Stato occulto e mafioso e il loro esercito repressivo fatto di fascisti e polizia e ….. | Indymedia Lombardia

6 Maggio 2013 0 Di ken sharo

Palermo 5 maggio 2013
E’ morta a Palermo Agnese Piraino Leto, 71 anni, vedova del giudice Paolo Borsellino, ucciso dalla mafia nel 1992. La signora Borsellino era ammalata da tempo. I funerali avranno luogo domani alle 9:30 nella chiesa di S. Luisa di Marillac, la stessa dove si svolsero le esequie del magistrato.
Agnese Piraino Leto, figlia del presidente del tribunale di Palermo Angelo, si era sposata con Paolo Borsellino, allora giovane magistrato, il 23 dicembre 1968. Da loro matrimonio sono nati tre figli. La vedova Borsellino, che era malata da tempo, ha sempre tenuto un atteggiamento di grande riserbo insieme ai figli, limitandosi a presenziare a poche cerimonie pubbliche in ricordo del marito. Solo in occasione delle udienze del processo per la strage di via D’Amelio aveva riferito le confidenze e le preoccupazioni del marito alla vigilia dell’attentato del 19 luglio 1992.
La vedova Borsellino non aveva mai rinunciato a testimoniare il proprio impegno nella lotta alla mafia e nella ricerca della verità sull’uccisione del marito. Proprio in questi giorni è iniziato a Caltanissetta il quarto filone processuale sull’attentato. Agnese Piraino Leto, che già era stata sentita durante la fase istruttoria, era indicata fra i testimoni principali del dibattimento. Aveva tra l’altro riferito sulle inquietudini del coniuge che si erano accentuate dopo la strage di Capaci nella quale vennero uccisi Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo. I funerali si svolgeranno domani a Palermo. Aveva mandato un messaggio ai giovani perché raccogliessero la lezione civile del marito. “Dopo alcuni momenti di sconforto – aveva scritto – ho continuato e continuerò a credere e rispettare le istituzioni di questo Paese come mio marito sino all’ultimo ci ha insegnato. Non indietreggiando nemmeno un passo di fronte anche al solo sospetto di essere stato tradito da chi invece avrebbe dovuto fare quadrato intorno a lui”. “Io non perdo la speranza – aveva concluso Agnese Borsellino – in una società più giusta e onesta.
“E’ morta Agnese. E’ andata a raggiungere Paolo. Adesso saprà la verita” sulla sua morte”. Con queste parole Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, ha dato, attraverso Facebook, la notizia della moglie della cognata. E proprio la battaglia per conoscere la verita” sull’eccidio di via D’Amelio, che ha ancora tanti lati oscuri, ha impegnato la vedova del giudice nei suoi ultimi anni di vita. Citata a deporre nell’ultimo processo per la strage, in corso a Caltanissetta, avrebbe dovuto ripetere in aula le confidenze ricevute dal marito poco tempo prima di morire. “Paolo mi accennò che c’era una trattativa tra la mafia e lo Stato. – ha raccontato ai pm la vedova – Dopo la strage di Capaci mi disse che c’era un colloquio tra mafia e pezzi infedeli dello Stato”. La donna parlò di un Borsellino “sconvolto” mentre le rivelava di avere saputo che l’ex capo del Ros, Antonio Subranni, era “punciuto” (uomo d’onore, ndr). “Paolo mi disse – ha raccontato la donna – ‘mi uccidera’ la mafia ma solo quando altri glielo consentirannò”. I verbali dei suoi interrogatori sono stati acquisiti anche al processo al generale dei carabinieri Mario Mori. La malattia le impedi” di essere presente in aula a ripetere quelle parole.
Napolitano dopo aver ordinato di distruggere le prove sulla trattativa stato mafia, che coinvolgevano anche lui e Mancini l’ ex ministro dell’interno .Napolitano l’ipocrita, figlio illegittimo dei Savoia ha avuto la faccia tosta di inviato alla famiglia Borsellino il seguente messaggio: “Ho appreso con grande commozione e tristezza la notizia della scomparsa di Agnese Borsellino …….

