Verso il Quirinale/ Draghi si chiama fuori dal ‘toto Colle’ – Politica – ANSA.it

2 Gennaio 2015 0 Di luna_rossa

Forza Italia vuole stare in partita, ma chiede la pacificazione

“Non voglio essere un politico”: Si chiama fuori dal totoquirinale Mario Draghi. Dopo Romano Prodi, ora è il presidente della Bce a dirsi indisponibile per il Colle più alto, spiegando al quotidiano tedesco Handelsblatt che resterà alla Banca centrale europea fino al 2019. Ma chi ha consuetudine con le liturgie della politica sa bene che un esibito disinteresse non basta. Così come, da qui alla convocazione dei grandi elettori a fine gennaio, tutti diranno di non voler fare nomi e di non voler porre veti, ma è certo che il prossimo mese non sarà dedicato che a questo.

I punti cardinali della partita già in corso sono: il premier Matteo Renzi cercherà un’intesa tra i 460 parlamentari Pd, il nome o la rosa dei nomi verranno sottoposti agli alleati di governo e quindi si cercherà una “maggioranza ampia” nel dialogo con Forza Italia e con gli esponenti M5s (l’apertura ai grillini, nelle intenzioni del premier, non è un ‘piano B’ ma un metodo per convergere su un nome dal consenso il più possibile vasto).
Ovvio che, al di là delle dichiarate intenzioni di aprire il dossier solo dopo metà gennaio – quando Napolitano si sarà ufficialmente dimesso – le trattative tra forze politiche sono ampiamente in corso e hanno come tasselli non solo la corsa al Quirinale ma anche l’intesa su legge elettorale (in Aula a Palazzo Madama il 7 gennaio) e riforma costituzionale del Senato e del Titolo V (in Aula a Montecitorio l’8 gennaio).


Silvio Berlusconi, con i 130 grandi elettori di Fi (40 voti sono però della minoranza fittiana) vuole rimanere al centro del processo delle scelte. Per questo – che sia confermato o meno l’incontro con Renzi subito dopo la Befana per stringere i bulloni del Patto del Nazareno – il Cavaliere rimane ancora in silenzio dopo il discorso di fine anno di Giorgio Napolitano. A Gianni Letta è toccata nella notte di San Silvestro la rituale telefonata di complimenti al Colle, mentre ‘pasdaran’ del calibro di Brunetta e Santanchè continuano ancora oggi a denunciare il Capo dello Stato uscente per aver “sospeso la democrazia, puntando a distruggere il centrodestra ed il suo leader Berlusconi”. Ai blocchi di partenza della corsa al Colle Fi si presenta tuttavia chiedendo a più voci la “pacificazione”, con un nuovo Presidente che ponga fine alla vicenda giudiziaria che ha colpito il suo leader “per colpa di una magistratura politicizzata”.

 

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