Come i servizi segreti dell’Isis hanno salvato al Baghdadi – Il Journal

15 Novembre 2014 0 Di luna_rossa

iljournal.it – La risposta dei jihadisti alle voci sulla morte dell’autoproclamato Califfo. Ecco come l’intelligence islamista ‘risponde’ agli 007 americani.

Abu Bakr Al Baghdadi è vivo e comanda ancora l’Isis. L’autoproclamato Califfo Ibrahim, infatti, ha diffuso un messaggio audio per smentire le voci che lo davano per morto. Le sue parole sono state incentrate sulla necessità di proseguire il jihad fino a che non sarà conquistata la città di Roma, simbolo della cristianità.

Al netto delle affermazioni, che non contengono alcuna novità nei contenuti, è fondamentale annotare che l’organizzazione islamista ha ostentato la capacità di salvaguardare la vita del proprio leader. Peraltro tutto questo rumore potrebbe rientrare anche in una più ampia strategia di comunicazione.

Come funzionano i servizi servizi segreti dell’Isis

L’Isis si è dotato di una struttura paragonabile ai servizi segreti occidentali. Il Daily Beast ha chiesto ad alcuni esperti di intelligence come i miliziani riescano a sfuggire agli 007 statunitensi. Il sedicente Stato islamico ha modificato i suoi modelli di comunicazione: il gruppo è consapevole di essere costantemente sorvegliato. L’operazione, che voleva eliminare i vertici dell’organizzazione terroristica, è perciò fallita a causa delle informazioni non precise date ai piloti dei caccia statunitensi.

“Il giorno più semplice della campagna aerea contro l’Isis è stato il primo giorno. Passato il primo giorno, i membri del gruppo si sono dispersi tra la popolazione civile. Hanno smesso di comunicare con le radio ad alta potenza e con i telefoni cellulari, iniziando uno spostamento frammentato”, ha affermato Christopher Harmer, analista dell’Istituto degli Studi sulla guerra.

Un altro aspetto rilevante è la cifratura delle comunicazioni, difficili da decodificare anche per il personale più esperto dell’intelligence americana. Un segnale che i ‘servizi segreti’ di al Baghdadi hanno acquisito ampie competenze, probabilmente negli anni della guerra in Iraq.

La mancanza di truppe contro l’Isis

L’Isis, al momento, gode di un altro prezioso vantaggio: nelle zone conquistate tra Siria e Iraq, controlla ogni angolo del territorio non avendo alcuna struttura di opposizione. In questo caso si avverte la mancanza di truppe di terra contro i miliziani dell’autoproclamato Califfo: “Quando ci sono delle forze sul terreno, sei in una posizione migliore per approfittare delle comunicazioni”, ha evidenziato un ex funzionario dell’amministrazione di Washington, interpellato dal Daily Beast.

Secondo questa fonte, nel 2007 sono state possibili gli attacchi che hanno eliminato i leader di Al Qaeda in Iraq. Ma ora la situazione è molto diversa.

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