Ferrara horror: “Berrò il sangue di chi esulta alla condanna di Berlusconi” | ArticoloTre – Quotidiano online indipendente e di inchiesta

25 Giugno 2013 0 Di luna_rossa

Il pittoresco direttore de Il Foglio avverte gli “arcinemici” del Cav: “Se il verdetto sul caso Ruby sarà negativo per Silvio, tolgo il saluto a chiunque si faccia mozzaorecchi”.

Ferrara horror: "Berrò il sangue di chi esulta alla condanna di Berlusconi"Da elefantino a “vampiro”. Giuliano Ferrara passa alle “minacce” in questa giornata che lui stesso definisce “speciale”. Il direttore de Il Foglio non poteva non dedicare il suo editoriale sulla sentenza del caso Ruby: “Si decide una questione culturale e morale che sta alle radici degli ultimi vent’anni di vita pubblica”.

Ferrara spiega: “Io sono indulgente con i vezzi e i vizi del Cav, sono indulgente abbastanza anche con i miei, divento intransigente e rissoso e attaccabrighe quando improvvisati maestri di etica pubblica si fanno cattedratici della morale privata altrui”.

“Fottuto arcinemico” – continua l’elefantino – Non importa la sentenza sul caso Ruby cosiddetto. Cioè importa tantissimo. Ma non è l’essenziale, dico il dispositivo di primo grado”. Per il direttore, l'”essenziale è come il Paese reagirà”.

Ferrara poi spiega che in caso di verdetto postivio “esprimerei soddisfazione” perché “si rimuove un ostacolo alla libertà della politica e alla sua autonomia”. In caso contrario, nel caso in cui il verdetto fosse negativo, “mi lagno pubblicamente del malefatto, poi aspetto un minuto”. Che aspetta, Ferrara? Aspetta sul chi va là le reazioni scomposte di “qualche fottuto arcinemico di Berlusconi” che intende approfittare della situazione.

E all’eventuale reazione scomposta del “fottuto arcinemico”, Ferrara annuncia una risposta vampiresca. “Mi metto a morsicarlo con la mia povera dentatura sperando che esca sangue – prosegue -, per poterlo copiosamente bere.

Chi vuole costruire le sue fortune morali e politiche, e addirittura finanziarie, su origliamenti, pedinamenti, intercettazioni, testimonianze e documenti immersi nell’ambiguità di un riprovevole fenomeno di guardonismo da paese incivile, irrispettosamente verso la vita privata di una persona, è giudicabile alla stregua di un avversario personale – avverte -, un italiano a cui togliere il saluto dall’alto di una superiorità indiscutibile, di un imperativo categorico, di una certezza direi kantiana. Gli “arcinemici” del Cav a quanto pare d’ora in poi dovranno chiudere bene le porte la notte.

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