WWF Italia – Energia: una nuova politica in Europa

14 Febbraio 2013 0 Di ammiano marcellino

WWF Italia – Energia.

13/2/2013 – Secondo il nuovo dossier WWF entro il 2030 l’UE potrebbe ridurre l’utilizzo di energia di più di un terzo e generare quasi la metà dell’energia restante da fonti rinnovabili

Il nuovo rapporto ‘Putting the EU on Track for 100% Renewable Energy- Mettere l’UE sulla strada per il 100% di energie rinnovabili’ – indica cosa deve fare  l’Europa entro 2030  per raggiungere un sistema di energia completamente rinnovabile nel 2050. Il rapporto esce proprio mentre la Commissione Europea sta discutendo dei piani su clima e energia per il dopo  2020. Entro il 2030  l’UE potrebbe  ridurre l’utilizzo di energia di più di un terzo e generare quasi la metà dell’energia restante da fonti rinnovabili. Le politiche climatiche ed energetiche post 2020, necessarie per visione raggiungere questi obiettivi, potrebbero aiutare l’UE a ridurre la propria bolletta di 573 miliardi di euro  per l’importazione di  combustibili fossili e ridurre le emissioni di gas a effetto serra alla metà. Il rapporto del WWF arriva nel mezzo del dibattito su ciò che deve seguire all’attuale legislazione comunitaria su clima e energia (il pacchetto 20-20-20), e adatta il precedente rapporto WWF “Energy Report 2050 – Scenario energetico globale al 2050” ,  dimostrando che entro il 2030 l’Unione Europea  potrebbe:
• utilizzare almeno il 38% in meno di energia rispetto alle previsioni business as usual,
• generare oltre il 40% della sua energia da fonti rinnovabili,
• facendo entrambe potrebbe ridurre le proprie emissioni di gas serra nel settore energetico del 50% rispetto ai livelli del 1990.

Mentre le economie europee lottano per uscire dalla crisi,  le energie rinnovabili e il risparmio energetico sono le vere grandi speranze. Quasi 8 europei su 10 concordano sul fatto che la lotta al cambiamento climatico possa rilanciare l’economia e creare posti di lavoro e il 70% degli europei crede che gli investimenti nelle energie rinnovabili dovrebbero essere la priorità per i prossimi 30 anni, rispetto alle fonti energetiche come il gas da argille shale gas, il nucleare e la cattura e stoccaggio del carbonio (CCS). “Migliorare il clima in Europa al 2020 e gli obiettivi energetici con l’introduzione di un ambizioso pacchetto di misure post 2020 è una situazione vincente per tutti. Questo non solo contribuirebbe a ridurre l’impatto dei cambiamenti climatici, nonché le conseguenze sulla salute e sui costi ambientali, ma potrebbe anche contribuire a generare fino a 5 milioni di posti di lavoro, e rilanciare l’economia in modo significativo. L’Europa del 2030 sarà diversa da quella di oggi, ed è dal pacchetto clima ed energia che dipende se lo sarà in meglio, con una produzione e un uso più  puliti ed efficienti dell’energia, con più posti di lavoro e con una distribuzione più equa, o se aumenteranno inquinamento, disparità e disoccupazione”, ha detto Mariagrazia Midulla, Responsabile Clima ed Energia del WWF Italia. Tuttavia per mantenere l’Europa in pista occorre una forte volontà politica. La tempestiva adozione di un pacchetto coerente di obiettivi ambiziosi e vincolanti post 2020 per l’efficienza energetica, le energie rinnovabili e la riduzione delle emissioni sono  fondamentali. “Dobbiamo decidere ora come il nostro sistema energetico si svilupperà dopo il 2020, in modo che le prestazioni attuali siano massimizzate e non sprecate”, ha aggiunto Midulla. “Il nostro nuovo rapporto mostra chiaramente che l’Unione Europea ha un potenziale non sfruttato per ridurre l’uso di energia, sfruttando fonti rinnovabili che potrebbero fornire energia più economica e più sicura e  garantire che  il 100% di energie rinnovabili del sistema europeo entro il 2050 è a portata di mano.” Il WWF ha posto l’efficienza energetica, insieme al 100% energie rinnovabili, al centro del dossier ‘Obiettivo 2050 – Per una roadmap energetica al 2050: rinnovabili, efficienza, decarbonizzazione”, realizzato da REF –E, (Economics Engineering Energy Environment).Nel documento, l’Associazione del Panda propone di diminuire i consumi del 40% entro il 2050 rispetto al 2010, con due tappe intermedie: – 5% al 2020 e -16% al 2030 con  una diminuzione dello 0,5% l’anno fino al 2020 e dell’1,2% nel periodo 2020 – 2030, introducendo un obiettivo vincolante di riduzione in termini assoluti (e non in termini relativi o indicativi come fino ad oggi previsto). Tra gli strumenti proposti dal WWF:   una ‘fiscalità taglia-emissioni’ che regoli, per esempio, l’IMU sulla base della classe energetica della casa, il bollo dell’auto sulle emissioni inquinanti anzichè sui kW del veicolo e che sostituisca l’IVA sui prodotti con l’Imposta di Carbonio Emesso (ICE), ovvero la tassa sul loro contenuto di CO2 nelle varie fasi di processo.

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