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Nexus Co.-Il governo rappresentativo

Tratto da Parole di un Ribelle di Petr Kropotkin

Executed Communards

Per illuderci, è stato detto che “la missione dello Stato è quello di proteggere i deboli contro i forti, i poveri contro i ricchi, la classe operaia contro le classi privilegiate.” Sappiamo come i governi abbiano rispettato tale missione, facendo per l’appunto il contrario. Fedele alla sua origine, il governo rappresentativo è sempre stato il protettore dei privilegiati nei confronti di coloro che hanno deciso di liberarsi da esso. Il governo rappresentativo, in particolare, con la connivenza del popolo, ha organizzato la difesa dei privilegi della borghesia commerciale e industriale contro l’aristocrazia da un lato e gli sfruttati, dall’altro -che si mostrano modesti, gentili, ben educati verso i primi, e feroci verso gli altri. Ecco perché anche la più piccola delle norme a tutela del lavoratore -non importa quanto innocua possa essere-, può essere strappata dal parlamento anche a causa di un’agitazione che si avvicina all’insurrezione. Ricordo solo le lotte intraprese, le agitazioni a cui la gente ha dovuto dedicarsi, al fine di ottenere dalle Camere del Parlamento britannico, dal Consiglio federale svizzero o dalle Camere francesi alcune leggi miserabili che limitano le ore di lavoro! La prima legge di questo tipo è stata votata in Inghilterra: la si è ottenuta mettendo dei barili di polvere nera sotto le macchine nelle fabbriche.

Altrove, nei paesi in cui l’aristocrazia non è stata ancora distrutta dalla rivoluzione, i signori e il borghese vanno meravigliosamente d’accordo. “Concedimi il diritto di legiferare, Milord, e io farò piazzare delle guardie intorno al tuo castello!” – E le guardie staranno lì finché non si sentirà più minacciato.

Ci sono voluti quarant’anni di agitazione, che a volte hanno portato il fuoco attraverso la campagna, prima che il Parlamento Italiano decidesse di garantire agli agricoltori-affittuari un vantaggio nei miglioramenti della terra che lavoravano.

Per quanto riguarda la famosa “land law” votata per l’Irlanda, è stata necessario, come Gladstone stesso ha ammesso, per un paese che vede in continua crescita l’insurrezione generale, come l’aperto rifiuto di pagare affitti e la difesta ad oltranza contro gli sfratti o il boicottaggio, gli incendi e l’uccisione dei padroni di casa prima che il borghese votasse la legge miserabile per proteggere la loro terra da coloro che patiscono la fame.

Ma se si tratta di tutelare gli interessi del capitalista, minacciato dall’insurrezione o addirittura dall’agitazione, e che il governo rappresentativo -che è un organo del dominio capitalista-, diventa selvaggio. Attacca, e lo fa con più fiducia e con la bassezza di qualsiasi despota. La legge contro i socialisti in Germania è l’equivalente dell’editto di Nantes, e nemmeno Caterina II, dopo la rivolta contadina di Pugachev, o Luigi XVI, dopo i disordini del grano, possono essere visualizzati nella ferocia delle due “Assemblee nazionali” del 1848 e del 1871, i cui membri gridavano: “Uccidete i lupi, le lupe e i loro cuccioli”, e all’unanimità, senza una sola voce opposta, si rallegravano del massacro da parte di soldati ubriachi di sangue! La bestia anonima con 600 teste ha mostrato di essere in grado di superare Luigi XI e Ivan il Terribile e la loro progenie!

Executed Communards

 

Comunardi uccisi

Sarà lo stesso ovunque ci sia un governo rappresentativo, se viene eletto in modo regolare o è imposto nella luce livida di un’insurrezione. In entrambi i casi, l’uguaglianza economica prevarrà nella nazione e i cittadini liberi e uguali non dovranno più cedere i loro diritti ad altre mani le mani, ma cercheranno invece una nuova organizzazione, che permetterà loro di gestire i propri affari, o, ci sarà ancora una minoranza che dominerà le masse a livello economico: ed è allora che le masse dovranno essere più vigili. I rappresentanti eletti dalla minoranza agiranno in modo appropriato. Essi legifereranno per mantenere i loro privilegi e agiranno con la violenza e il massacro nei confronti di coloro che non si sottomettono.

