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Ricattano banca svizzera per 10 mila euro e diffondono i dati di 30 mila clienti – Repubblica.it

LUGANO – I dati di 30 mila clienti della Banque Cantonale de Genève sono stati piratati e messi online da un gruppo di hackers che si presentano sotto la sigla “Rex mundi”. L’operazione è l’epilogo di un ricatto, di cui é stata oggetto la banca: “Vogliamo 10 mila euro entro venerdì 9 gennaio, altrimenti entriamo nel vostro sistema informatico”, la minaccia con cui, a inizio settimana, gli hackers si erano fatti vivi con la Banque Cantonale de Genève.

Da rilevare che questo gruppo di pirati informatici ha già colpito, a più riprese in Belgio. Vittime delle sue azioni la banca Dexia, una quindicina di imprese e la catena di pizze Domino’s. La Banque Cantonale de Genève si è rifiutata di sottostare al ricatto e, puntualmente, ieri sera, scaduto l’ultimatum di “Rex Mundi”, le email, i numeri di telefono e gli estratti conto di 30 mila clienti sono diventati di dominio pubblico.

“Perché ve la siete presa con questa banca”, è riuscito a chiedere, via Twitter, un giornalista del quotidiano Tribune de Genève, a uno degli hackers. “Perché hanno un sistema informatico debole e, soprattutto, sono pieni di soldi”, l’eloquente risposta.

L’istituto di credito ginevrino minimizza la portata dell’attacco informatico, rassicurando la clientela sul fatto che “non c’è stata sottrazione di denaro dai conti”. Il danno d’immagine, tuttavia, per il sistema bancario elvetico, considerando l’aria che tira e con una parte della clientela estera che ha il terrore del fisco del proprio Paese, non è indifferente.

“Se dei dati sono stati violati ciò significa che il sistema non è sufficientemente sicuro”, rileva Len Lavens, un esperto belga di cyber-sicurezza, che conosce il modus operandi degli hackers di “Rex mundi”. “Ci vuole la massima prudenza, perché i dati bancari possono essere consultati da terze persone non autorizzate”, mette in guardia, eloquentemente, dal canto suo il gigante bancario elvetico, Ubs.

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