Casalesi. Stragi e coperture di Stato, le prime rivelazioni del boss pentito Iovine

25 Maggio 2014 0 Di luna_rossa

ilmattino.it – Agli atti il via libera alla primavera del terrore e la rete di insospettabili. Giallo sulle armi ritrovate

La svolta stragista del 2008, la controffensiva stile mafioso che fece dei casalesi un’emergenza nazionale. Eccolo uno dei punti su cui batte la Procura di Napoli nelle indagini successive alla decisione del boss Antonio Iovine di collaborare con la giustizia.

Era libero nel 2008, ’o ninno. Era latitante, godeva di protezioni insospettabili che gli consentivano mano libera su un territorio diventato improvvisamente rovente. Ricordate?

La primavera di sangue, ma anche la strage dei nordafricani del settembre del 2008. Tutto in pochi mesi, tutto per mano – hanno spiegato finora le sentenze – di Giuseppe Setola, fino ad allora killer tra tanti a disposizione dei capi. Eppure in quei mesi accadde qualcosa di clamoroso, tanto da rendere oggi più che mai scontato un confronto tra il boss pentito Iovine e i pm della Procura di Giovanni Colangelo: c’era adesione tra Setola e i capi (all’epoca latitanti) Antonio Iovine e Michele Zagaria? Possibile che Setola abbia fatto tutto da solo, ponendosi a capo di una quindicina di killer per consumare delitti fini a se stessi?

Domande su cui, con ogni probabilità, insisteranno gli inquirenti del pool anticamorra di Napoli. Indagini condotte dai pm Antonello Ardituro e Cesare Sirignano (coordinati dal procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli) si torna a quei mesi, alla decisione di lanciare un guanto di sfida allo Stato, di progettare attentati sulla falsariga di quanto fecero i corleonesi tra il 1992 e il 1993.

Progetti eversivi, su cui ora si attende un verbale con la firma di ’o ninno, del boss fiaccato da quattro anni di carcere duro, da un isolamento interrotto solo una quindicina di giorni fa con una sorta di colpo a sorpresa: un telegramma inviato ai pm, la richiesta di un incontro, l’inizio di una collaborazione blindata.

viaCasalesi. Stragi e coperture di Stato, le prime rivelazioni del boss pentito Iovine.

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