E’ impossibile per noi analizzare, in questo momento, tutti i difetti del governo rappresentativo, in quanto ci vorrebbero interi volumi. Limitiamoci interamente a ciò che è essenziale, in modo da evitare la trappola della classificazione pedante. Eppure c’è ancora un fatto che richiede la discussione.

E’ un fatto strano! Il governo rappresentativo aveva lo scopo di porre fine al governo personale, si proponeva di mettere il potere nelle mani di una classe, e non di un individuo. Eppure ha sempre dimostrato la tendenza di tornare al governo personale e di presentare se stesso ad un solo uomo.

La ragione di questa anomalia è abbastanza semplice. In effetti, dopo aver armato il governo con migliaia di prerogative tipiche del passato; avendo confidato ad esso la gestione di tutte le questioni che sono importanti per un paese, e avendo dato un budget di miliardi, è stato possibile affidare alla mafia parlamentare la somministrazione di tali innumerevoli preoccupazioni innumerevoli? Così è stato necessario nominare un potere esecutivo -il ministero- che è stato investito di tutte queste prerogative quasi-reali. Che autorità miserabile, infatti, era quella di Luigi XIV, che si vantava di essere lo Stato, rispetto a quello di un primo ministro costituzionale dei nostri giorni!

E’ vero che la Camera può ribaltare un tale ministro -ma per quale motivo? Per assegnare un nome di un successore che sarebbe stato investito con gli stessi poteri e da cui sarebbe stato costretto, se fosse coerente, dimettersi dopo una settimana? Così preferisce tenere l’uomo che ha scelto fino a quando il paese grida a voce abbastanza alta, e poi lo scarta a recuperare l’uomo che avevano respinto due anni fa. Diventa un altalena: Gladstone-Beaconsfield, Beaconsfield-Gladstone. E in fondo non cambia nulla: il paese è sempre diretto da un solo uomo, il capo del gabinetto.

Ma quando la scelta cade su un uomo intelligente che garantisce l’ “ordine” -vale a dire lo sfruttamento interno e l’espansione estera- allora il Parlamento sostiene tutti i suoi capricci e gli concede poteri sempre nuovi. Disprezzando la costituzione, a prescindere dagli scandali del suo governo che sono accettati -con tutti i cavilli possibili-, gli viene data mano libera. Bismarck è un esempio vivente di questo; Guizot, Pitt e Palmerston erano tali nelle generazioni precedenti.

Bismark directing the German Parliament

 

Bismarck dirige il parlamento tedesco

 

Ciò è comprensibile: ogni governo ha la tendenza a diventare personale dal momento che è la sua origine e la sua essenza. Se il Parlamento è eletto dai possidenti o col suffragio universale, anche se si definisce dalla parte dei lavoratori ed è formato da lavoratori, cercherà sempre l’uomo su cui è possibile scaricare le cure di governo e al quale, a sua volta, sottometterà gli altri. Fino a quando noi confidiamo ad un piccolo gruppo tutte le prerogative economiche, politiche, militari, finanziarie e industriali con i quali li armiamo oggi, questo piccolo gruppo sarà necessariamente inclinato, come un distaccamento di soldati in una campagna, di sottoporre il tutto ad un singolo capo.

Questo accade anche in tempi tranquilli. Ma una guerra sulla frontiera, lascerà che una lotta civile scoppi all’interno della nazione, e quindi il nuovo arrivato, il primo ambizioso, il primo avventuriero intelligente, prenderà il controllo della macchina con mille ramificazioni che noi chiamiamo Amministrazione e sarà in grado di imporsi sulla nazione. Il parlamento non sarà più in grado di prevenire gli oltre cinquecento uomini scelti a caso per la strada, ma al contrario, paralizzeranno la resistenza. I due avventurieri che hanno portato il nome di Bonaparte non ebbero successo per caso. Per quanto riguarda l’efficacia del dibattito parlamentare sulle società a resistere ai colpi di Stato, la Francia ne è un esempio lampante. Anche ai nostri giorni, è stata la Camera che ha salvato la Francia dal colpo di stato tentato da Mac Mahon? Come ora sappiamo, sono state le commissioni extraparlamentari. Forse l’esempio dell’Inghilterra sarà citato. Ma non dovrebbe vantarsi troppo nell’aver conservato intatte le sue istituzioni parlamentari durante il XIX° secolo. E’ vero che è riuscita in tutto questo secolo ad evitare la lotta di classe, ma tutto porta a credere che scoppierà anche lì, e che il Parlamento non emergerà intatto da quella lotta che, in un modo o in un altro, avverrà durante la marcia della rivoluzione.

