GLI ATTIVISTI AMERICANI ALL’UE: NON DIVORATE PIU’ LE NOSTRE FORESTE – nelcuore.org

22 Febbraio 2015 0 Di ammiano marcellino

GLI ATTIVISTI AMERICANI ALL’UE: NON DIVORATE PIU’ LE NOSTRE FORESTE – nelcuore.org.

Il nuovo Eldorado del legname a buon mercato da cui arriva il pellet che alimenta stufe e impianti di energia elettrica nell’Unione europea sono gli Stati Uniti. L’Italia si piazza nella top 5 dei principali importatori del pellet di legno “made in Usa”, e il mercato numero uno europeo per l’uso domestico. La notizia – rivela l’Ansa – arriva da gruppi di attivisti statunitensi, volati a Bruxelles con 50mila firme per fare pressing sull’esecutivo Ue, “colpevole” di aver obbligato gli europei all’uso delle biomasse per raggiungere il target di consumo del 20% di rinnovabili nel 2020. “L’Unione europea sta divorando le nostre foreste, in Virginia, North e South Carolina, Mississippi e Louisiana”, racconta Adam Macon, direttore della campagna di Dogwood Alliance, l’organizzazione per la difesa e la gestione sostenibile delle foreste nel Sud degli Stati Uniti, “le più ricche di biodiversità del Paese”. “L’export di pellet di legno dagli Usa – spiega Macon – è quasi raddoppiato l’anno scorso e le stime dicono che il volume quadruplicherà nel giro di due anni”.
Il grande problema, che rende difficile anche una stima precisa della superficie dove sono stati tagliati gli alberi, è che “le foreste sono di proprietà privata e si trovano in Stati dove non esiste una regolamentazione per una loro gestione sostenibile, come l’obbligo di ripiantare gli alberi tagliati”, spiega Derb Carter, avvocato del Southern environmental law center in North Carolina. Sul fronte delle rinnovabili, “gli Usa si sono orientati su fonti alternative e sul solare – aggiunge Carter – quindi questo mercato è totalmente guidato dall’export verso l’Ue”. A differenza del legname di pino destinato all’industria di mobili e design, quello per il pellet “ha un prezzo veramente competitivo: fra i 5 e i 7 dollari per tonnellata”, afferma Scot Quaranda di Dogwood Alliance. Il 59% dell’export Usa nel 2013 è andato in Gran Bretagna, dopo seguono Belgio, Danimarca, Olanda e Italia. Secondo le stime dell’Aiel, l’associazione che rappresenta gli operatori del settore biomasse, l’Italia, che per il pellet dipende per l’80% dall’import, soprattutto dall’Unione europea, ha visto una rapida escalation degli arrivi extra-Ue e vedrà “in un prossimo futuro il Nord America diventare il principale fornitore”. A livello di emissioni di carbonio, “c’è un crescente consenso sul fatto che bruciare alberi invece di carburanti fossili non dà benefici ed è decisamente inefficiente rispetto al carbone per produrre elettricità”, aggiunge Sasha Stashwick, del Natural Resource Defense Council. La richiesta all’Ue, quindi, non è certo quella di bruciare carbone invece di legname, quanto di “vietare l’import di alberi e porre dei limiti all’uso delle biomasse, sfruttando piuttosto residui delle produzioni agricole o del ciclo dei rifiuti”, spiega Sini Erajaa, policy officer sulle bioenergie dell’European environmental bureau (Eeb).

Spread the love
  •  
  •   
  •   
  •   
  •  
  •