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Gramsci, M5S e le critiche intellettualmente disoneste dei compagni | Al di là del Buco

Un intervento esterno al blog a proposito di una citazione che continua ad essere condivisa – soprattutto su facebook – tra compagni e compagne per fare analogie tra quello che diceva Gramsci svariate decine di anni fa e quello che succede oggi con il Movimento Cinque Stelle. Buona lettura!

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di Jones

“Il fascismo si è presentato come l’antipartito, ha aperto le porte a tutti i candidati, ha dato modo a una moltitudine incomposta di coprire con una vernice di idealità politiche vaghe e nebulose lo straripare selvaggio delle passioni, degli odii, dei desideri.
Il fascismo è divenuto così un fatto di costume, si è identificato con la psicologia antisociale di alcuni strati del popolo italiano, non modificati ancora da una tradizione nuova, dalla scuola, dalla convivenza in uno Stato bene ordinato e amministrato”

Antonio Gramsci, L’Ordine Nuovo, 26 aprile 1921

Ora, dico io, che cazzo c’entra questa citazione con un movimento che non ha dato fuoco a sedi di partito, non ha menato, ucciso, randellato, somministrato l’olio di ricino a nessuno, non ha dovuto fare annosi dibattiti su quote rosa per candidare una maggioranza di donne; un movimento che tra le sue file ha il più alto numero di giovani uomini e donne, precari, disoccupati e casalinghe. Certo in mezzo ci sono ingenui, sognatori, sempliciotti, e c’è sicuramente un problema di regole interne che andrà discusso e posto su basi diverse da quanto avvenuto finora (come se i “nostri” luoghi della politica non ne avessero).

Ma sia tra i candidati che tra quelli che scendono in piazza ho visto la voglia di provare a “sortire insieme dai problemi” (la definizione “alta” che della politica diede Luigi Pintor, fondatore de “Il Manifesto”) anzichè cercare soluzioni individuali, clientelari, classiste, razziste. Nessuno ha parlato con tanta forza di sanità pubblica, di scuola pubblica, di abolizione secca della Legge Biagi, di reddito di cittadinanza, di riduzione dell’età pensionabile, di stop immediato agli F35, di stop alle missioni internazionali. Nessuno ha richiamato la Costituzione senza apparire così poco retorico e stanco.

Devo dire che sono deluso dalla stragrande maggioranza dei militanti ed elettori di sinistra che conosco e anche di buona parte di quelli con cui ho fatto percorsi di militanza.
Trovo che gran parte delle critiche “da sinistra” rivolte al M5S siano strumentali, ideologiche, poco oneste intellettualmente, il piu’ delle volte copiate e ripetute a pappagallo (vedi alla voce “antipolitica”, espressione che nel caso di specie non ha davvero alcun senso!), e mi sembra denotino una certa invidia per la inveterata inefficacia e incapacità della “nostra” cultura e pratica politica di parlare ai cuori, di sollecitare e mobilitare le intelligenze e le competenze e strati sociali così diversi, di cucire e unire coloro che il capitale e il lavoro alienato e precarizzato e la chiesa ogni giorno dividono e mettono gli uni contro gli altri.

Mentre noi siamo frustrati e piegati sempre di piu’ oramai dalla nostra stessa incapacità di smarcarci da quelle modalità ingessate, da quelle regole non scritte, dai giochetti della politica come l’abbiamo sempre ingoiata e alla fine piu’ metabolizzata con tutte le sue scorie tossiche invece che rigettata e rivoltata. Nei nostri contesti partecipativi (sindacato, partito, collettivo, associazione, cooperativa, assemblea) e lavorativi da sempre respiriamo pratiche autoritarie e sessiste che denunciamo senza mai che questo produca una rottura vera e definitiva con quei contesti, per non ridursi all’impotenza.

Ma se osserviamo questo tipo di comportamenti nel M5S apriti cielo, si grida direttamente al fascismo. In questo mi sembra anche di rilevare un piccolo riflesso stalinista per il quale tutto quello che non viene dalla nostra storia, cultura e tradizione politica, non è degno di considerazione e va immediatamente denunciato come infame.
Per quanto mi riguarda il M5S se non ci fosse bisognerebbe inventarlo, che altrimenti davvero dovremmo fare i conti con i fascisti e i nazisti del terzo millennio come sta avvenendo in Grecia e non solo.

Non so ancora se li votero’ ma sento di dover distinguermi da tutte le prese di distanza che ho letto ed ascoltato fino ad oggi e che provengono dalla mia parte, dai miei compagni e dalle mie compagne di sempre.

Guardando a quello che ha messo in movimento Grillo la citazione di Gramsci giusta, a mio avviso, dovrebbe essere “Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza. (da L’Ordine Nuovo, anno I, n. 1, 1° maggio 1919)”. Mi sembra che è quello che loro fanno e hanno fatto in questi ultimi anni e che “noi” non si riesce a fare da troppo tempo.

Si possono fare mille critiche a quel movimento, sia su alcuni punti programmatici che su alcune pratiche, ma questo dovrebbe partire dal riconoscimento di quanto sia stato capace di innovare la politica in questo paese, di mobilitare, coinvolgere, riportare alla partecipazione e al voto nell’alveo della costituzione tantissime persone, di riporre in modo forte la questione di come si formano le classi dirigenti, o se non altro di come si selezionano i candidati al parlamento ai tempi del Porcellum, condizionando tutti gli altri ad adeguarsi (tranne Rivoluzione Civile che si trova tra le fila anche qualche degno erede di Scilipoti e Razzi, visto che Ingroia e la banda dei 4 – Ferrero, Di Liberto, Bonelli e Di Pietro – anzi dei 5, se contiamo De Magistris, hanno deciso che no! “Cambiare non si puo!”…scordatevelo!).

I grillini hanno dimostrato che si puo’ fare politica e informazione senza finanziamenti pubblici e che si puo’ portare negli organi elettivi direttamente esponenti delle classi subalterne senza rassegnarsi a sperare di portarci qualche esponente un po’ piu’ illuminato di quelli che hanno sempre contato e comandato, o comunque persone fresche non piegate da anni di compromessi e contorcimenti negli organismi di partito.
Infine la capacità di aver messo al centro il nodo del modello di sviluppo, di cosa e come si produce e di cosa e come si consuma, di cosa e come si costruisce.

Gli ultimi sondaggi danno il M5S al 20% che va sommato al 32% (speriamo anche di più) della coalizione di centrosinistra e al 4% di Ingroia (speriamo di più). Significa che per la prima volta nella storia d’italia, fascisti, chiesa e capitale in tutte le loro articolazioni e contraddizioni non avrebbero la maggioranza assoluta dei voti. Praticamente un miracolo.
Sarebbe bello a quel punto in un percorso di riconoscimento reciproco guardarsi in faccia il giorno dopo le elezioni e decidere insieme come rimettere in sesto il paese. Non trovate? E forse “noi” dovremmo ammettere che abbiamo qualcosa da imparare da tutto questo anzichè metterci in cattedra senza nessun titolo a giudicare e ad appioppare patenti di qualsiasi tipo.

Gramsci, M5S e le critiche intellettualmente disoneste dei compagni | Al di là del Buco.

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