La forza di Renzi nella debolezza delle opposizioni – ControLaCrisi.org

28 Ottobre 2014 0 Di macwalt

controlacrisi.org – La forza di Renzi nella debolezza delle opposizioni – Autore: Fabio Vander

.

.

La straor­di­na­ria mani­fe­sta­zione di sabato ha evi­den­ziato grandi poten­zia­lità, ma per con­tra­sto anche pro­blemi poli­tici dive­nuti se pos­si­bile ancora più acuti. Si è aggra­vata infatti la diva­ri­ca­zione fra oppo­si­zione sociale e oppo­si­zione politica.

C’è una grande domanda che non trova risposta.

E que­sta è forse la cosa peg­giore che possa capi­tare alla sini­stra. Per­sino di più di una scon­fitta elet­to­rale o di una crisi poli­tica: il senso della pro­pria inu­ti­lità sto­rica. Dell’incapacità di avere ruolo e pro­getto. Il che genera fru­stra­zione, deprime l’opposizione e l’alternativa, raf­forza il potere.

Su Repub­blica di dome­nica si leg­geva: «Gio­vani che forse hanno tro­vato un sin­da­cato ma che non hanno un par­tito». E ancora: «C’è un popolo di sini­stra, ma non c’è un lea­der». Manca insomma l’essenziale: un par­tito e una classe dirigente.

Né è solo un’idea di Repub­blica, se è vero che sul mani­fe­sto di sabato, un arti­colo a firma di Agno­letto ed altri lamen­tava pro­prio la man­canza di «quel sog­getto di sini­stra» o meglio di «quel bene­detto sog­getto alla sini­stra del Pd» che da troppi anni stiamo aspettando.

La vera forza di Renzi a ben vedere è que­sta. La man­canza da una parte di una oppo­si­zione di destra (data la con­di­zione in cui versa Ber­lu­sconi), ma soprat­tutto di una sini­stra orga­niz­zata, unita, capace di oppo­si­zione e pro­po­sta, di costruire, ma anche di ren­dere visi­bile agli occhi dell’opinione pub­blica la pos­si­bi­lità di una alternativa.

Non si può lasciare da sola la Cgil. Né la Fiom. Con la sola oppo­si­zione sociale non si va da nes­suna parte. È stato così con Ber­lu­sconi (che dopo la mani­fe­sta­zione dei 3 milioni al Circo Mas­simo è rima­sto al potere pra­ti­ca­mente per altri 10 anni), rischia di essere così con Renzi. Non biso­gna dila­pi­dare un «Capi­tale della sini­stra», come lo ha chia­mato Norma Ran­geri, poten­zial­mente immenso.
Per que­sto è indi­spen­sa­bile alzare la qua­lità della pro­po­sta poli­tica della sini­stra. Solo così si potrà dare una scossa al qua­dro poli­tico e met­tere il Pd dadi fronte alle sue con­trad­di­zioni di fondo. Non aspet­tare che esse esplo­dano ad opera magari di Ber­sani o Civati.

Nell’articolo di Agno­letto e altri si parla di «sacro­santo com­pito di defi­nirci come sog­getto poli­tico, auto­nomo, nella cul­tura, nelle aspi­ra­zioni, nei con­te­nuti, nelle azioni». Appunto.

Ma per que­sto occorre andare oltre tutte le attuali con­fi­gu­ra­zioni: da Sel, a Rifon­da­zione, alla stessa Lista Tsi­pras o alle angu­ste asso­cia­zioni di area socialista.

Ci vor­rebbe forse un appello di alcune pre­sti­giose per­so­na­lità della sini­stra, del mondo del lavoro e della cul­tura, per una costi­tuente della sinistra.

Per un nuovo par­tito che, incar­di­nato nel mondo del lavoro, in quello della cul­tura e nei ter­ri­tori, si can­didi a dare di nuovo rap­pre­sen­tanza e voce alle ragioni del socia­li­smo, della giu­sti­zia, dell’eguaglianza, della pace.

La sini­stra dovrebbe recu­pe­rare i sensi del pro­prio essere e della pro­pria mis­sione sto­rica. Ben altro da una mera ope­ra­zione poli­ti­ci­sta e orga­niz­za­ti­vi­sta, l’unico modo invece per tor­nare a disim­pe­gnare una fun­zione nazio­nale e demo­cra­tica, di governo e di alternativa.

Il con­tra­rio insomma del “par­tito della nazione”.

..

Bei tempi

.

Schiaffo del Wsj, amico di Renzi, al movimento sindacale italiano: “State andando al suicidio”

.

Mazen scrive agli Usa: “Frenate l’escalation israeliana”

.

La forza di Renzi nella debolezza delle opposizioni – ControLaCrisi.org.

Spread the love
  •  
  •   
  •   
  •   
  •  
  •