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Monte dei Paschi di Siena: dalla P2 al PD | Indymedia Lombardia

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Monte dei Paschi di Siena: dalla P2 al PD

Stavolta si tratta di un buco gigantesco di 760 milioni di euro. Secondo la procura di Siena sarebbero servite agli allora vertici di Mpa, Mussari e Antonio Vigni, rispettivamente presidente e direttore generale, per “abbellire il bilancio 2009”. Come? Scaricando su un istituto finanziario giapponese, la Nomura, tutti i segni meno di un derivato di mutui ipotecari ad alto rischio che i giapponesi avrebbero poi riversato nel tempo sulla banca senese per via di un contratto stipulato in gran ‘segreto’. Un accordo a quanto pare che i vertici non avrebbero mai trasmesso né al cda né ai revisori del Monte. Fino a che Alessandro Profumo e Fabrizio Viola, gli attuali numero uno e due di Mps, non si sono imbattuti sui documenti celati dall’ex dirigenza.
Il Monte è sempre stato vicino alla sinistra italiana. Prima il Pci, poi i Ds, oggi il Pd.
Ma stavolta a finire sotto i riflettori è il segretario del Pd, Pierluigi Bersani. Un altro protagonista della sporca faccenda, che si ricollega alle elezioni e alla competizione elettorale è Mario Monti. Il gruppo di Rocca Salimbeni infatti, per stabilizzare i conti, beneficerà di un prestito da parte dello Stato di 3,9 miliardi di euro (alla faccia della crisi). Un’operazione in sostanza che garantisca il prestito pubblico“Perché mai il governo Monti – attacca Riccardo Mazzoni – ha praticamente trasferito il sostanzioso incasso dell’Imu sulla prima casa, circa 4 milioni di euro, proprio al Monte, che attualmente ha un buco di 760 milioni di euro? È forse un tributo politico che Monti ha pagato al Pd con i soldi degli italiani?”.
Il segreto del Sistema Mussari, incipit della catastrofe di Mps, è in un conto di una banca londinese su cui nel 2007 vennero parcheggiati 2 miliardi di euro.

Sono le associazioni segrete e le logge massoniche di potenti politici e industriali che muovono i fili del nostro paese, con un governo occulto che da sempre agisce nell’ombra, parallelamente agli Organi di Governo ufficiali, favorendo gli interessi dei membri, gli uomini più potenti d’Italia.
Enel, Rai, Servizi Segreti, la stampa, Organi di Governo, banche. I massoni italiani da sempre li controllano, li manipolano. Grande Oriente d’Italia, Propaganda Massonica, Propaganda 2 (meglio nota come P2) e di conseguenza P3 e P4, sono le grandi massonerie segrete che gestiscono l’Italia, fin dai primi giorni della sua nascita.
Berluska è il re di questo malcostume, non poteva che esserne completamente invischiato: è un membro della P2 di Licio Gelli, la loggia più potente della storia d’Italia, tessera 1816, codice E.19.78, gruppo 17, fascicolo 0625, data di affiliazione 26/1/1978. In una famosa intervista, Gelli racconta la cerimonia di investitura di Berlusconi, avvenuta a Roma, in via Condotti, in un lussuoso appartamento sopra la gioielleria Bulgari.
Il Cavaliere é stato inoltre definito “Cesare” della P3 da Arcangelo Martino, Flavio Carboni e Pasquale Lombardi, arrestati questa estate in quanto membri della P3 con l’accusa di associazione a delinquere costituitasi nelle forme di Loggia segreta sul modello della P2, per la gestione sporca degli appalti pubblici per la costruzione di parchi eolici in Sardegna, per aver condizionato le candidature all’interno del Pdl, per le elezioni regionali in Campania (mediante la creazione di un dossier per screditare il candidato Stefano Caldoro) e per aver manipolato l’attività delle istituzioni, mediante i contatti ancora da verificare con Vincenzo Carbone e Oscar Fiumara, rispettivamente ex primo presidente della Corte di Cassazione ed ex avvocato generale dello stato. Dalle intercettazioni telefoniche salta fuori spesso il nome di Cesare e di Vice-Cesare, i potenti capi della P3: i tre indagati affermarono che si trattava di Berlusconi e Dell’Utri.
Il giornalista e politico Massimo Teodori, membro della Commissione Parlamentare di Tina Anselmi, dichiarò: «la Loggia P2 non è stata un’organizzazione per delinquere esterna ai partiti ma interna alla classe dirigente. La posta in gioco per la P2 è stata il potere e il suo esercizio illegittimo e occulto con l’uso di ricatti, di rapine su larga scala, di attività eversive e di giganteschi imbrogli finanziari fino al ricorso alla eliminazione fisica».
La P2 fu oggetto d’indagine anche della Commissione Stragi per un presunto coinvolgimento in alcune stragi, tra cui il sequestro Aldo Moro ma non portò a niente di rilevante a causa di continui ed innumerevoli depistaggi. Licio Gelli venne condannato il 23 novembre 1995 in via definitiva per ripetuti tentativi di depistaggio delle indagini sulla Strage di Bologna, sull’indagine di Aldo Moro e sulla Strage dell’Italicus. Nella relazione finale della Commissione Parlamentare di Tina Anselmi il nome “Sivio Berlusconi” compariva eccome:“…alcuni operatori (Genghini, Fabbri, Berlusconi) trovano appoggi e finanziamenti al di la’ di ogni merito creditizio…” Le due grandi banche, infatti, che danno credito a Berlusconi sono la Banca Nazionale del Lavoro e il Monte dei Paschi di Siena, dove durante gli anni ‘70 la P2 è più attiva. Il Monte dei Paschi concede tra il ‘70 e il ‘79, 70 miliardi di mutui fondiari a Berlusconi a tassi fra il 9 e il 9,5%.
Il 10/4/1978 Berlusconi inizia una collaborazione come editorialista sul maggior quotidiano italiano, il Corriere della Sera, proprio quando la loggia P2 acquisisce, come dice la commissione parlamentare d’inchiesta “il controllo finanziario e gestionale del gruppo Rizzoli”.
Dalle stesse dichiarazioni rese dal premier davanti al G.I. di Milano, e mai contestate, la sua iscrizione alla P2 avvenne nei primi mesi del 1978.
Nel 1989 c’era però stata un’amnistia che ha estinto il reato di falsa testimonianza sulla P2 del Cavaliere. Che fortuna però…una amnistia che gli ha salvato il didietro! Sarà un caso o l’amnistia e’ stata voluta dalla P2? Oltre la P4 ci sono altre “cricche” segrete di burattinai che stanno agendo nell’ombra? Il malcostume dei gruppi segreti che muovono gli interessi dell’Italia é ben radicato nel nostro Paese fin dall’800. Purtroppo però, gli interessi dei potenti, molto spesso stridono con le esigenze reali del Paese.
Gelli, il capo e maestro dei servizi segreti, quando fu arrestato, dichiarò di aver sovvenzionato sia i gruppi di estrema destra, che i gruppi di estrema sinistra….

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