Stati Uniti a rischio default

16 Ottobre 2013 0 Di luna_rossa

Al Congresso è lotta contro il tempo. Il portavoce di Obama: “Compiuti progressi nei negoziati per l’innalzamento del tetto del debito” ma si è lontani dall’intesa. Deputati repubblicani tentano forzatura per votare un documento più duro sull’Obamacare ma mancano voti

Gli Stati Uniti a rischio default in 24 ore: se al Congresso non si troverà un’intesa sul tetto del debito,  dovranno dire che non saranno più in grado di pagare il debito. Ecco perché si lotta contro il tempo per raggiungere un accordo e sospendere lo shutdown negli Stati Uniti.

“Ostaggi del Tea Party”
Tutto il Paese, incollato alla tv, attende da Washington una schiarita che sembrava farsi strada ieri al Senato, ma che è stata oscurata dalla condotta della Camera, dove il Tea Party ha fatto pesare la sua forza. Così aumenta l’ansia man mano che si avvicina la mezzanotte tra mercoledì e giovedì, quando l’America, in assenza di una accordo in extremis al Congresso, per la prima volta nella storia dichiarerà al mondo che per colpa delle sue divisioni interne non è più in grado di pagare il suo debito. Un evento che secondo tutti gli analisti potrebbe portare a una recessione mondiale, paragonabile a quella scoppiata nel 2007, dopo il fallimento della Lehmans Brothers.

La spaccatura del Gop sull’Obamacare
Intanto è evidente la divisione all’interno del partito repubblicano. Il suo obiettivo, ormai da anni, è sempre lo stesso: bloccare la riforma sanitaria, la controversa Obamacare, in vigore da due settimane. Il testo presentato dal loro portavoce Boehner, da un lato confermava le scadenze della bozza del Senato, 15 gennaio per lo shutdown e 7 febbraio per il debito. Dall’altro, però, proponeva modifiche molto pesanti sul fronte della sanità, come il rinvio delle tasse sulla riforma e l’esclusione dall’assistenza per il presidente, il vicepresidente, i senatori, i deputati e i ministri. Una misura anti-casta, che è stata un piccolo bluff: condannata da Obama, è stata ridiscussa dal portavoce dei repubblicani. Lo stesso John Boehner si è presentato in tv per dire che nulla è stato ancora deciso e che continuerà a lavorare per un’intesa.

L’ombra del declassamento del rating
In questo clima, segnato dal caos e dalla frustrazione, continuano i colloqui per cercare una soluzione last minute. Ma il tempo stringe e serve agire, in fretta. Perchè prima che arrivi la scadenza sul debito, molti negli Stati Uniti temono l’umiliazione di un declassamento imminente. “Ci stiamo mettendo sull’orlo della distruzione finanziaria – ha avvertito senza usare giri di parole il leader dei democratici in Senato Harry Reid – e le agenzie potrebbero tagliare il rating americano già stasera”.

“Lontani dall’accordo”
Intanto il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, ha reso noto che ”sono stati compiuti dei progressi nei negoziati per l’innalzamento del tetto del debito” ma comunque si è “ben lontani dall’accordo”.

 

Stati Uniti a rischio default.

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