Politica, della destra e della sinistra – note (in Fb) di walter maccari

25 Dicembre 2013 0 Di macwalt

note di Facebok – Politica  della destra e della sinistra

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Essere un Uomo di sinistra o essere di destra. E’ un percorso d’animus, una scelta cogente perché non è vero che la politica è uso diabolico e inutile. La Politica è  relazione tra le persone nel percorso antico tribale, cittadino, statuale, continentale e nella scelta della propria collocazione ne va del progetto della propria vita e del senso politico finale di cui si vuole far parte.

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Storicamente la sinistra nasce con la rivolta degli schiavi  del 73.a.c. ( quella che fu chiamata la rivolta di Spartacus. Marx parla degli “spartachisti”) e storicamente l’essere di sinistra ha voluto dire scegliere percorsi di emancipazione e di lotta, per far crescere l’umana gente, la società vigente.

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E’ di sinistra l’emancipazione della Plebe, i fratelli Gracchi. Da li non sono poi molte le occasioni e i gesti importanti della crescita umana. E in un certo senso anche lo sviluppo imperiale della Roma dei Cesari apporto’ significativi mutamenti sociali, vs l’unica classe dominante in Senato (nobiles):  per esempio la creazione  dei Senato cittadini e l’ingresso  di una nuova classe amministrativa e dirigente : equites e piccola borghesia cittadina, milites ed “eroi di guerra”.  In seguito solo la Magna Charta nell’Inghilterra feudale è motivo di una emancipazione sociale. E’ di sinistra la rivolta dei Ciompi in Firenze ( riconoscimento delle arti minori). Il Commun act di Cromwell, ( propugnatore della  trasformazione democratica  del regno inglese che andava ribadendo la necessità di ” dare il voto a tutti gli uomini ” ) anticipa il tagliar la testa al Re che è il gesto significante del 1793*.

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Naturalmente sono di sinistra le Rivoluzioni americana e quella Francese*. Infine per la crescita sociale il riconoscimento di classe: ” Proletari di tutto il Mondo unitevi” che marciò con la Rivoluzione russa dell’ Ottobre 1918…le Poesie di Mao-tze-Tung con la  ” lunga marcia” e poi la rivoluzione culturale, ( un piatto di riso a 1 miliardo di persone, la liberazione servile della Donna )

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Per altro naturalmente sono di sinistra tutti i movimenti studendeschi del  1968  da Berkley alla Sorbona di Parigi al resto d’Europa. Che tra le altre cose vide unite le classi lavoratrici e gli studenti, e credetemi è cosa del tutto rara e difficile. Di quegli anni la rivolta contro i colonelli in Grecia e le lotte nell’america latina che sono espressione popolare  di sinistra, portarono un vento nuovo di cambiamento… davvero diversi dai grillini e dai forconi che  cavalcano una protesta sociale con classi subordinate al potere statuale.

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I movimenti di destra che parlano di Rivoluzione? Sono essenzialmente contro-rivoluzionari e a-popolari.

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Quello che nell’animus umano è rivolta, ribellione, non conformità al  modus vivendi, tipico dell’età giovanile, che nell’età matura si trasforma nel desiderio di equità economica, uguaglianza e  sviluppo della humanae gens, è un’evidente cultura della sinistra storica… Nei garçon proto-fascisti questo desir è rimasto nella fase “anale”. Nei ragazzi che si trovano nei campi della desiderata di destra e fascismo, la forza propulsiva di quel cambiamento si ferma quando quel “bisogno sentito” di trasformazione sociale, culturale e politica va a braccetto con le esistenti forze sociali della ” condizione materiale ” presente storicamente. Cosa è il “bisogno di un capo, del dux e dittatore” se non un complesso paterno non risolto?

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Per cui camicia nera e rivoluzione non possono andare d’accordo, quando infine storicamente queste revolution s/fasciste sono  accompagnate da poteri forti e del tutto poco cancellabili da quel modello rivoluzionario, anzi contro-rivoluzionario. Sparlano di cambiamenti portandosi dietro le forze dell’ordine: generali e forze armate, banchieri e corporazioni e il sentimento della sinistra di uguaglianza e fraternità viene complicitamente disprezzato ( è una condizione che nel 1922 ed anche nel modello sociale di Salò presentò la sua contraddizione filosofica nell’accorpamento tra  regime e cattolicesimo).

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L’idea nazi- fascista è, a mio modo di vedere, l’ultima ratio (o meglio ir-ratio) del capitalismo. Niente cambiamento in progress, in evolution, ma semmai  una contro – rivolta col richiamo a valori ormai storicamente determinati nel modello liberista e capitalista: Dio Patria Famiglia.      egoicità  denaro  sfruttamento –  ../..

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della destra e della sinistra. note Fb di walter maccari

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