La storia del pluralismo | Wittgenstein

23 Ottobre 2014 0 Di macwalt

wittgenstein.it – La storia del pluralismo – di

.

Pluralismo politico -imago dal web

.

In Italia non c’è e non c’è mai stato dal fascismo in poi un problema di pluralismo dell’informazione. Meno che mai ai tempi di internet. C’è da tempo, e ogni giorno di più, un ignorato problema di qualità dell’informazione: perché riempiendo il dibattito di allarmi sul pluralismo – un termine scelto sapientemente per legittimare il senso di qualunque tipo di informazione, anche la più scadente e inaffidabile – chi fa i giornali, chi li difende, ordine professionale e associazioni sindacali, organizzazioni in difesa di, e infine lettori stessi, hanno rimosso completamente il tema della qualità. Schiantato, lasciato a Beppe Grillo: come avvenne coi problemi della Giustizia, lasciati a Berlusconi: e le reazioni a sinistra sono infatti le stesse, come sono le stesse le difese corporative che rimuovono ogni problema e nobilitano sentenze sbagliate e giornali mediocri a baluardi della democrazia.

.

Ogni giornale, ogni prodotto di informazione, è presentato come buono in quanto è: questo è il pluralismo italiano. Ma che mancassero le presunte “voci”, non è mai successo: è successo invece che abbiano prevalso voci che urlavano, dicevano balle e parlavano di scemenze, su quelle che raccontavano, verificavano quello che dicevano e parlavano di cose utili a capire il mondo e noi stessi. Ed è successo che questa prevalenza sia entrata e sia stata accolta quasi ovunque, e abbia vinto, malgrado isolate sacche di buon lavoro compiuto da giornalisti i cui articoli vengono però plagiati dagli stessi linguaggi assurdi e inclinazioni sensazionalistiche: ha vinto perché da anni le reti televisive di Berlusconi, i più letti quotidiani “di sinistra” e il blog di Beppe Grillo – per fare degli esempi di presunta offerta plurale – fanno lo stesso tipo di informazione, con identici linguaggi e obiettivi, e letteralmente “incredibile”.

.

Quindi, proporrei di eliminare questa ipocrisia della necessità di pluralismo, fino a che lo si intende pluralismo politico o di contenuti: non sono altre opinioni diverse che servono, ma opinioni formulate e costruite diversamente. Il pluralismo che serve è quello per cui accanto a moltissima informazione sciatta, irrilevante ed egocentrica ci sia anche un’offerta differente, in cui allarmismo, titolismo e ricerca di un ruolo e di un posto in classifica non siano i criteri prioritari con cui rivolgersi ai lettori.

.

Appunti per un quotidiano da fare

.

Notizie che non lo erano

.

Blèroblèroblèro…

.

La storia del pluralismo | Wittgenstein.

Spread the love
  •  
  •   
  •   
  •   
  •  
  •