Nuove rilevazioni dai documenti declassificati dell’Archivio Nazionale statunitense: gli USA intendevano attaccare l’isola di Cuba – International Business Times

3 Ottobre 2014 0 Di macwalt

it.ibtimes.com – Nuove rilevazioni dai documenti declassificati dell’Archivio Nazionale statunitense: gli USA intendevano attaccare l’isola di Cuba – Di Stefano Consiglio

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Stando a quanto si legge in documenti segreti americani, declassificati su decisione dell’Archivio Nazionale, durante gli anni della guerra fredda gli Stati Uniti stavano preparando un attacco contro l’isola di Cuba. La crisi missilistica, verificatasi tra il 15 e il 28 ottobre 1962, fu sul punto di lanciare il mondo in una terza guerra mondiale, in cui l’uso di armi atomiche avrebbe arrecato danni incalcolabili sia in termini di vite umane sia considerando le conseguenze ambientali di un conflitto nucleare.

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Nonostante questo sia il più noto episodio che ha coinvolto gli Stati Uniti e l’isola di Cuba, non fu il possesso di armi atomiche da parte dei ribelli cubani a indurre l’allora Segretario di Stato americano, Henry Kissinger, a preparare un attacco contro Fidel Casto. Fu la politica militare intrapresa in Africa dal leader cubano, infatti, che spinse Kissinger a suggerire al Presidente degli Stati Uniti di adottare misure volte a dimostrare a Cuba la potenza americana. Nel 1975 l’esercito cubano venne inviato da Fidel Casto in Angola per supportare il Movimento per la Liberazione, un gruppo caratterizzato da un’ideologia marxista-leninista che si batteva per il controllo della regione. Nel frattempo il Sud-Africa, con il supporto del Governo americano, sosteneva gli altri due gruppi in lotta per il potere.

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I documenti contenenti la posizione assunta da Kissinger a seguito dell’invasione dell’Angola da parte di Cuba, sono stati declassificati a seguito di una decisione dell’Archivio Nazionale che mercoledì 1 ottobre li ha pubblicati on-line. Diverse volte l’ex Segretario di Stato ha spinto il Presidente degli Stati Uniti ad adottare una politica più aggressiva nei confronti di Cuba. Nel corso di un meeting tenutosi nella Stanza Ovale il 15 marzo 1976 Kissinger avrebbe detto al Presidente Gerald Ford che: “Anche gli iraniani sono preoccupati a causa dell’intervento cubano. Dovremmo umiliarli. Se il loro attacco si sposta in Namibia o in Rodesia io sarei favorevole all’idea di massacrarli”. Il 24 marzo dello stesso anno Kissinger convocò una riunione di emergenza per discutere della situazione cubana. Fu in quell’occasione che il Segretario di Stato pianificò un attacco contro Cuba, la cui entità sarebbe stata variabile a seconda delle circostanze. L’idea iniziale era quella di bloccare le navi militari cubane onde impedirgli di trasportare nuovi soldati in Africa. Kissinger, tuttavia, non escludeva massicci bombardamenti aerei contro i porti e le basi militari cubane, con una possibile azione congiunta anche contro la Russia se fosse intervenuta in difesa di Cuba.

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Questi recenti documenti, che sono stati utilizzati dal professor William M. LeoGrande per la stesura del suo nuovo libro, “Back Channel to Cuba”, mostrano un altro pezzo della storia della guerra fredda, un periodo caratterizzato da continue minacce più che da scontri veri e propri, almeno per quanto riguarda le superpotenze. Le parole di Kissinger, tuttavia, sono una chiara evidenza che in più di un’occasione, e non solo durante la crisi missilistica del ’62, il mondo fu sull’orlo di una nuova guerra mondiale.

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Nuove rilevazioni dai documenti declassificati dell’Archivio Nazionale statunitense: gli USA intendevano attaccare l’isola di Cuba – International Business Times.

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