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Stupro: arma di demonizzazione di massa! (Come nascondere la banalità del male) « Al di là del Buco

Al di là del Buco

A proposito degli arresti a Napoli di membri di un gruppo di estrema destra. Perché vedete, l’antifascismo, l’antiautoritarismo, è un cosa seria. Non è una cosa che può essere messa al servizio di chi fa audience a colpi di pornomostruosità per pornoindignazioni. Spettacolarizzazione, sensazionalismo e, come se non bastasse, l’uso spregiudicato del tema dei temi – la violenza sulle donne – uno dei temi sui quali si è sviluppato uno dei fondamentalismi del terzo millennio, per produrre repulsione. Si passa da un estremo all’altro senza soluzioni di continuità. Da quelli/e che analizzano l’estrema/destra/pensiero regalandogli appeal senza l’ombra di un solo appunto critico a quelli/e che ne definiscono i tratti di mostruosità, gli stessi che possono produrre indignazione alle masse, facendo in modo che resti intatta, integra, intoccata, accidenti, intera, la banalità del male.

Non commento l’origine e l’evoluzione degli arresti dei quali evidentemente si occupa la magistratura. Commento, come sempre, la comunicazione. Nelle notizie che ho letto non vedo da dove parte l’inchiesta, perché, quali sono le accuse reali, come si è arrivati all’intercettazione e alle perquisizioni. Perché quello che leggo è puro sensazionalismo attorno a poche frasi che danno l’idea di bulli rasati che userebbero lo stupro come arma di distruzione di massa quando io, e non solo io, so che lo stupro è quello che augura talvolta un animalista alla donna con pelliccia o quello che tra i commenti su facebook augura una tollerantissima e democraticissima persona “indignata” ad una donna che rappresenta il “mostro” del momento, qualunque brutta azione si ritiene ella abbia compiuto…

Frasi pessime che prescindono dalla fascistitudine nella quale sono contestualizzate. Pensieri osceni di grande violenza che però, di per se’, per quanto ne so e per quanto sia doloroso dirlo, non costituiscono reato. La modalità attraverso la quale questa vicenda viene raccontata è perciò da caccia alle streghe, perché per quanto ne sappiamo ci sono donne che denunciano stalkers i quali minacciano di ucciderle, poi riescono davvero a farlo e non possono comunque essere arrestati e fermati per ciò che dicono o pensano.

Voglio dire che non esiste ancora una polizia del pensiero preventiva alla Minority Report e che, per quanto sia atroce e malsano, dire una cosa gravissima non corrisponde al farla. Non è in mio nome dunque, di me in quanto donna, che potranno attribuire mostruosità a persone che hanno idee così profondamente diverse dalle mie.

Non è necessario blaterare di punizioni agli immigrati e di stupri punitivi a compagne per essere fascisti. L’autoritarismo è quello di chi rende impossibile alle persone autodeterminazione e libertà d’opinione. Se per spegnere la voce di una donna antifascista si ritiene di volerla stuprare è sbagliato esattamente come quando si augura lo stupro ad una donna che porta la pelliccia o ad una che è considerata una donna “cattiva” in relazione ad altre idee. Ci sono tante persone, purtroppo, in qualunque schieramento, che intendono in quanto sacre le proprie cause e le svolgono in modalità da crociata e non c’è nulla di più cieco e mistificatorio di quello che fa qualcun@ che pensa di essere nel giusto quando realizza e rende tangibile la violenza.

Se per spegnere la voce di una persona che non la pensa come te ritieni di farle violenza: quello è autoritarismo allo stato puro. Se per spegnere la voce di qualcuno in nome di una ridicola “purezza della razza” commetti una strage è gravissimo. Sono azioni di grande pericolosità sociale, perché l’umanità non è una specie ma una condizione mentale, dice il vampiro amico di un licantropo e di una fantasmessa, nella serie Being Human, stabilendo che i mostri sono altri, gli umani che vogliono sperimentare perfidia sugli anormali.  Perché la “razza” è una invenzione e perché l’autoritarismo non va bene mai e non solo quando si realizza attraverso modalità che vengono percepite socialmente come più pericolose.

Oltretutto disumanizzare i soggetti ai quali opponi pensiero critico è il modo migliore per sdoganarli perché i paradossi, a prescindere dai luoghi in cui sono contestualizzati, non sono riconoscibili dalle persone. Perché sapete tutti che di chiunque voi stiate parlando quando la gente li incontrerà non si troverà di fronte a stupratori e assassini con le corna e la coda del diavolo.

Sapete che più si tenta di rendere mostruosa la rappresentazione di una idea che ci spaventa e più la si rende introvabile, camuffabile, impercettibile perché il male si nasconde nella normalità, tra persone comuni, gente che dice cose normali, che ha una vita normale. Come quando vi dicono che la violenza sulle donne si svolge fuori casa, lontano da luoghi protetti e familiari quando poi, invece, sappiamo bene che non è così.

