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L’idea che siano «tutti uguali» nonMaurizio Landini- la sopporto. Io a questa cosa che destra e sinistra sono la stessa cosa non ci sto.

Maurizio Landini


L’idea che siano «tutti uguali» non la sopporto. Io a questa cosa che destra e sinistra sono la stessa cosa non ci sto.

Io non ho nulla di personale contro i dottori Fini e Salvini, ma in questi anni al Governo chi c’è stato? Perché tutte le volte che arriva la campagna elettorale siamo al fatto che quelli che hanno governato fino al minuto prima, promettono che faranno cose diverse; ma chi vi ha impedito di fare le riforme quando eravate al governo? Ma pensate che siamo tutti coglioni?

A me dispiace molto che in Bangladesh e in giro per il mondo ci siano condizioni di lavoro disastrose e che facciano lavorare i bambini, ma badi che anche in Lombardia e in Italia, a causa del caporalato, vede in autostrada che ci sono ancora quelli che raccolgono le persone, a volte immigrati, che vanno a lavorare gratis. Se vuole gliele porto io le persone che non in Bangladesh, ma in Italia sono costretti a lavorare per 3 euro all’ora.

Salvini, chi lo ha fatto l’art.8 della Manovra finanziaria di Tremonti che ha permesso a Marchionne di non applicare i contratti, di derogare le leggi. L’art.8 non esiste in nessun Paese d’Europa e consente alle aziende di derogare i contratti e le leggi, qualsiasi legge. L’avete votata voi eh, mica io. E adesso mi venite a spiegare che permettete di fare alle aziende quello che gli pare e poi le cose non funzionano?

Il problema, oggi, è quello di ridare voce a quei milioni di lavoratori dipendenti o di giovani precari che stanno pagando loro la crisi anche per gli altri, perché l’assurdità è che chi paga le tasse sono proprio i lavoratori dipendenti, che pagano due volte perché finanziano i servizi anche per quelli che le tasse le evadono. In Italia ci sono 120 miliardi di evasione all’anno: Salvini, cos’ha fatto il suo partito quando era al Governo?

Io sono così democratico che è da due anni che noi della Fiom stiamo chiedendo, e abbiamo portato le firme al Presidente Fini alla Camera, che si faccia una legge sulla rappresentanza nei luoghi di lavoratori, in modo che i lavoratori possano scegliere i sindacati che vogliono e non che siano le imprese a farlo e che un accordo, per essere valido, debba essere approvato dalla maggioranza dei lavoratori che liberamente si esprimono. Oltre i cancelli di una fabbrica la libertà per un lavoratore, oggi, non c’è più.

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