Napolitano elogia lo stato di polizia
Roma 4 maggio 2013
Nel giorno del 152° anniversario della costituzione dell’esercito, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano rivolge il suo messaggio alle forze armate, sottolineando l’importanza dell’impegno italiano nelle (guerre ) missioni militari all’estero. “L’impegno generoso e costante dei militari italiani sotto l’egida delle organizzazioni (stay behind) internazionali è di fondamentale rilevanza per il libero e ordinato progresso di un mondo in rapida e profonda trasformazione”.
Il Capo dello Stato esprime gratidutine e orgoglio per l’esercito italiano: “Nel 152° anniversario della costituzione dell’Esercito – continua Napolitano – rendo omaggio alla bandiera della Forza Armata e rivolgo il mio commosso pensiero ai soldati di ogni grado, arma e specialità caduti nell’adempimento del dovere. Celebriamo questa ricorrenza riflettendo con sentimenti di gratitudine e di orgoglio sul ruolo svolto nel tempo dall’istituzione a presidio e difesa dell’Italia”.

Pavia 4 maggio 2013
Ci saranno due liste di chiara ispirazione neonazista tra le cinque che parteciperanno alle elezioni comunali ad Alagna Lomellina (Pavia), paese con 906 abitanti: il Movimento Fascismo e Liberta’ e il Nsab-Mins (Nationalsozialistich arbeit bewegung, il Movimento nazionalsocialista dei lavoratori). ‘

Milano 4 maggio 2013
Il consigliere provinciale guida il corteo dei fascisti

Giacca e cravatta, occhiali. È la sera del 29 aprile 2013, una settimana fa. In via Paladini centinaia di militanti dell’estrema destra milanese ricordano, come ogni anno, la morte di Sergio Ramelli. Dietro uno striscione nero con la scritta “Onore ai camerati caduti” e due croci celtiche, tra saluti romani, fiaccole e rulli di tamburo a scandire la marcia militare, il corteo fascista raggiunge
il luogo dove Ramelli fu ammazzato. Sul muro c’è la lapide che lo ricorda e la scritta “Ciao Sergio”. Un camerata appende una corona di fiori. I militanti neofascisti si inquadrano in pieno stile militare. L’ex capogruppo pidiellino lancia il “presente!” e tutti eseguono tendendo il braccio destro. I camerati intonano il domani appartiene a noi, uno degli inni storici del Fronte della Gioventù missino. Poi è di nuovo il gerarca Turci a prendere la parola e a concludere la cerimonia. «Camerati… prima di rompere le righe rivolgiamo un saluto e un applauso alla mamma Ramelli». I militanti neofascisti obbediscono.
Canti, slogan, saluti romani: insomma una parata fascista (ma regolarmente autorizzata dalle forze dell’ordine). Un’ostentazione di simboli e slogan vietati dalla legge. E non mancherà di far discutere, adesso, la partecipazione attiva di Turci: qui in veste di comandante. «Il presidente Podestà ha sfilato con la Brigata ebraica e il 25 Aprile è salito sul palco della manifestazione – dicono Saverio Ferrari e Elisabetta Salandra, dell’Osservatorio democratico sulle nuove destre – A questo punto forse dovrebbe dire qualcosa».
Turci, ex capogruppo del Pdl a Palazzo Isimbardi, dopo la scissione decisa da Ignazio La Russa è poi confluito in Fratelli d’Italia-Centrodestra nazionale, di cui è capogruppo. Presidente della commissione Antimafia voluta dal presidente Podestà, è attualmente sotto processo per falso in atto pubblico in relazione alle 926 firme raccolte nel 2010 per le elezioni regionali a sostegno del listino di Formigoni e della lista del Pdl. Turci è anche considerato uno dei referenti nel mondo dei partiti e delle istituzioni di Lealtà Azione, l’associazione culturale dietro la quale operano gli hammerskin lombardi. Lealtà Azione – recentemente balzata alle cronache per una donazione alla Veneranda Fabbrica del Duomo per la ristrutturazione di una guglia della cattedrale – nel 2010 ha organizzato una conferenza su Léon Degrelle, fondatore in Belgio, nel 1935, del movimento filofascista, monarchico e cattolico Rex e combattente tra le fila della Waffen Ss durante la seconda guerra mondiale. Un’iniziativa strenuamente difesa, nell’assemblea della Provincia di Milano, dalla consigliera ex pdl Roberta Capotosti, altra esponente di Fratelli d’Italia

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