Mi viene in mente anche che continuare a ripristinare la convinzione che il fascismo sia fondato su stigmi di un certo tipo, gli stessi di sempre, continuare a produrre in termini sensazionalisti un brand, non serva piuttosto a rafforzare altri e ulteriori fondamentalismi. Perché dove c’è un mostro c’è anche bisogno del cacciatore di mostri, del tutore, con tutta la legittimazione che gliene deriva, della forza politica che sembra meno mostruosa, in cui la banalità del male imperversa, ma non importa perché in fondo gli estremismi, diciamolo, sono il vero collante, catartico, delle nostre finte democrazie, in cui la partecipazione reale non esiste e in cui ci sono fior di soggetti democratici che promulgano leggi che mi stuprano ogni giorno, come persona, come donna, come tutto.

Cosa voglio dire? Che se è vero ciò che dice la stampa non mi sorprende vi siano soggetti violenti. Mi piacerebbe sapere, però, anche, in questa demonizzazione preventiva, perché mai ci stanno dicendo oggi che esistono persone nostalgiche di idee di altri tempi (hanno scoperto l’acqua calda!), perché ci stanno dicendo che siamo in guerra e perché ci stanno indicando, i grandi media, dei quali mi fido poco o niente, dei nemici contro cui combattere.

Perché se tutto ciò che dicono è vero io vorrei sapere chi finanzia l’esercito, perchè mai lo tiene in vita, chi rende possibile che la democrazia si avvalga di un simile apporto di “idee”. Poi vorrei anche sapere chi produce leggi liberticide e terribili e resta a fare finta di essere di sinistra mentre fa scelte politiche di destra e chi si nasconde tra i democratici per dire che chiudere nei Cie gli immigrati sia una scelta dovuta con connotazioni umanitarie…

E l’ultima domanda che continua a restarmi in testa è: perché, dico, perché le donne, il tema degli stupri, devono essere usati/e per fare finta di raccontare cose che in realtà non si raccontano affatto?

Perché ogni volta che c’è un presunto dittatore da buttare giù dal trono, quando forse vuole più potere di quel che ha, quando si allarga troppo, quando smette di fare la manovalanza per mano d’occidente, come fu per i dittatori del medioriente, e vuole determinare scelte per se’, si tira fuori il fatto che quel dittatore è un po’ violento e sessista con le donne?

E da tutto ciò che ne deriverà?  Possibile trama è: “non è vero… nessuno stuprerà mai le nostre donne!“. E non so cosa sia peggio tra le due opzioni, se la presunta dichiarazione di violenza o la asserzione di tutoraggio sui corpi delle donne in loro possesso. Che altro?

Che qualunque intervento si farà a “ripristino” della democrazia userà le donne come un utile feticcio sul quale esercitarsi in termini paternalisti. Allora vorrei essere io a produrre una risposta autodeterminata e libera, di chi non si serve di tutori di nessun genere per difendersi.

Il sessismo è una cosa diffusa e prescinde dal contesto politico in cui si esprime e anche dai generi. A chiamarmi Troia può essere una donna o un uomo. Ad augurarmi cose perfide può essere chiunque. Sono antifascista, femminista, non pratico nessuna religione e quello che so è che mai augurerei ad una donna che non la pensa come me una punizione che violi il suo corpo e la sua volontà. Mai augurerei ad un uomo che non la pensa come me di essere violato nel suo corpo. La differenza tra chi fa queste cose e chi non le fa è la stessa differenza che passa tra qualunque soggetto autoritario e chi non lo è. Semplicemente… io non lo sono. E non mi serve nessuna vendetta, nessuna modalità repressiva, nessuna eco tutelare e paternalista per ribadirlo.

Nb: Non appena mi sarà possibile vorrei continuare ad indagare gli autoritarismi, come ho sempre fatto, che non risiedono da una parte sola. Odio l’ipocrisia di chi punta il dito contro il mostro più mostruoso per normalizzare autoritarismi più “accettabili” o espressi in modi differenti, più politically correct. Ricordo che i vari delitti contro persone di altre etnie si realizzano, per esempio, in un contesto nazionale in cui i rom vengono sgomberati abitualmente dai campi; gli immigrati vengono rinchiusi per 18 mesi nei Cie, purgatori/lager europei, perché l’Europa decide che non possono circolare da persone libere; i sindaci, inclusi quelli di centro sinistra, si sono prodotti in ordinanze che discriminavano dai lavavetri alle signore con il velo, tanto per capire quanto sia assurdo poi che ci si sorprenda che da tante e tali prove di intolleranza e tante e tali prove di istigazione all’odio vengano fuori estremismi di ogni tipo. Trovo che spostare l’attenzione altrove, verso il mostro più mostruoso, sia dunque sospetta… Se poi a puntare sul mostro sono le grandi testate nazionali che legittimano l’esistenza di colonialismi culturali ogni volta che fanno titoloni sullo straniero che fa violenza sulle donne che vogliono vestirsi all’occidentale… Come se si volessero consegnare le chiavi di manutenzione della democrazia alle stesse persone che, in fondo, non fanno che dire le stesse cose che dice qualunque gruppo di estrema destra… però lo dicono meglio e soprattutto la pulizia etnica la realizzano in modi “democratici” e “legali”.

Stupro: arma di demonizzazione di massa! (Come nascondere la banalità del male) « Al di là del Buco.

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