autorizzazione di una discarica per rifiuti speciali nell’ Ilva.

Nel pomeriggio hanno discusso gli avvocati Michele Rossetti e Laura Palomba per Conserva, il legale dell’ex assessore regionale alle Politiche giovanili e parlamentare di Sel Nicola Fratoianni (favoreggiamento personale in relazione al presidente della Regione Nichi Vendola), e l’avv. Vincenzo Vozza per l’ex direttore dello stabilimento di Taranto Luigi Capogrosso e per il capo reparto Ima Giuseppe Di Noi.

La prossima udienza, fissata per martedì 28, sarà in parte dedicata ai giudizi abbreviati. E’ attesa anche l’arringa dei difensori dell’ex consulente della procura Lorenzo Liberti e dell’ex amministratore dell’Ilva Nicola Riva, uno dei vertici del gruppo accusato di disastro ambientale. Lo stesso reato per il quale ora i tre commissari straordinari Gnudi, Carruba e Laghi vogliono patteggiare.

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