Se vogliamo, al momento della rivoluzione che verrà, lasciare il grande cancello aperto alla reazione, alla monarchia forse, noi confidiamo i nostri affari ad un governo rappresentativo, ad un ministero armato di tutti i poteri di cui dispone oggi. La dittatura reazionaria, tinto prima di rosso e dopo di blu nella misura in cui essa stessa si sente più sicura in sella, non si troverà dietro. Avrà nella sua direzione tutti gli strumenti di dominio; troverà tutti al suo servizio.

Ma anche se è la fonte di tanto male, non è il sistema rappresentativo a creare uno sviluppo progressivo e pacifico delle società? Non ha forse contribuito al decentramento di potere nel nostro secolo? Non ha forse contribuito a ostacolare le guerre? Non ha ceduto alle esigenze del momento e, a volte sacrificato alcune istituzioni antiquate, in modo da prevenire la guerra civile? Non offrono alcune garanzie, una speranza di progresso, di miglioramento all’interno della nazione?

Che amara ironia si trova in ognuna di queste domande e in tante altre che pure sgorgano non appena si giudica l’istituzione! Tutta la storia del nostro secolo è lì per condannarlo.

Robespierre - the original Jacobin

 

Robespierre – il giacobino originale

 

Fedele alla tradizione realista nella sua forma moderna, che è il giacobinismo, i parlamenti non hanno fatto altro che concentrare i poteri nelle mani di un governo. La burocrazia portata all’estremo diventa la caratteristica del governo rappresentativo. Dall’inizio di questo secolo, il discorso è tutto di decentramento, di autonomia, e non si fa nulla ma anzi, sii centralizza e si uccidono le ultime vestigia di autonomia. Anche la Svizzera è affetta da questa influenza, e l’Inghilterra si sottomette. Se non fosse stato per la resistenza dei produttori e commercianti, oggi dovremmo essere nella posizione di dover chiedere il permesso a Parigi per uccidere una mucca a Brive-la-Gaillarde. Tutto cade sempre più sotto la mano alta del governo. Tutto quello che ci rimane è la gestione dell’industria e del commercio, della produzione e del consumo, e i socialdemocratici -accecati dai pregiudizi autoritari- già sognano il giorno in cui nel parlamento di Berlino saranno in grado di regolare la produzione e il consumo su tutta la superficie della Germania.

Può il sistema rappresentativo, che viene definito così pacifico, salvarci dalle guerre? Non c’è mai stato così tanto sterminio come nel sistema rappresentativo. La borghesia ha bisogno di stabilire il suo dominio sui mercati, e che il dominio si ottiene solo a spese degli altri, uccidendo e conquistando. Agli avvocati e ai giornalisti piace parlare della gloria militare, e non c’è nessuno più bellicoso di questi guerrieri-che-restano-in-casa.

Ma non è forse vero che i parlamenti si prestano alle esigenze del momento e sono pronti a modificare le istituzioni che sono in decadenza? Come nei giorni della Convenzione, è stato necessario mettere un coltello alla gola dei partecipanti alla Convenzione ed estorcergli gli accordi fatti e compiuti; così oggi dobbiamo organizzare una insurrezione per strappare ai “rappresentanti del popolo” la più piccola delle riforme.

Per quanto riguarda il miglioramento del corpo elettorale, non è mai stata vista una generazione di parlamenti del genere come quella dei nostri giorni. Come ogni istituzione che decade, essi vanno avanti, mentre la loro condizione peggiora. La gente parlava della corruzione dei parlamenti nei giorni di Luigi Filippo. Ne parlano oggi i pochi uomini onesti, che abbiano vagato in queste paludi e vi diranno: “Sono malato di cuore per tutto [quel che vedo]!”. Il parlamentarismo ispira solo disgusto in chi lo vede come la soluzione.

Ma è davvero impossibile migliorarlo? Non sarebbe un nuovo elemento, un elemento della classe operaia, fusa con del nuovo sangue? Molto bene, passiamo ad analizzare la costituzione di assemblee rappresentative, studiare il loro funzionamento, e vedremo come i sogni siano ingenui…come il pensiero che una ragazza di campagna possa sposare un re e avere la speranza di entrare nella linea di successione con tanti buoni re piccoli!

Nexus Co..

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