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Senigallia (AN), il fraterno Natale del vescovo anti-gay – UAAR Ultimissime

Senigallia (AN), il fraterno Natale del vescovo anti-gay – UAAR Ultimissime.

Que­st’anno, nella civile e laica cit­ta­dina di Seni­gal­lia, molti cit­ta­dini auspi­ca­vano un Natale diverso, magari all’in­se­gna di altri e più spi­ri­tuali argo­menti. Le cro­na­che nata­li­zie hanno invece riser­vato a tutti i cre­denti della città un Natale più com­pli­cato di quanto non si potes­sero aspet­tare. Ad aprire l’a­mara vicenda che ha visto pro­ta­go­ni­sti, nel­l’or­dine, un vescovo “a riposo”, il gover­na­tore della Puglia Nichi Ven­dola (suo mal­grado), il vescovo reg­gente della dio­cesi, e nien­te­meno che il diret­tore del sito di apo­lo­ge­tica cat­to­lica Pon­ti­fex, Bruno Volpe, è stato pro­prio il “mite” novan­ta­duenne vescovo eme­rito.
gli atti­vi­sti per i diritti civili degli omo­ses­suali erano defi­niti “viziosi ed arro­ganti”, appel­lan­dosi a una non pre­ci­sata “legge di dio”

Con un’inter­vi­sta rila­sciata al sito Pon­ti­fex, rim­bal­zata velo­ce­mente su diverse testate gior­na­li­sti­che nazio­nali (Cor­riere del Mez­zo­giorno, Il Gior­nale, Diretta news), mons. Odo Fusi Pecci, in sostanza, defi­niva senza mezzi ter­mini il leader di Sel Nichi Ven­dola “un per­ver­tito”. A loro volta, gli atti­vi­sti per i diritti civili degli omo­ses­suali erano defi­niti “viziosi ed arro­ganti”, appel­lan­dosi a una non pre­ci­sata “legge di dio” che tro­ve­rebbe fon­da­mento nel solito “diritto natu­rale”, rigi­rato e messo al ser­vi­zio delle esi­genze ideo­lo­gi­che della Chiesa. In linea di mas­sima, non ci sarebbe nulla di nuovo nè nel fatto che Pon­ti­fex rac­colga inter­vi­ste di questo tenore, nè nelle logi­che uti­liz­zate dai rap­pre­sen­tanti della Chiesa cat­to­lica per giu­sti­fi­care la nega­zione di diritti agli omo­ses­suali. Dopo­tutto, solo qual­che set­ti­mana fa lo stess0 Bene­detto XVI aveva con­dan­nato, usando più o meno le stesse argo­men­ta­zioni (seb­bene espresse con ter­mini deci­sa­mente più medi­tati), il rico­no­sci­mento delle “nozze tra gay”, che a suo dire sarebbe “una ferita grave, alla pace ed alla giu­sti­zia”. Di diverso, come dice­vamo, sta­volta ci sono le aspre parole uti­liz­zate, alquanto sopra le righe, deci­sa­mente offen­sive e per di più fuori luogo, nel momento in cui sta per pren­dere il via una nuova cam­pa­gna elet­to­rale a cui par­te­ci­perà anche il leader di Sel con il suo par­tito. La pub­bli­ca­zione di un’in­ter­vi­sta ten­dente al discre­dito del­l’im­ma­gine di un poli­tico ha susci­tato dunque mol­tis­sime voci e prese di distanza. Non solo a livello locale. La Dele­ga­zione Uaar di Seni­gal­lia ha dira­mato un suo comu­ni­cato, ma lo ha fatto anche il Cir­colo locale di Libertà e Giu­sti­zia, i Gio­vani Demo­cra­tici delle Marche, l’Ar­ci­gay di Pesaro Urbino, e ovvia­mente la sezione locale di Sel. A livello nazio­nale ne ha scritto in ter­mini cri­tici Mas­simo Gra­mel­lini sulla Stampa. Di diverso, e di più accon­di­scen­dente e con­te­stua­liz­zante tenore, il comu­ni­cato dif­fuso dai rap­pre­sen­tanti del Ppe locale (ex Pdl), che ha par­lato di “libertà e diritto di opi­nione” del vescovo. Una presa di posi­zione da parte della curia vesco­vile di Seni­gal­lia si faceva dunque indi­spen­sa­bile e non ha tar­dato molto ad arri­vare, per bocca del vescovo reg­gente Giu­seppe Orlan­doni. Non sapendo più come sal­vare “capra e cavoli”, ecco la smen­tita nei con­fronti di Pon­ti­fex. Il comu­ni­cato della dio­cesi sostiene infatti che “l’in­ter­vi­sta al Vescovo Fusi Pecci, 92enne, in una casa di riposo e con pro­blemi di udito, sarebbe stata estorta e mani­po­lata dal sito di Bruno Volpe”. Si aggiunge che “dopo aver inter­pel­lato il Fusi-Pecci, lo stesso si è dichia­rato estra­neo a quelle frasi”. A com­ple­ta­mento della giu­sti­fi­ca­zione, degna della peg­gior ritrat­ta­zione a cui solo la poli­tica ci aveva abi­tuato, si bac­chet­tano i segui­tis­simi gior­nali on line locali, “affin­ché veri­fi­chino con la curia le noti­zie da pub­bli­care” (sic!). Imme­diata e giu­sta­mente sec­cata la rispo­sta dei diret­tori dei due gior­nali locali (Seni­gal­lia Noti­zie e Vivere Seni­gal­lia),  evi­den­te­mente risen­titi per un rim­pro­vero che non meri­ta­vano, in quanto il loro ruolo nella vicenda è stato esclu­si­va­mente quello di rilan­ciare una noti­zia che altri gior­nali ave­vano già rilan­ciato.
Pon­ti­fex smen­ti­sce per­fino che il vescovo reg­gente Orlan­doni (o chi per lui) abbia inter­pel­lato l’e­me­rito Fusi Pecci sulla que­stione

