Gli slogan del Pd per le primarie: meglio stare senza | D I S . A M B . I G U A N D O

22 Ottobre 2013 0 Di luna_rossa

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L'Italia cambia verso

di giovanna cosenza – Sugli slogan “esoterici” che i candidati del Pd si sono fatti cucinare per le primarie, è imperdibile il commento di Annamaria Testa su Nuovo e utile: divertente e amaro nello stesso tempo. Va anche detto, però, che le campagne si commentano da sole, attirando battutacce e parodie a gogò: «L’Italia cambia verso» per Renzi? Certo, prima ragliava e ora muuh… muggisce.

«Bello e democratico» Cuperlo? Seee, come la canzone della Nannini. Bello e impossibile lui o il partito? Per non parlare de «Le cose cambiano cambiandole» di Civati, per commentare il quale basta il generatore automatico di Metilparaben: «Il tempo passa passandolo», «Le uova friggono friggendole» e così via.

Le cose cambiano cambiandole

Non ce l’ho con chi li ha concepiti (come non ce l’ha con loro Annamaria Testa): avranno lavorato in fretta, pieni di veti e impedimenti, col fiato sul collo di qualcuno del partito. Per pochi euro. Avranno lavorato male. Sono certo migliori (spero) di come appaiono da questa roba. Il problema però è cosa comunica un partito che nel suo complesso si rappresenta così: la solita idea che per comunicare basti decidere due colori e uno slogan da quattro soldi (quella che da anni chiamo SpotPolitik). E vabbe’. Ma c’è di peggio stavolta: esprime la più disarmante inconsapevolezza del fatto che in questo momento storico il contatto con i cittadini e le cittadine – quello vero, solido, durevole – non si stabilisce né inventando slogan né scegliendo colori, né immortalando il leader dal lato migliore. Anzi, è proprio il contrario: più fai così, più i cittadini si allontanano. Fortuna (per il Pd) che sono solo primarie. I problemi veri verranno (come sempre) dopo.

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