Riforma della giustizia 2014: testo e cosa prevede [FOTO] | NanoPress

25 Febbraio 2015 0 Di macwalt

nanopress.it – Riforma della giustizia 2014: testo e cosa prevede –   Lorena Cacace

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I 12 Punti della Riforma della Giustizia

La riforma della giustizia è legge. Il testo finale approvato

Non si può più rinviare la riforma della giustizia. Giorgio Napolitano chiede alla politica di accelerare sulle modifiche da apportare al sistema giudiziario italiano e lo fa in occasione della cerimonia di inaugurazione del nuovo Csm, completato dopo la lunga elezione dei due membri laici da parte del Parlamento. “La riforma della giustizia non è più rinviabile”, dice il Capo dello Stato perché i tempo sono “difficili e delicati”: per far ripartire l’economia del Paese è fondamentale che il Parlamento restituisca “efficienza ad una macchina giudiziaria lenta e caotica, il cui funzionamento è largamente insoddisfacente”. Solo così si potranno dar vita a investimenti, pubblici e privati, sia italiani che stranieri, perché la giustizia è “un nodo essenziale da sciogliere per ridare dinamismo e competitività all’economia italiana”.

Al centro dei provvedimenti allo studio del governo c’è la giustizia civile, “che civile non è“, come dichiarato dallo stesso Orlando. In un’intervista al Sole 24 Ore, il Guardasigilli detta le tappe della riforma. “Giustizia ed economia, il primo step: soluzione dell’arretrato e specializzazione dei tribunali per arrivare, gradualmente, alla riforma del processo. Poi, la questione “ordinamentale“, con Csm, responsabilità dei magistrati, giudici onorari, personale amministrativo. “Infine la parte relativa al processo penale”, chiarisce.

raccolta di articoli sulla riforma della giustizia.
I punti della riforma della giustizia

Responsabilità civile

Il primo passaggio sarà quello della giustizia civile, perché, oltre a “una forte determinazione politica”, c’è prima “la consapevolezza che molti di questi problemi bloccano l’economia e mettono in pericolo la tenuta del Paese”. L’assenza della giustizia civile, la lentezza che blocca il sistema produttivo, è, dice il ministro, “una tara non più sopportabile dal Paese, un sistema costoso e non produttivo di risultati diventato insostenibile. Che dà problemi di competitività e di affidabilità internazionale e di gestione delle controversie tra privati”. In mancanza di un assetto civile corretto, “si offre alla criminalità organizzata la possibilità di offrire una ‘giustizia’ sostitutiva, una sorta di ordine alternativo. Più ancora che di una scelta politica, parlerei di una necessità irrinunciabile. Per anni sono state seguite priorità distorte”, rincara Orlando. “Il civile è il luogo dove è avvenuto il collasso, nel sostanziale disinteresse della politica e dei media”.

Questi i punti al vaglio del governo per la riforma della giustizia:
Tempi ridotti per il processo civile. Al momento, sono circa 1.200 i giorni necessari per una sentenza esecutiva: il governo punta a ridurle a un anno.

Ridurre i procedimenti arretrati. La mole dei procedimenti attualmente in corso (5 milioni) va ridotta sensibilmente, in primo luogo senza creare altri “tappi”, continuando la politica di velocizzazione (dal 2009 al 2013 – 700mila). Il carico di processi rallenta tutto il sistema: per cambiare serve migliorare l’efficienza per accelerare ogni tappa.

Più tribunali specializzati. L’idea è quella quindi di rimettere mano ai tribunali specializzati che hanno avuto un bilancio ancora a metà, ma la strada da seguire rimarrà la stessa, con un rafforzamenti degli stessi: si pensa alla creazione di tribunali di famiglia e di diritti della persona al posto dei tribunali di famiglia, e tribunali per le imprese.

Meno politica interna per le toghe. L’obiettivo è chiaro ed è quello di limitare il peso delle correnti politiche all’interno del Csm, che entrano in funzione quando si assegnano incarichi direttivi strategici.
Separazione nomina-disciplinare. Il Csm dovrà scindere le due competenze, separando la funzione di nomina da quella disciplinare.

Responsabilità dei magistrati. Meno protezione per i magistrati che sbagliano con errori solo colpevoli: allo studio il sistema che alzi la rivalsa dello Stato, unico a pagare il risarcimento, sullo stipendio del magistrato e una maggiore facilità di portare a giudizio le toghe che sbagliano.

Illeciti disciplinari uguali per tutti. Gli stessi provvedimenti disciplinari saranno estese a Tar, Consiglio di Stato e Corte dei Conti, come già per il civile e il penale.

Reati economico-finanziari. Verrano aumentati i reati dei “colletti bianchi”, riportando il penale societario, creando leggi ad hoc per il reato di autoriciclaggio, più gravi le pene per il falso in bilancio e per l’associazioni mafiosa, concussione e corruzione ampliata.

Penale internazionale. Per il procedimento penale l’obiettivo è di coordinarlo con le norme internazionali, per il riconoscimento delle sentenze e le estradizioni.

Intercettazioni. Si potranno pubblicare solo quelle degli indagati, andando a coniugare il diritto della privacy di chi non è coinvolto nel reato ma viene intercettato, con la necessità delle operazioni di polizia.

Nuova geografia. Maggiore efficienza: è la linea guida per la riforma materiale del governo che punta ad adeguare i vecchi distretti giudiziari alla realtà, sia per numero che per territorio.

Informatizzazione. Tutte le comunicazioni, civili e penali, dovranno trasmigrare sull’online, eliminando pile di carta che, oltre che ingombranti, costano milioni alla macchina della giustizia.

Dipendenti. Si sblocca il turn over e si dà il via libera alla mobilità. L’organico è ancora carente, circa 8mila unità in meno: da qui la necessità di sbloccare le assunzioni a fronte di una migliore organizzazione ed efficienza degli uffici.

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