Ma anche la rispo­sta di Pon­ti­fex non si è fatta certo atten­dere. Con un nuovo arti­colo, il sito dei “cat­to­lici romani non seco­la­riz­zati” non solo ha rin­ca­rato la dose, con­fer­mando l’in­ter­vi­sta shock  pub­bli­cata in pre­ce­denza, ma l’ha anche avva­lo­rata con la pub­bli­ca­zione della tra­scri­zione di una nuova inter­vi­sta tele­fo­nica fatta al Fusi Pecci, tra­scri­zione che con­ferma le parole e le offese pre­ce­den­te­mente usate (Ven­dola “depra­vato” anzi­ché “per­ver­tito”, cambia poco). Ma c’è di più. Pon­ti­fex smen­ti­sce per­fino che il vescovo reg­gente Orlan­doni (o chi per lui) abbia inter­pel­lato l’e­me­rito Fusi Pecci sulla que­stione. Finendo in tal modo per fargli fare la figura del bugiardo paten­tato e pro­met­ten­do­gli una que­rela per dif­fa­ma­zione e danni se non verrà pub­bli­cata una richie­sta di scuse, con tanto di “ret­ti­fica della ret­ti­fica”. I cit­ta­dini di Seni­gal­lia, per­fino quelli più cre­denti e fedeli, attra­verso i com­menti agli arti­coli apparsi sulla stampa locale hanno espresso la loro totale con­tra­rietà a tutto questo tea­trino, alle­stito per l’oc­ca­sione nata­li­zia. Lo spi­rito di fra­tel­lanza, di rispetto reci­proco, di unione, di per­dono, di verità, di pace e di giu­sti­zia, dimo­strato in questo epi­so­dio dagli espo­nenti della comu­nità cat­to­lica, rimarrà sen­z’al­tro impresso nel loro cuore, e ancor più nella loro mente. Come rimar­ranno a lungo impressi il pre­sepe anti-laico di Firenze e le parole del par­roco di Lerici sul fem­mi­ni­ci­dio. Una vicenda, anche que­st’ul­tima, sca­tu­rita per ini­zia­tiva di Pon­ti­fex. Che si avvia sempre più a diven­tare la voce “uffi­ciale” degli umori più neri del cat­to­li­ce­simo ita­liano, meglio ancora se espressi sotto Natale. Da un certo punto di vista è anche utile, perché rap­pre­senta una sorta di ope­ra­zione-verità. A noi non cre­denti non rimane però che notare, ancora una volta, quanto sia inop­por­tuna l’au­to­re­vo­lezza attri­buita a una cate­go­ria di per­sone che, arro­gan­dosi il diritto di par­lare per bocca di un dio muto, fini­scono sempre più spesso per espri­mersi inci­vil­mente. Il dele­gato UAAR di Seni­gal­lia, Paul Manoni

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